sabato 20 luglio 2019

Braccio di ferro Italia Francia sui cantieri navali

Il ministro francese a Roma non risolve lo stallo sui cantieri. ‘A voi il comando, ma proprietà è a metà’. L’Italia non rinuncia alla maggioranza di Stx, Parigi tenta con «l’Airbus dei mari». Gentiloni e Macron, appuntamento a settembre. Lo strano europeismo di Macron

Braccio di ferro continua
Caso Fincantieri-Stx, il braccio di ferro Francia Italia continua. Il vertice di ieri a Roma a ufficializzare la disputa. «La proposta francese è inaccettabile», chiude il ministro dell’Economia Padoan, sul destino dei cantieri bretoni rilevati dalla società italiana.
Parigi che sulla questione sa di essere in torto: «Siamo due grandi popoli, siamo due paesi fratelli, abbiamo una difficoltà e due opinioni diverse su Stx, ma troveremo una soluzione adeguata». Così prova ad ammorbidire il collega francese di Padoan, Bruno La Maire.
Di fatto, trattative segrete in corso, da qui al prossimo 27 settembre, quando è previsto un vertice politico a Lione tra il premier Paolo Gentiloni e il presidente Emmanuel Macron. O ad annunciare un accordo, o a cercare di mettere qualche pezza politica alla rottura.

I motivi dello scontro
La società italiana aveva raggiunto un accordo quando all’Eliseo c’era ancora Hollande, per acquisire i Chantiers de l’Atlantique di Saint Nazaire. Un passaggio di consegne tra italiani e coreani della Stx che possedevano i cantieri ma che erano finiti in fallimento. A Fincantieri sarebbe andato il 66% di Saint Nazaire, mentre il restante 33,4% sarebbe rimasto allo Stato francese.
Cambio di inquilino all’Eliseo, e Parigi cambia idea sul controllo dei cantieri Stx di Saint Nazaire, i più grandi di Francia, travagliata storia industriale ma tra i principali fornitori della marina militare (ed è questo il punto).
Il sostegno elettorale della regione dei cantieri a Macron ha favorito il ripensamento, e il presidente Macron decide di nazionalizzare i cantieri. Poco importa che quei cantieri abbiano alle spalle una storia di fallimenti e di passaggi di mano dai francesi ai norvegesi ai coreani.

Airbus navale tra Italia e Francia
Cosa intendeva il ministro francese, nell’insistere su ‘una soluzione adeguata’? Le Maire dopo il vertice ha continuato a battere su questo tasto. Per costruire con l’Italia un grande campione industriale europeo in campo navale, civile e militare. «Un Airbus navale tra Italia e Francia». Creare un polo allargato al militare, coinvolgendo il Naval Group, l’ex Dcns, colosso statale della difesa. Ma a una condizione, che la partecipazione sia 50% francese e 50% italiana.
Peccato -osservano acuti analisti- che ‘nozze paritarie’ abbiano un senso se c’è fiducia tra i partner. Ma la fiducia tra Roma e Parigi versione Macron ha qualche problema, non solo cantieristico ma anche sul fronte Libia e migranti. Al momento la Francia si è impegnata fino al prossimo vertice del 27 settembre a non aprire il capitale di Stx ad altri soggetti e a considerare Fincantieri partner privilegiato. Facendo finta di fidarsi.

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