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mercoledì 16 Ottobre 2019

Venezuela, la Costituente contro e il papa sudamericano

L’Assemblea Costituente del Venezuela si è insediata nel Parlamento di Caracas. Altri scontri di piazza. Attraverso una nota della Santa Sede, il Pontefice aveva chiesto di “sospendere” il nuovo organismo che “fomenta tensione e scontro”. La risposta della presidente dell’Assemblea: “No ad ingerenze straniere”.
Ancora scontri di piazza che hanno sino ad oggi provocato 120 morti.
Nella foto di copertina, un manifestante con un blocco di pietra. Sul petto ha scritto: «Quando la tirannia diventa legge, la rivoluzione è un diritto», una massima di Simon Bolivar.

Il papa sudamericano che lancia appelli per evitare la sfida finale tra le parti. Il Pontefice aveva chiesto di ‘sospendere’, il nuovo organismo che ‘fomenta tensione e scontro’. Provare ad attenuare le tensioni cercando un dialogo. Maduro, il presidente operaio, sceglie invece la prova di forza.
L’Assemblea Costituente si è insediata nel Parlamento di Caracas. L’organismo voluto da Maduro per riscrivere la Costituzione e soprattutto -queste le premesse programmatiche- per svuotare di ogni prerogativa il Parlamento di cui, dopo la sconfitta alle politiche del 2015, ha perso il controllo.

La Corte costituzionale è presieduta da Delcy Rodriguez, 47enne ex ministra degli Esteri e fedelissima di Maduro, appoggiata dai 538 membri dell’assemblea eletta da una minoranza della popolazione tra forti sospetti di brogli.
A fermare questo ennesimo gesto di sfida tra le parti sociali ormai in conflitto aperto, oltre il papa, anche la procuratrice generale Luisa Ortega Diaz che aveva chiesto di fermare l’insediamento per l’indagine in corso su presunti brogli nel l’elezione del nuovo organismo. Ma alla fine, è lei, la procuratrice, ad essere fermata, unica figura istituzionale che si ancora si opponeva a Maduro, destituita dal Tribunale Supremo.

Manifestazione a favore del presidente Maduro

Senza mediazioni solo la piazza

Cade dunque nel vuoto l’appello di papa Bergoglio, che ore prima aveva chiesto, attraverso una nota della Segreteria vaticana, di sospendere «le iniziative in corso come la nuova Costituente che, anziché favorire la riconciliazione e la pace, fomentano un clima di tensione e di scontro e ipotecano il futuro. Si creino le condizioni per una soluzione negoziata».
La Costituente insediata nel Parlamento, e la sfida delle opposizioni si riduce ormai alla piazza.

All’esterno del Parlamento, l’opposizione ha organizzato un’imponente manifestazione, ma anche i partigiani di Nicolas Maduro sono in strada per sostenere la svolta autoritaria del presidente.
Dopo l’insediamento della Costituente, non lontano dalla sede del parlamento, la ‘guardia nazionale bolivariana’ ha lanciato gas lacrimogeni contro un gruppo di manifestanti dell’opposizione. Reparti speciali di polizia, la cosiddetta polizia ‘chavista’ che ha presidiato gli ingressi alla sede parlamentare.

l rischio di nuovi scontri con le forze di sicurezza e di nuove vittime della repressione è dunque altissimo. In questo clima di fortissima tensione, la nota redatta dalla Segreteria di Stato vaticana aveva fatto appello alle forze di sicurezza del Venezuela perché dessero “prova di moderazione” e a tutti gli attori politici e al governo del Venezuela perché “venga assicurato il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché della vigente Costituzione”. Ma Maduro la Costituzione la vuole nuova e su misura.

La Costituente voluta da Maduro

La Costituente screditata

L’Assemblea nazionale costituente è un organo con potere pressoché illimitato di riformare lo Stato.
Per i rivali di Maduro nel Paese lo scopo della Costituente, è quello espresso dalla procuratrice generale Luisa Ortega Diaz: andare verso «un sistema totalitario». Maduro e altri dirigenti filo-governativi hanno sostenuto che costituente lavorerà per eliminare l’immunità parlamentare dei deputati e prenderà il controllo della procura generale. I 545 rappresentanti eletti nel voto di domenica prenderanno decisioni a maggioranza, che nessun potere pubblico potrà ostacolare.

L’esito del voto è stato criticato, contestato e apertamente disconosciuto dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale, Ue e Italia comprese. Accanto a Maduro si sono schierati Russia, Cuba, Bolivia, El Salvador e Nicaragua. Gli Usa hanno fatto scattare le sanzioni, congelando ogni ‘asset ‘posseduto o riconducibile a Maduro. Il Venezuela è prossimo anche alla sospensione dal Mercosur, il mercato unico latino-americano. E il ministro delle Relazioni esterne del Venezuela, Jorge Arreaza, ha risposto agli Usa: Caracas non accetta «aggressioni alla sua sovranità e indipendenza, ancor meno da un governo impopolare e traballante come quello di Donald Trump».

Intanto, il leader dell’opposizione Antonio Ledezma è stato riportato agli arresti domiciliari, misura che è stata confermata da un tribunale, dopo che era stato incarcerato martedì 1 agosto. Di recente Ledezma e un altro leader dell’opposizione, Leopoldo Lopez, avevano esortato la popolazione a protestare contro la creazione dell’Assemblea costituente. Nel 2015 Ledezma era già stato posto agli arresti domiciliari, dopo esser stato incarcerato per l’accusa di aver guidato un tentativo di golpe contro Maduro. Resta in cella Lopez, secondo l’intelligence per «rischio di fuga».

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