lunedì 21 agosto 2017

Quei mercenari russi in Siria

Duemila “mercenari” russi arrivati in Siria all’inizio di Agosto per difesa al confine con Israele e Giordania. La notizia viene da fonti dell’intelligence israeliana, pubblicata dal sito Debka.
I duemila contractors russi si aggiungono ad altri 3000 già presenti in Siria come appoggio ad operazioni di protezione di infrastrutture civili siriane. Non è escluso che molti di loro siano impegnati in operazioni speciali.

Siria, guerra continua
In Siria, anche se la stampa fa finta di essersene dimenticata, la guerra continua, anche se ormai con un vincitore quasi certo. Assad con sostegno della Russia vrerso uil controllo di un Paese semi distrutto, ma non è ancora partita chiusa né con gli jihadisti Isis né non i ribelli ‘moderati’. Ed ecco nuove forze in campo: 2000 mercenari russi, o ‘contractors se preferite’, arrivati in Siria all’inizio di Agosto per attività al confine con Israele e Giordania. La notizia viene da fonti dell’intelligence israeliana, pubblicata dal sito Debka. I duemila contractors russi si aggiungono ad altri 3000 che risultano presenti in Siria come appoggio ad operazioni di protezione di infrastrutture civili siriane.

Russi musulmani dall’Inguscezia
Sempre secondo Debka, in Siria sarebbero giunti anche reparti musulmani sunniti dalla Inguscezia, repubblica caucasica. I soldati musulmani russi sono inquadrati nei reparti di polizia militare per azioni anti-terrorismo. Scelta politico-diplomatica molto accorta, l’invio di soldati russi di religione islamico-sunnita per costruire un buon rapporto con la popolazione siriana a maggioranza sunnita.
I mercenari apparterrebbero alla più importante società privata militare russa, la OSM, più conosciuta come “Wagner Group”, dal soprannome del suo fondatore la cui identità è ignota, anche se i servizi segreti occidentali identificano in Dmitry Utkin, fino al 2013 Tenente Colonnello della Seconda Brigata Spetsnaz con sede a Pskov.

Wagner, concerto per Kalashnikov
Personaggio semi-leggendario, dopo aver lasciato i reparti d’élite, ‘Wagner’ avrebbe lavorato nel gruppo Moran Security, una società privata specializzata nella protezione marittima e nell’anti-pirateria. Poi ha creato la base della sua attuale azienda mettendo in piedi il “Corpo Slavo” un reparto mercenario inviato in Siria nel 2013, due anni prima l’ingresso di Mosca nel conflitto, sotto contratto di appaltatori privati siriani per la protezione di pozzi petroliferi. L’attività del ‘Corpo Slavo’ si concluse nel novembre di quell’anno quando a Deir ez-Zor i circa 200 mercenari russi si scontrarono con oltre 2000 miliziani jihadisti e dovettero ritirarsi subendo con feriti e la perdita di materiali, ricorda Giampaolo Rossi, su Il Giornale.

I mercenari di Mosca
Allora molti dei contractors rientrati in patria furono poi arrestati dal FSB, per violazione delle leggi sulla Sicurezza Nazionale. Oggi le cose sono diverse. Il Parlamento russo sta studiando modifiche legislative per rendere legale l’uso di ‘appaltatori militari privati’. Ma di fatto, il loro impiego in Siria, era noto da tempo. Proprio un anno fa la Reuters pubblicò un profilo dei ‘soldati fantasma’ russi caduti in Siria durante la battaglia di Palmyra. Di fatto l’uso dei “contractors” in tutti gli scenari bellici attuali, è una costante trasversale nella guerra moderna. Con catastrofi alle spalle. La statunitense BlackWater, rinominata Academi, fama purtroppo dovuta all’eccidio di Piazza Nisour, nel 2007 a Baghdad, dove un convoglio di Black Water, uccise 17 civili iracheni ferendone altri 20.

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