lunedì 27 maggio 2019

Beffa Usa, i missili del Kim volano con razzi ucraini

Dal New York Times: ‘Il successo dei test missilistici nordcoreani conduce ad una fabbrica ucraina’, e per gli Stati Uniti è beffa totale. Il missile balistico che sembra in grado di colpire gli Stati Uniti sarebbe spinto da potenti motori a razzo provenienti da una fabbrica ucraina di progettazione russa che un tempo li produceva per l’Unione sovietica, roba seria insomma.

Le rivelazioni sul New York Times di William J. Broad e David E. Sanger e per gli Stati Uniti è beffa geopolitica. Il successo della Corea del Nord nella sperimentazione di un missile balistico intercontinentale che sembra in grado di raggiungere gli Stati Uniti è stato reso possibile da acquisti di potenti motori a razzo da una fabbrica ucraina con legami storici con il programma missilistico russo. Rosa seria, insomma. Tutto questo secondo un’analisi degli esperti e valutazioni classificate da parte delle agenzie di intelligence americane.

Ed ecco svelato il mistero su come la Corea del Nord abbia ottenuto tali improvvisi successi dopo la successione di fallimento precedenti. Un po’ lo ‘zampino’ americano, con cyberattacchi sui suoi lanci, svela il quotidiano di New York. Ma la Corea del Kim, scopre Michael Elleman, esperto missilistico dell’Istituto per gli studi strategici, ha cambiato progetti e fornitori negli ultimi due anni. Trump che accusava la Cina come la principale fonte di sostegno economico e tecnologico del Nord. Il segretario di stato Tillerson aggiungeva la Russia tra i possibili fornitori di tecnologie ai cattivissimi di Pyongyang.

Fuochino. Scienziati e spie Usa scoprono che i motori a razzo che spingono tanto lontano i missili del Kim derivano da disegni che un tempo hanno alimentato la poderosa flotta missilistica dell’Unione Sovietica. Motori così potenti che un singolo missile avrebbe potuto portarne ben 10 di ordigni termonucleari. Scenari da incubo con la scoperta dell’arsenale missilistico sotto casa ‘politica’ Usa. I ricercatori e gli esperti governativi hanno concentrato le loro indagini su una fabbrica di missili a Dnipro, in Ucraina, la ‘Yuzhmash’, ai margini del territorio controllato dai separatisti filo russi.

Durante la guerra fredda, ci spiegano i due reporter americani, la fabbrica ha fatto i missili più mortali nell’arsenale sovietico, compreso il gigante SS-18. E la fabbrica è rimasta uno dei principali produttori di missili anche dopo che l’Ucraina ha ottenuto l’indipendenza. Ma dal momento che il presidente pro-russo dell’Ucraina Viktor Yanukovych è stato rimosso dal potere con il golpe del 2014, la fabbrica di proprietà statale, la ‘Yuzhmash’, è caduta in crisi. I russi hanno annullato gli aggiornamenti della loro flotta nucleare. La fabbrica è inutilizzata, magazzini pieni di motori inutilizzati, fatture e stipendi non pagati e morale sottoterra, la descrivono.

Gli esperti ritengono che sia proprio la ‘Yuzhmash’ la fonte più probabile dei motori che nel mese di luglio hanno alimentato i due test di missili intercontinentali in grado di minacciare le città americane. «È probabile che questi motori provenissero dall’Ucraina», denuncia Elleman in un’intervista. Ma la domanda vera è un’altra: quanti altri motori hanno i coreani e se gli ucraini li stanno aiutando ancora adesso. Eppure dalle parti di Kiev gli Stati Uniti qualcosa dovrebbero contare, visto che quella ‘rivoluzione’ è stata rivendicata da molto esponenti politici Usa..

L’intelligence Usa non può nemmeno dire, ‘non sapevamo’. Verbali delle Nazioni Unite di sei anni fa denunciano che che la Corea del Nord ha provato a rubare i segreti missilistici del complesso ucraino. Due spie nordcoreane sono pure state stati catturate. Facile capire oggi che, nel caos dell’Ucraina post-rivoluzionaria, Pyongyang ha riprovato. Pagano in contanti. Disegni, hardware e competenze in offerta sul mercato nero. Il mese scorso, la Yuzhmash ha negato che il suo complesso industriale stava lottando per sopravvivere e vendeva le sue tecnologie all’estero, verso la Cina.

Imbarazzo in casa americana: Petro Poroshenko, presidente ucraino che ha recentemente visitato la Casa Bianca, aveva conoscenza di ciò che stava accadendo all’interno dell’impianto? Come i motori di progettazione russa, gli ‘RD-250’, sono arrivati in Corea del Nord è ancora un mistero. Questo malgrado embargo e sanzioni delle Nazioni Unite. Interessi economico strategici prevalenti sugli accordi internazionali e intelligence allo sbando. Leon Panetta, ex direttore Cia, ha dichiarato alla Cbs che la corsa nordcoreana per ottenere missili in grado di portare armi nucleari si è spinta più rapidamente di quanto la comunità di intelligence avesse previsto.

Eppure il degrado economico industriale ucraino e l’insistenza coreana erano ben noti. La Carnegie Endowment per la Pace Internazionale aveva avvertito che lo sconvolgimento economico per la rottura con Mosca poteva ‘esporre’ i missili ucraini e gli esperti atomici, il loro know-how cruciale, a ‘tentazioni o inganni’. Sospetti noti ma trascurati, sino a quando, lo scorso marzo, un nuovo missile a media portata, il Hwasong-12, è volato oltre la distanza dalla base militare americana di Guam. Poi il Hwasong-14, che è volato a distanza sufficiente a minacciare l’Alaska.

Nota di cronaca, la Yuzhmash ucraina fabbrica ora carrelli e trattori, in attesa di nuovi contratti per potentissimi motori a razzo di garanzia sovietica, per riconquistare una parte della sua gloria passata.

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