lunedì 21 agosto 2017

Da Caronte a Lucifero, Dante, l’anticiclone e l’Africa

Caronte climatico che ci porta direttamente nell’inferno di Lucifero, assaggio dantesco e Africa. Il caldo dà alla testa anche al Randagio, ammette la sua interprete Francesca de Carolis, che si nasconde dietro la coda del gatto per ‘il suo sragionare…’ (confessa). Due o tre spunti per l’appuntamento domenicale.
Caldo africano, Africa e migranti da quelle terre, è il primo pensiero randagio facile.
I dannati, che a questo caldo infernale (il futuro che ci aspetta appena dietro l’angolo), siamo noi ‘bianchicci’.
Il clima che brucia il mondo e noi umani bianchi insteriliti come la nostra terra desertificata. ‘Human Reproduction Update’, se le cose non cambiano, se il trend dovesse mantenersi costante, si potrebbe addirittura parlare di un non lontanissimo rischio estinzione.
Scenari da inferno dantesco e peggio, sperando siano soltanto ‘appunti stralunati’ di una randagia stremata dal caldo.

Appunti stralunati… Si vede che il caldo dà alla testa anche al Randagio, e quasi gli manca il respiro. Ché all’afa si aggiunge la suggestione di nomi che, con le tremende immagini che evocano, anche solo a pronunciarli ci si sente incenerire… Caronte, che ci ha traghettato verso Lucifero (ma chi è che affibbia i nomi ai fenomeni atmosferici stagionali?)… e “lasciate ogni speranza, voi ch’intrate”…
Ma l’inferno proprio ci sta tutto. E sono cieli di fuoco, roghi d’infamia, notti senza respiro… che disegnano orizzonti di solitudine. Della nostra solitudine…
Ma Gatto Randagio sempre randagio è, e a casa asserragliato proprio non gli riesce di stare. Quindi continua a scendere in strada, nonostante l’impiantito di pietra e cemento del marciapiede gli bruciacchi i piedi, a fare almeno un giretto nel quartiere…

Ieri, intorno a mezzogiorno, per strada solo qualche ombra diradata, un gruppetto di vecchini accasciati al tavolino del bar, una famigliola con l’aria di aver perso la strada, occhi sfranti che puntano sul vuoto, due piccioni stramazzati sull’asfalto, e fantasmi di auto in fuga chissà verso dove…
Davvero nessuno con cui incrociare sguardi… E stava per tornarsene mesto verso casa, quando svoltando l’angolo che porta al supermercato ha visto che era ancora lì, quel ragazzo nero nero al quale qualche volta dà qualche spiccio, con il quale a volte scambia parole, e che sempre gli sorride, e sempre lo saluta invocando su di lui la benedizione di dio ( quale dio non abbiamo mai indagato)… Festah ( o Pasquah…chissà come ha detto un giorno di chiamarsi) ancora gli ha sorriso, con l’aria di chi è davvero contento dell’incontro, e poi ha ripreso la lettura del libro che aveva in mano. E chissà quanto tempo ancora sarà rimasto lì, in calma e fiduciosa attesa del suo giorno…

In questo caldo africano… che poi uguale a quello africano, ha spiegato un giorno Festah ( o Pasquah), proprio non è, e questo, così umido, così infestato d’oppressioni, anche loro che vengono dalle terre intorno all’equatore un po’ lo soffrono.
Ma che volete che sia, ha poi pensato il Randagio, per chi ha attraversato il deserto… Che del deserto conosce i tempi e i gesti. I gesti del caldo, che sono lunghi, lenti, tesi a preservare una resistenza antica, come suggerisce il tratto incantato dei disegni di Aliou, Aliou Kamissoko, che è venuto dal Mali, al grido sommesso di “AIWA!”. Si va avanti…

I dannati, diciamo la verità, siamo noi, che a questo caldo infernale rischiamo di soccombere. Ma questo è il futuro che ci aspetta appena dietro l’angolo. Anzi, forse è già il presente… al quale siamo andati incontro stoltamente sguazzando e sprecando, in un folle frinire di cicale…
Ma non sarà anche per questo, mi ha detto il Randagio rientrando, che ci fanno un po’ paura, o meglio, invidia, perché sappiamo bene che meglio di noi si sapranno muovere nel deserto che verrà…
Insomma è solo noi bianchicci che Caronte sta traghettando nelle braccia di Lucifero… noi figli di Dante… che abbiamo inventato il demonio…

Il Randagio, sapete, quando parte con il suo sragionare…
Ha quindi continuato, chiedendosi, e chiedendomi, se non sia invece il caso di imparare da loro, da questi ragazzi venuti dal deserto, che qualcosa, che ci aiuti a salvarci, forse potrebbero suggerirci.
E poi, ha continuato il gatto, c’è un’altra notizia che, a essere ragionevoli, dovrebbe indurre a prenderli seriamente in considerazione… L’avrete letta tutti…
“Dal Nord America all’Europa fino all’Australia, è allarme fertilità per l’uomo occidentale. Secondo un team di scienziati gli spermatozoi sono in costante crollo: la loro concentrazione nel liquido seminale sarebbe diminuita di oltre il 50%, dimezzata in meno di 40 anni…”.

Insomma, ciao maschio, e questo forse già l’avevamo capito. Ma la cosa che più inquieta è che in teoria, secondo lo studio pubblicato su ‘Human Reproduction Update’, se le cose non cambiano, se il trend dovesse mantenersi costante, si potrebbe addirittura parlare di un non lontanissimo rischio estinzione.
“Nessuna diminuzione significativa è stata invece osservata in Africa”. Come neppure in Sud America e Asia. E’ vero che in queste zone sono stati condotti molti meno studi, eppure, eppure…
Un pensierino ad accoglierli e abbracciarli tutti, e tenerseli stretti stretti questi maschi venuti dal mare… e lasciare che il loro sangue, ancora non indebolito e isterilito, si misceli con il nostro…
Intanto per farli, i figli che da soli non riusciamo più a far nascere… E la specie sarebbe salva. O almeno ne verrebbe ritardata l’estinzione. E poi, sarà pure, l’estinzione, il destino della specie umana, ma volete mettere, nel frattempo…

Il Randagio ha iniziato a sognare… e io con lui…
Sangue rinnovato grazie a nuovi innesti non potrà che produrre uomini forti, in grado di vivere nel deserto che avanza… E saranno belli, perché, ve ne siete accorti?, è davvero unica la bellezza dei bambini nati da matrimoni misti. E se proprio siete così orbi che non ve ne siete accorti guardandovi intorno, vi invito a dare un’occhiata al progetto di una fotografa russa, Naira Oganesyan, “The beauty of mixed Blood”, che ha fotografato e selezionato bambini nati da genitori di diverse razze. Vi perderete nella bellezza che può nascere quando i caratteri di razze diverse si combinano fra loro…
Per qualsiasi altro dubbio di ordine diciamo ‘culturale’… il Randagio (ha un librettino pieno pieno di appunti e citazioni che all’uopo tira fuori) mi ha rimandato al protagonista di un racconto di Mark Twain che mai si domandava a che razza appartenesse un uomo perché “… basta che sia un essere umano, nessuno può essere qualcosa di peggio”.

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