lunedì 21 agosto 2017

A Parigi il terrorismo non detto

Un’auto contro i soldati alla periferia di Parigi: “Atto volontario” e torna l’incubo terrorismo senza però nominarlo. Sei feriti, di cui due gravi. Arrestato un uomo dopo uno scontro a fuoco. Il sindaco: la Bmw era ferma ed è scattata quando sono usciti i militari.

Non chiamatelo terrorismo
E’ accaduto il giorno in cui il presidente Macron aveva fissato il suo ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, senza emergenza apparenti. Ma un’auto lanciata ad alta velocità ha travolto una pattuglia di militari dell’operazione antiterrorismo “Sentinelle” a Levallois-Perret, comune alle porte di Parigi. A bordo dell’auto un algerino che vive in Francia ‘in situazione irregolare’, che è stato arrestato. L’inchiesta è stata affidata alla procura antiterrorismo. Dei 6 soldati investiti, due sono ricoverati in condizioni gravi all’ospedale militare Percy di Clamart, gli altri quattro riportano ferite lievi, nessuno è comunque in pericolo di vita.

‘Atto volontario’ senza nome
Il dipartimento di polizia Hauts-de-Seine, alle porte di Parigi spiega che «si tratta di un atto a priori volontario», voluto e programmato. Anche il sindaco di Levallois, Patrick Balkany, non ha dubbi: «È sicuramente un atto deliberato», ha detto il primo cittadino, il cui municipio i trova a poche centinaia di metri dal luogo dei fatti. Balkany ha anche riferito che «una Bmw era posteggiata e quando i soldati sono usciti ha accelerato e si è precipitata su di loro». Costrette ad usare la parola ‘vietata’, la parola maledetta, le fonti giudiziarie sul posto: «Nessuna pista è esclusa: un atto terroristico, il gesto di uno squilibrato o un semplice incidente stradale». Ma l’incidente è di fatto subito escluso.

Ordinario stato di emergenza
In Francia l’allerta terrorismo resta alta e lo stato di emergenza decretato dopo gli attentati del 13 novembre dovrebbe rimanere in vigore fino al prossimo autunno, quando verrà definitivamente introdotta la nuova legge sulla sicurezza voluta dal nuovo presidente da appena tre mesi all’Eliseo. L’Emergenza come stato ordinario, criticano in molti.
Proprio ieri, l’Istituto Nazionale di Statistica (Insee) annunciava l’uscita dalla crisi del settore turistico francese. Nel secondo trimestre dell’anno il numero dei pernottamenti nei luoghi di villeggiatura della Francia è aumentato del 10,2% superando il livello registrato durante lo stesso periodo nel 2015, prima degli attentati di Parigi.

L’antiterrorismo bersaglio
Operazione ‘Sentinelle’ varata nel gennaio 2015, dopo l’attentato a Charlie Hebdo, dall’allora presidente François Holland: circa 10mila soldati impiegati per il controllo del territorio contro il terrorismo, metà di loro impiegati nella regione dell’Ile de France e della capitale. Ma da dissuasori i militari dell’operazione Sentinelle si sono trasformati in obiettivi di azioni individuali, come quella accaduta ieri mattina a Levallois-Perret. Per ora la sezione antiterrorismo della Procura di Parigi ha aperto un’indagine per “tentato omicidio di persone investite di autorità pubblica nell’ambito di un’azione terroristica”. Va sottolineato il fatto che Levallois-Perret è sede della divisione nazionale antiterrorismo della Francia.

Antiterrorismo di polizia
Ha scritto Le Monde, che lo stato maggiore dell’esercito ha ottenuto a partire dal 2016 di rendere segrete le statistiche su violenze minori subite dai soldati dell’operazione Sentinelle: si parla di una decina di “incidenti” al mese. Nel 2017 gli attacchi importanti e dichiarati sono stati due: quello al Carrousel du Louvre a febbraio (l’attentatore è stato gravemente ferito) e quello di marzo a Orly, quando l’attentatore che aveva preso in ostaggio un militare è stato ucciso. L’impressione è che ora si vada verso un cambio di strategia: meno soldati per le strade, ma maggiori strumenti alla forze di sicurezza per intercettare le mosse di eventuali cellule terroristiche. Sottraendo ad attentatori solitari e paranoici obiettivi a volte sin troppo visibili e facili.

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