sabato 17 Agosto 2019

Rai, una cattiva una buona: bilancio in rosso e se ne va Giletti

Orfeo, neo direttore generale Rai: «Risorse da canone in calo, nel 2018 possibile un rosso da 100 milioni». «Pesa l’imposta tv a soli 90 euro». «Discovery avrebbe garantito un contratto ricchissimo a Fazio». «L’artista, restando, ci assicura un corposo utile grazie a ricavi pubblicitari netti di 615 mila euro a puntata». «Giletti? Il suo programma in perdita. Ora va a La7, i migliori auguri»

La Rai rischia un ‘rosso significativo nel 2018’, parole mielate per dirci di 80-100 milioni di euro. Nella sua prima audizione davanti ai parlamentari della Commissione di Vigilanza, il nuovo direttore generale Mario Orfeo sottolinea le probabili prossime difficoltà economiche di Viale Mazzini.
Il possibile ammanco sarà effetto dei prelievi statali sulle risorse da canone, accusa Orfeo. Un meno 140 milioni quest’anno e fino a 170 nel 2018, ‘anno pari’, quando si faranno sentire uscite importanti per i “grandi eventi sportivi” come le Olimpiadi invernali e i Mondiali di calcio. E non aiuterà, un mercato pubblicitario ancora “debole e incerto”. Contromisure Rai, ‘una politica di taglio dei costi’ -promessa di tutti e di sempre- che dovrebbe permettere quantomeno nel 2017 spera il neo Dg, di arrivare a un pareggio. Tema risparmi, tema ‘grandi ingaggi’ nel campionato delle star degli ascolti.

Orfeo sostiene che il bilancio si può consolidare solo se la Rai sarà capace di trattenere i suoi migliori talenti, come Alberto Angela e come Fabio Fazio. «Il mensile Prima Comunicazione conferma che il gruppo Discovery aveva offerto un contratto all’artista ancora più ricco del nostro. Anche da Mediaset una proposta forte per Fazio, gli avrebbero fatto un quinquennale».
Tutto vero, a quanto sembra: Fazio poteva andare via, guadagnando di più altrove che restando in Rai. In Rai Fazio prenderà di meno l’anno prossimo rispetto a quello passato, «circa 10 mila euro pur lavorando di più», anche se quei meno 10mila fanno ridere. Fazio, ancora versione Orfeo, assicurerà un importante utile alla televisione pubblica: «Non a caso tutti i direttori interessati hanno dato via libera all’accordo con lo showman, senza esitazioni».

«Il costo medio a puntata di ‘Che tempo che fa’ sarà di 450.000 euro – calcola Orfeo senza precisare come – a fronte di ricavi pubblicitari netti di 615.000 euro». L’ingaggio quadriennale di Fazio, in pari già dopo 13 puntate, sempre Orfeo, che giura ‘Operazione verità’. «Vi sto dando le cifre vere, quelle scritte nei contratti. Sulla vicenda, in queste settimane, troppi i numeri al Lotto». Dettagli sul fatto che Fazio sarà anche produttore della sua trasmissione attraverso una società che controllerà al 50 per cento a braccetto con Magnolia. Con qualche problemino di concorrenza. Magnolia partecipata dal gruppo Vivendi che è anche socio di Mediaset. Ma, veniamo a sapere, una situazione simile si era creata anche quando il gruppo Berlusconi controllava Endemol, che produceva alcuni show dell’artista. Come dire che è storia vecchia, come se ciò giustificasse qualcosa di storto, e che il pur abbondante cachet dall’artista non è la sua sola prebenda da casa Rai.

Informazione, croce e delizia. A proposito del piano di riforma dell’informazione, Orfeo non ha fretta. «Serve un tempo ragionevole” – spiega – per approntare soluzioni solide e credibili». A dirci senza dirlo, che la nuova testata web con Milena Gabanelli alla guida non sarà messa in campo subito, e nemmeno presto e nemmeno quando. Problemi in casa Rai sul tema, di intuisce, ma il Dg ‘benedice’ però la giornalista «Una risorsa per Viale Mazzini, una professionista in grado di realizzare subito le sue idee in questo ambito». Meno tenero Orfeo col fuggiasco Giletti: «A proposito di numeri veri, il suo programma ci costava 5 milioni l’anno a fronte di ricavi pubblicitari per 2,7 milioni». E Bruno Vespa? «Il suo contratto scadrà il 31 agosto. Io voglio che sia rinnovato. Quando lo faremo, vi diremo le cifre che pagheremo». Omissione sul fronte costi-ricavi.

Giletti lascia la Rai, porterà L’Arena su La7

Sarà La7 ad accogliere Massimo Giletti dopo la sua uscita dalla Rai, a seguito della chiusura de L’Arena per decisione del direttore generale della Rai Mario Orfeo. Il conduttore ha firmato il contratto che lo legherà all’emittente di Urbano Cairo, dopo 30 anni alla Rai. Secondo le indiscrezioni, Giletti dovrebbe condurre un programma il venerdì sera, nello spazio di Gianluigi Paragone.
«In bocca al lupo e tanti auguri», il saluto di Orfeo liquida anche L’Arena con un lapidario, «Non mi piace l’informazione urlata, spettacolarizzata». ‘Operazione verità’ con veleno in coda anche per Giletti, e tornano i numero citati il commissione parlamentare. «L’Arena nell’ultima stagione, in 33 puntate, ha garantito un ricavo pubblicitario da 2,7 milioni, a fronte di un costo medio di 147 mila euro a puntata, per un totale 5 milioni di euro a stagione».

Da Hemingway a Giletti, dal giornalismo alla fiction

In questa carrellata di ‘bontà’, RemoContro non si tira indietro e vi ripropone un pezzo di due anni fa venuto dalla penna di un eccezionale collega che noi purtroppo, in questa ridda di ingaggi ed addii, non ci potremmo permettere di arruolare per quanto egli vale veramente. Da ‘Slow news’ del Sole24Ore di Ugo Tramballi, grande giornalista e grande amico, inviato speciale del Sole su vari fronti, con dignità e pudore.
Una cronaca sul Giletti reporter di guerra e su quella breve e infelice esperienza, a proposito della «informazione urlata, spettacolarizzata» che non piace ad Orfeo, ed anche a noi.
Peggio poi se è tutta una montatura. Con le reazioni del mondo giornalistico serio. Aldo Grasso del Corriere della Sera che scrisse allora una censura lapidarie su, «L’ufficio stampa del ministero Difesa e la concezione dell’autorevolezza».

Da Hemingway a Giletti, dal giornalismo alla fiction

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