lunedì 15 luglio 2019

Clima, l’uomo brucia il pianeta ma quel matto lo nasconde

Trump potrebbe censurare gli studi sugli effetti del riscaldamento globale. La comunità scientifica Usa in allerta. E uno studio federale -rapporto di 13 agenzie Usa- anticipato dal New York Times conferma: «Le prove del cambiamento climatico sono abbondanti, dall’alto dell’atmosfera alla profondità degli oceani».
Dal 1980 la situazione è addirittura precipitata con un drammatico aumento delle temperature che ha portato al clima più caldo degli ultimi 1500 anni.

Una relazione di scienziati che appartengono a ben 13 agenzie federali statunitensi. Il rapporto fa parte del National Climate Assessment richiesto dal congresso ogni quattro anni. Uno schiaffo alle teorie del presidente e della sua amministrazione che invece alimentano le schiere dei negazionisti. Secondo questo documento che fa riferimento soprattutto alle questioni climatiche di casa americana, le conseguenze del surriscaldamento globale sono già evidenti.
Ora però la comunità scientifica americana è in massima allerta per un altro pericolo. Il timore che il presidente Donald Trump o i funzionari della sua amministrazione possano tentare di rallentare o addirittura bloccare gli studi sull’impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo negli Stati Uniti. Da quella presidenza tutto, evidentemente, appare possibile.

Per gli scienziati l’innalzamento delle temperature registrato negli ultimi sessant’anni è dovuto all’azione dell’uomo. Dal 1880 al 2015 le temperature sono aumentate di 1,6 gradi Fahrenheit e le cause sono da considerarsi legate al comportamento degli esseri umani. Dal 1980 la situazione è addirittura precipitata con un drammatico aumento delle temperature che ha portato al clima più caldo degli ultimi 1500 anni. Spiega il rapporto, in attesa di approvazione dall’amministrazione Trump: «Ci sono evidenze che dimostrano come le attività umane, specialmente le emissioni di gas serra, sono le principali responsabili per i cambiamenti climatici rilevati nell’era industriale. Non ci sono altre spiegazioni alternative, non si tratta di cicli naturali che possano spiegare questi cambiamenti climatici». Il timore, però, è per il prosieguo delle ricerche.

«Gli americani avvertono ora gli effetti del cambiamento climatico», si legge ancora nel rapporto, « Quanto il clima cambierà in futuro dipende dalle emissioni». Scienziati contro la politica all’incasso da facili consensi, dati chiaramente in contrasto con le affermazioni del presidente Trump e in controtendenza con la scelta di abbandonare il Trattato Cop21 di Parigi sui cambiamenti climatici.
Il timore, adesso, è per il prosieguo delle ricerche. Secondo il New York Times parte degli studiosi che hanno lavorato alla relazione, ritiene che l’amministrazione Trump potrebbe bloccare le ricerche. Oltre alle già ricordate posizioni di Trump e al ritiro da Cop21, l’amministrazione ha scelto come direttore dell’Epa, l’Environmental Protection Agency, Scott Pruitt, da sempre scettico sul ‘climate change’.

Pare addirittura che il ministero dell’agricoltura abbia chiesto ai propri funzionari di non adoperare l’espressione “cambiamento climatico”, ma di preferire altre locuzioni come “situazioni meteorologiche estreme”.
Quindi, per contestare certe insensate ‘involuzioni politiche’, è consigliato ‘situazioni di stupidità eb criminalità politica estreme’.

Potrebbe piacerti anche