venerdì 19 gennaio 2018

Nostalgie d’agosto tra le cappellette votive di Napoli

«Più nessuno mi porterà nel Sud» si lamentava Quasimodo siciliano, e le nostalgie d’agosto di Gatto randagio che si fermano a Napoli. «Gesù, Giuseppe, Sant’Anna, e Maria!», tra le cappellette per strade e vicoli di San Lorenzo, Sanità, Vomero, Quartieri spagnoli.
Francesca de Carolis col magone di una sua Napoli e meno di 2 ore di Freccia Rossa per colpa di un bel libro fotografico di Agnese Tamburrini.
Il resto leggetevelo voi, perché chi impagina è cresciuto nella poesia musicale di Fabrizio De Andrè e ha negli occhi le splendide edicole votive dei caruggi di Genova, e non è quindi in grado di proporvi il grande Eduardo con la dovuta sonorità che rende universali anche parole sconosciute.

Più nessuno mi porterà nel Sud…. Il lamento di Quasimodo martella da giorni nella testa…
Nostalgie d’agosto. Che volete, prendono anche al Gatto. Ormai, a una certa età, piuttosto zingaro stanziale, ma il randagismo è un moto dell’anima che nulla acquieta…
Avrebbe volentieri preso un treno, ma è tanto che ormai non parte la sua Freccia del sud… E si stava davvero disperando (ad agosto prendono le peggiori malinconie, altro che Natale…), quando come per magia un file si è aperto su un vicolo di Napoli…
Non si è fatto pregare un istante e, prima che la porta si richiudesse, con grande gioia si è perso fra strade e vicoli di San Lorenzo, Sanità, Vomero, Quartieri spagnoli… tuffandosi nelle immagini colte da Agnese Tamburrini, che è giovane fotografa, grafica editoriale e designer, e che di Napoli, della sua Napoli, ha scelto dettagli che… “Gesù, Giuseppe, Sant’Anna, e Maria!” hanno fatto esclamare al Randagio ad ogni angolo. Ché il percorso fotografico che Agnese propone, incantandosi e incantandoci, racconta le edicole votive che più l’hanno affascinata.

Le cappellette della devozione privata e popolare… A Napoli ce n’è un’infinità. In ogni quartiere, ogni angolo, ogni casa, segnano il percorso di una dimensione altra che si apre negli interstizi della città. Piccoli varchi da tenere aperti con il mondo di là, per essere sicuri che qualcuno “lassù” pensi a noi, non ci lasci soli con le nostre miserie..
“Gesù, Giuseppe, sant’Anna, e Maria! Squaglia ‘o Riavulo e vence Dio”. Come meglio poteva titolare il suo viaggio Angese… Con quest’invocazione che ha anche suono d’esorcismo. E non c’è bisogno di sprecare altre parole. Solo qualche breve preghiera… “Bonasera Maronna mia / tutt’ ‘o munno a te s’inchina”. Le foto non hanno didascalie. Neppure viene indicata la strada esatta dove le edicole si trovano. Una bella sfida… provare a ritrovarle e riconoscerle, quelle porte sul paradiso, (o purgatorio, vedete voi), nel fantastico reticolato della città. Il Gatto ci ha passato una giornata intera…

Ma a parlare sono loro… le madonne, i cristi in croce, i santi, le foto dei cari estinti delle edicole votive. Parlano della città e della sua gente. Come di questa città e della sua gente parlano le architetture delle cappellette, che con stupefacente naturalezza accostano preziose cornici e piastrelle da bagno, fiammelle di ceri e luci di neon, e ti sembra che diversamente non potrebbe essere.
“Non smette di stupire, angolo dopo angolo, la particolarità dell’edicola, il modo in cui viene vissuta nel contesto che la circonda, sia esso un palazzo storico, una stradina o una zona centrale”, racconta Agnese. E lo stupore è ancora nei suoi occhi, neri e grandi grandi, che, vi assicuro, vi si potrebbe rispecchiare tutto il golfo…

Non ci sono custodi, non ci sono passanti, nelle foto di Agnese. Esclusi volutamente dalle inquadrature. Fra lo sguardo di chi prega e i volti di madonne cristi e santi, nulla si frapponga… Insomma, che la Madonna, o se volete Gesù, o se preferite San Gennaro, vi accompagni… e che nulla distragga da quel filo sottile che ci lega a qualcosa di là, ci crediate o no…
E si è commosso, il Randagio, quando, fermo sotto un balconcino di ferro battuto, un San Pio, sporgendosi fra vasi, piantine, uno strofinaccio e due mollette, lo ha benedetto. E, mentre riprendeva il cammino, è certo di averlo sentito sussurrare “Grazie per la visita. Era un po’ che t’aspettavo”.

Gli è persino sembrato di sentirli, alla fine, i tocchi di quella campana, ‘appesa ncielo’, grossa e pesante, che invocava Eduardo… Ricordate?
“Vulesse sentì ‘o suon’ ‘e na campana / ca stesse appesa ncielo / e ca sunasse appiessa /
senza nu sacrestano / ca tirasse / e mullasse / na funa longa ‘a sott’ ‘o campanile / cumme si fosse Dio c’ ’a fa’ sunà.
Vulesse sentì ‘o suon’ ‘e sta campana / grossa e pesante, / ‘e bbronzo, / e ca sunasse appiessa, / mmiez’ ‘e nnuvole, / ognettanto na vota, / no tutt’ ‘e mmatine / o quann’è festa/ o quanno l’ommo more / ma sulo quanno ‘a vita / e tutt’ ‘e ccose storte ‘e chiustu munno / t’anno fatto perdere ‘a fede”.

Mistico Randagio… che suggerisce dunque di entrare in questo sogno, magari passando per l’edicola dell’Assunta, ché Ferragosto non è solo mare e cocomero, ma anche fuochi e petali di rosa per la Madonna assunta in cielo, a segnare la via… Iniziate da lì, e poi perdetevi anche voi nel  percorso di questo “Gesù, Giuseppe, sant’Anna, e Maria!” . Verificherete che davvero “Squaglia ‘o Riavulo e vence Dio”.

Il percorso virtuale, poi, può diventare libro “in brossura cucita filo rete e copertina in carta oro”. I santi vanno trattati bene…

C’è una strada che molti, soprattutto giovani, percorrono per realizzare sogni e dare corpo a progetti che non trovano spazio nelle dinamiche feroci e spesso cieche del mondo che abbiamo costruito… il crowdfunding. Gatto Randagio, che ha imparato a muoversi nel web, ne ha visti, di bei progetti così realizzati. Se volete dare un’occhiata, alle edicole di Agnese…   https://www.produzionidalbasso.com/project/gesu-giuseppe-sant-anna-e-maria-edicole-votive-a-napoli-un-percorso-fotografico/

Il Randagio, l’avrete immaginato, appena uscito dal file, è stato fra i primi, entusiasti sostenitori.  E adesso aspetta la sua copia del libro che, come da progetto, gli sarà consegnato a mano. Non vede l’ora di vederlo, il riflesso del golfo, negli immensi occhi di Agnese….

 

 

 

 

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