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sabato 18 Gennaio 2020

‘Micron’ de Gaulle, dopo la Libia, battaglia navale

La Francia nazionalizza i cantieri navali comprati da Fincantieri, ma poi chiede di non arrabbiarci. Il presidente francese in crisi di popolarità interna, mostra i muscoli fuori casa e picchia l’Italia su troppi fronti, dalla Libia alla Tav. Voglie di grandeur gollista

L’altalenante Francia di Macron

Dalla cronaca dell’Ansa: ‘Fincantieri, la Francia decide di nazionalizzare i cantieri navali Stx. Ira dell’Italia: “Inaccettabile”. Non solo Fincantieri, ma anche l’annuncio della Francia -poi smentito dall’Eliseo- di creare dei centri hotspot in Libia a fare il bis della sgarberia con Serraj-Haftar. Il vizio di lanciare il sasso e poi nascondere la mano. Che diamine vuole il giovanotto eletto all’Eliseo?
Sui cantieri navali si arrabbiano i ministri Padoan e Calenda, solitamente morbidi: «Grave e inaccettabile la decisione della nazionalizzazione dei cantieri di Saint-Nazaire». In serata la ‘frenata’ di Parigi (il sasso e la mano nascosta). «Non si può parlare di nazionalizzazione, quella trovata è una soluzione transitoria. Oggi era una data limite imposta giuridicamente per esercitare un diritto di prelazione», ha precisato l’Eliseo all’Ansa, spiegando il contenuto di una telefonata “cordiale” che c’è stata nel pomeriggio tra il presidente francese e il presidente del Consiglio italian. Confusione tra la buona educazione e il fidarsi.

Il nodo politico

Il governo Gentiloni rivendica la linearità della posizione italiana: Fincantieri è intervenuta su richiesta francese. Ed eventuali questioni politiche interne non ci riguardano. Ma riguardano personalmente Macron, visto che le autorità della regione dei cantieri Saint-Nazaire sono per la nazionalizzazione e sostengono politicamente il presidente. Per Macron, eletto grazie a una piattaforma europeista e liberista, sarebbe un clamoroso passo indietro. Liberismo ‘q.b.’, quanto basta, come nelle ricette di  cucina, e soprattutto, quando conviene. Il già citato vizio di lanciare il sasso e poi nascondere la mano o far finta di niente.
Roma si mostra politicamente più equilibrata, ma decisamente arrabbiata. Niente ritorsioni in vista. Per esempio sulla rete telefonica di Tim, controllata dai francesi di Vivendi, come chiesto ieri da alcune parti politiche. Toni duri, ma la trattativa continua, altrimenti che ci verrebbe a fare martedì a Roma il ministro dell’economia francese ?

Il nodo economico

Microstoria. Giovedì 6 aprile 2017, con l’ok del governo francese, Fincantieri acquista i cantieri Stx di Saint-Nazaire, a un prezzo concordato di circa 79,5 milioni di euro, dal gruppo sudcoreano Stx offshore & Shipbuilding, in amministrazione controllata. Storicamente, i cantieri sono attivi nella produzione di navi da crociera e di portaerei. Fincantieri con il 48%, fondazione CrTrieste 7%, al governo francese resta il 33,3.
Questione strategica. I cantieri di Saint Nazaire sono il fiore all’occhiello della cantieristica militare francese, il crocevia di una parte importante delle commesse militari che arrivano alla Francia. Come la produzione dei portaelicotteri d’assalto anfibio Mistral, costruite per i russi, bloccate dall’embargo marca e poi acquistati dall’Egitto con soldi sauditi. Ma Saint Nazaire è anche il gioiello della crocieristica francese: dallo stabilimento è appena uscita la Harmony of the Seas commissionata da Royal Caribbean, la nave passeggeri più grande al mondo.

In nodo strategico

La battaglia navale tra Italia e Francia non è solo questione d’orgoglio, ma corsa a 40 miliardi di commesse militari. Nel 2016, ad esempio, Fincantieri ha tirato un colpo micidiale ai francesi: gli ha soffiato la commessa del Qatar, che prevede la creazione di un’intera marina per l’Emirato del deserto petrolifero. Quattro corvette, una mini-portaerei, due pattugliatori e assistenza per i prossimi quindici anni nell’addestramento degli equipaggi e nella manutenzione. Un assegno iniziale da cinque miliardi diviso tra Fincantieri e Leonardo, e lavoro per diecimila persone, con tempi stretti perché il Qatar vuole schierare la flotta per i Mondiali del 2022 quando dovrà garantire l’ombrello anti- aereo per il Paese. Ogni cosa verrà prodotta in Liguria, senza subappalti, precisa Gianluca De Feo su Repubblica, che ricorda come vendere navi vuole dire imporre al cliente l’intera dotazione di radar e armi, uno shopping dove ogni gadget costa carissimo: se il Qatar completasse la fornitura con un apparato completo per intercettare i missili balistici, solo per quello ci sarebbe un altro miliardo da fatturare.

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