lunedì 21 agosto 2017

Guam, base Usa minacciata da Kim, dove e perché

Perché Guam è così importante per gli Stati Uniti e per la Corea? Piccola come la nostra isola d’Elba, lontana da tutto e da tutti (3.400 km da Pyongyang), ma al centro di tutto l’oceano Pacifico.
Già dalla guerra di Corea (1950-1953), e successivamente Vietnam e più recentemente Iraq e Afghanistan, la base di Guam è stata fondamentale.
Guam non è uno stato ma un territorio degli Stati Uniti, non vota per il presidente ma manda solo un deputato senza diritto di voto al Congresso a Washington.
Per il resto, leggiamoci Giovanni Punzo, che -forse per scongiuro- ci ricorda come i bombardieri delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki erano di base proprio a Guam, isole Marianne.

Prima della Seconda Guerra mondiale il nome di Guam era praticamente sconosciuto, eppure già all’inizio del XX secolo la sua collocazione era apparsa abbastanza importante. L’arcipelago delle Marianne cui appartiene l’isola, si trova nel mezzo delle rotte del Pacifico occidentale tra Giappone, Filippine e isole Hawai. La Spagna imperiale, che aveva la necessità di un punto d’appoggio per collegare le proprie Indie orientali all’America del Sud, fu la prima ad impadronirsene agli albori del XVI secolo. Durante la guerra del 1898 tra Stati Uniti e Spagna – conosciuta anche come ‘guerra di Cuba’ – gli americani occuparono Guam senza combattere, mentre l’occupazione delle isole Filippine non fu del tutto incruenta.

Fino agli anni Trenta, nonostante il graduale insorgere della rivalità tra Giappone e Stati Uniti proprio nell’oceano Pacifico, l’isola fu considerata ancora di scarsa importanza, sebbene tra l’altro si trovasse all’incrocio di essenziali linee di comunicazione telegrafiche sottomarine. Gli americani non solo non la fortificarono, ma smantellarono le proprie batterie costiere insediate a protezione della base dal 1909. Quando sbarcarono i giapponesi quattro giorni dopo l’attacco a Pearl Harbour ebbero gioco facile: circa cinquecento tra marines e marinai statunitensi caddero prigionieri in un breve combattimento che comunque provocò una trentina di caduti, mentre decine di americani ripararono nella giungla all’interno. Assieme alla popolazione civile condussero una piccola resistenza che riuscì a durare fino al 1944, quando l’esercito americano sbarcò nuovamente.

Non fu un breve scontro, ma una cruenta battaglia di tre settimane (21 luglio-10 agosto 1944) durante la quale caddero diciottomila giapponesi dei circa ventimila del presidio, e questa volta a fuggire all’interno per continuare la guerriglia furono poche decine di giapponesi. Un gruppo rifiutò la resa e attaccò gli americani nel dicembre 1945, ma soprattutto nel 1972 fu catturato l’ultimo soldato giapponese della Seconda Guerra mondiale, il sergente Shōichi Yokoi che aveva vissuto nascosto per ventotto anni nascosto in una grotta. Guam liberata, divenne subito una base strategica degli Stati Uniti da cui lanciare attacchi al Giappone. Tra i tanti B 29 Superfortress che decollarono da Guam per missioni di bombardamento, anche ‘Enola Gay’ pilotato da Paul Tibbets, l’aereo che sganciò la bomba su Hiroshima e quello che pochi giorni dopo sganciò “Fat Man” e quello che pochi giorni dopo sganciò ‘Fat Man’ su Nagasaki, entrambi erano stati assegnati alla base di Guam.

Da allora l’isola riveste un ruolo fondamentale nella strategia aero-navale americana in Asia e nel Pacifico, confermato dalla guerra di Corea, dalla guerra del Vietnam e più recentemente dalla guerra dell’Irak del 1991 quando dagli aeroporti dell’isola decollarono numerosi bombardieri strategici B 52. La marina a sua volta, nel porto naturale di Arpa, può tenere alla fonda fino a due portaerei e dozzine di navi ausiliarie, ma anche due sommergibili d’attacco dotati di missili a testata nucleare. Per tutta la durata della Guerra fredda inoltre l’isola fu sede di centri di comunicazione (ben diversi dai cavi telegrafici sottomarini) e radar, magazzini e depositi di scorte e di armamenti. La geografia insomma ha reso i poco più di cinquecento chilometri quadrati di Guam un punto irrinunciabile nella strategia americana nel Pacifico, soprattutto ora che le relazioni con la Cina e il Giappone sembrano rischiare di essere rimesse in discussione.

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