lunedì 21 agosto 2017

Contractors Usa, Afghanistan Iraq guerre in appalto

Al presidente americano hanno raccomandato di sostituire i militari statunitensi in Afghanistan con mercenari. Steve Bannon e il genero del presidente Jared Kushner i sostenitori dell’utilizzo delle compagnie militari private.
Oltre ad abusi, crimini e violazioni dei diritti umani, frodi e corruzione in Iraq e Afghanistan hanno portato allo spreco di ben 60 miliardi di dollari.

La privatizzazione delle guerre

Steve Bannon e il genero del presidente Jared Kushner gli sponsor interni alla Casa Bianca. Poi i diretti interessati. Erik Prince, il fondatore della compagnia militare privata americana Academi (Blackwater), sostiene che l’uso di strutture private di sicurezza in Afghanistan, sarebbe “più economico e più efficiente dell’esercito”.
Peccato che nella memoria del popolo afghano (e del mondo), Blackwater sia sinonimo di crudeltà. Una volta non solo hanno ucciso persone innocenti inermi, ma gestivano anche prigioni segrete speciali in cui le persone venivano torturate nelle forme più crudeli.
In Iraq, lo scontro con lo Stato Islamico ha chiesto personale privato per addestramento e supporto di forze armate e di sicurezza. Nello stesso periodo, le truppe statunitensi nel Paese è passato da 2.300 a 3.700. Rapporto tra contractors e soldati, 1 ogni 9,2 militari. Ma nel pieno delle guerre il rapporto era arrivato attorno all’ 1:1, mentre nella guerra del Vietnam, ribattezzata da Business Week come prima “guerra a contratto”, era di 1 ‘civile’ ogni 5 militari. Nella Prima guerra del Golfo 1 “civile” ogni 60 soldati; in Bosnia 1:10, in Kosovo 1:2.

Contractors 2.0

Secondo il Financial Times la Casa Bianca sta valutando il progetto di inviare in Afghanistan un esercito privato con circa 5mila veterani che hanno prestato servizio nei più importanti reparti speciali e corpi d’èlite statunitensi, britannici, francesi, sudafricani, australiani e di altri paesi europei. Uomini retribuiti 500/600 dollari al giorno per operare aggregati ai battaglioni afghani (kandak) in prima linea per turni di tre mesi seguiti da due mesi di pausa, specifica Pietro Orizio in Analisi Difesa.
Il piano viene proposto come alternativa all’invio in Afghanistan di altri 3.900 soldati statunitensi autorizzato dall’amministrazione Trump a rinforzo degli 8.500 militari Usa già presenti nel Paese accanto ad altri 5 mila militari alleati, tra i quali un migliaio di italiani. Washington, per sostenere la missione a Kabul e appoggiare e addestrare le forze afghane, spende ogni anno circa 45 miliardi di dollari destinati a crescere ad almeno 50 con l’invio dei rinforzi mentre l’esercito di contractors viene offerto a 10 miliardi annui per un contratto biennale.

Esercito privato o pubblico?

Ovviamente, sulla privatizzazione anche delle guerre, non tutti sono d’accordo, ed esempio il segretario alla Difesa James Mattis ed il consigliere per la sicurezza nazionale McMaster. Con ulteriori contromosse dal campo opposto. Gli esponenti delle maggiori società di contractors ora suggeriscono di trasferire il comando delle operazioni militari alla CIA, la cosiddetta (e nefasta) ‘opzione laotiana’, riferendosi all’intervento di Langley in Laos, durante la guerra del Vietnam.
La possibilità di un nuovo boom del settore ha spinto le PMSCs ad azioni di lobbying affinché gli Stati Uniti si decidano a passar loro la patata bollente. I consulenti di Bannon e Kushner sono infatti Erik Prince e Stephen Feinberg. Feinberg è amministratore delegato del gruppo Cerberus Capital Management, holding che comprende tutta una serie di società della difesa-sicurezza e degli armamenti che gli hanno permesso di agire come eminenza grigia del mondo degli appalti governativi militari.

Negli Usa gli amici degli amici

Tra di esse DynCorp International, uno dei principali contractors del Governo che solamente in Afghanistan ha ottenuto $2,5 miliardi dal Dipartimento di Stato. Va anche detto che nel 2016 Feinberg ha finanziato la campagna elettorale di Trump con un milione di dollari ed è stato in lizza per l’incarico di supervisore della riorganizzazione delle agenzie di intelligence. Decisamente più noto è Erik Prince, ex Navy Seal e fondatore della controversa Blackwater. Nel 2007 il New York Times ha indicato che la società ha ricevuto dall’amministrazione Bush più di un miliardo in contratti a fornitore unico.
Dopo aver venduto la società (che nel frattempo è diventata Academi), Prince si è trasferito negli Emirati Arabi Uniti dove ha organizzato un esercito privato per gli emiri. Erik Prince ha donato 235.000 dollari per la campagna elettorale del Presidente Trump e la sorellastra, Betsy Devos è l’attuale segretario all’Educazione degli Stati Uniti.

Contractor in Afghanistan

In Afghanistan i contractors erano arrivati poco dopo l’11 settembre, a sostegno di una missione antiterrorismo della CIA per operazioni di intelligence, ricognizione, interrogatori, raccolta di informazioni ed analisi. Successivamente numero e ruoli sono andati crescendo. A fine 2005 il Governo afghano ha esternalizzato a società di sicurezza la protezione delle organizzazioni internazionali, lasciando i luoghi pubblici e la cittadinanza alle forze di sicurezza afghane, notoriamente meno preparate ed affidabili. Clienti diversificati: missioni diplomatiche, organizzazioni internazionali, ONG, giornalisti, businessmen, ecc.
Le società di contractors, sono diventate parte dell’economia e della politica del Paese. Personalità politiche e signorotti locali si sono lanciati in massa nel business, creando una struttura complessa di compagnie private e milizie irregolari a livello regionale, provinciale e locale.

Business security privata

A partire del 2008 erano state autorizzate 39 società. L’anno seguente il numero è salito a 52 di cui 25 straniere e 27 locali, con circa 30.000 operatori. Altre valutazioni parlavano di 60-140 mila. Dal 2010 l’industria delle PMSCs è diminuita in termini numerici come conseguenza del decreto presidenziale che ne ha ordinato la completa dissoluzione, tranne alcune eccezioni come quelle al servizio delle forze della coalizione internazionale, delle ambasciate o quelle impegnate in attività di addestramento di forze armate e di polizia.
Attualmente in Afghanistan sono presenti 23.525 contractors del Dipartimento della Difesa, rispetto ai 24.900 di aprile (- 1375). Su 23.525, 9.436 sono americani (-86); 8.873 di Paesi terzi (+897) e 5.216 operatori locali (-2186).
Durante il picco dell’aprile 2012 i contractors erano ben 117.227, di cui 34.765 americani, 37.898 di Paesi terzi e ben 44.564 locali. Le truppe americane in quel periodo erano 88.200.

Le miniere afghane

Per il Presidente Trump l’Afghanistan non è una priorità, ma potrebbe diventarlo grazie alle sue risorse minerarie. Nel 2010 il valore delle risorse afghane è stato stimato in circa un trilione, a spiegare le presenza Usa da 17 in quella terra ostile. Deborah Avant del Washignton Post, solleva dubbi etici e morali sull’affarismo di guerra e conflitti d’interesse. Oltre al problema costi: il Project on Government Oversight a calcolato che i servizi di sicurezza forniti dalla Blackwater in Iraq sono costati tra l’11% e il 78% in più di quelli dei militari. Oltre ad abusi, crimini e violazioni dei diritti umani, frodi e corruzione che in Iraq e Afghanistan hanno portato allo spreco di ben 60 miliardi di dollari.
Sull’opportunità o meno di rimetterli in campo, bis della partita durante la presidenza Bush, quando i vari Dick Cheney e Paul Wolfowitz si sono imposti sull’allora segretario di stato ed ex generale Colin Powell e ignorato le preoccupazioni dei militari. Oggi abbiamo Bannon e Kushner contro il Consigliere per la sicurezza nazionale ed ex generale McMaster. La differenza, sostiene Jon D. Michaels del Los Angeles Times è che i personaggi di allora sembravano dei Sun Tzu o Carl von Clausewitz al confronto di Kushner e Bannon.

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