lunedì 25 settembre 2017

Migranti italiani di ritorno, fuga dal Sud America

CORSA AL PASSAPORTO – Discendenti italiani in fuga dal sud America. Trecentomila gli oriundi in attesa di passaporto italiano. I picchi in Brasile e in Venezuela. Potenzialmente hanno diritto alla cittadinanza 80 milioni di persone. Ma la fondazione Migrantes: “È più italiano lo straniero nato qui”.

Italiani che non hanno mai visto l’Italia. Figli di italiani emigrati nel secolo scorso o prima ancora quando la fame costringeva noi ad attraversare altri mari. Italiani di seconda, terza, quarta generazione che in genere neppure conoscono più la lingua. Trecentomila di loro, cittadini brasiliani, venezuelani, argentini, sono in attesa di passaporto italiano. E, il loro numero cresce sempre di più: sono quasi due milioni (1.888.223 per la precisione) e altre 160 mila pratiche sono in attesa. Un tempo venivano chiamati oriundi e hanno fatto la fortuna di un’epoca del calcio italiano.

Cittadinanza come italo-discendente
Le richieste, ancora inevase, di cittadinanza italiana nel mondo, soprattutto in America Latina, sono 300 mila, 116 mila solo in Brasile. Ma il dato sorprendente è quello rivelato dal viceministro agli Esteri Mario Giro: «Il numero complessivo delle persone che, potenzialmente, avrebbero diritto a vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana è di 80 milioni. Più degli abitanti attuali della Penisola». Ovvio, spiega Giro, che non ci sono solo motivi affettivi in chi sta tentando questa strada, «ma soprattutto il tentativo di garantirsi un passaporto europeo in un momento di difficoltà economiche e tensioni politiche e sociali».

Il precedente argentino
Il boom di richieste di cittadinanza negli ultimi mesi ha un precedente durante la crisi economica argentina del 2001. Allora, di fronte agli uffici della rappresentanza diplomatica italiana nacque persino una tendopoli, ricorda Marco Menduni su La Stampa. Se allora erano i soldi da mettere in salvo, nel Venezuela di oggi è soprattutto la vita. «Diverse persone anche di seconda e terza generazione manifestano il desiderio di tornare in Italia: per nostalgia e per paura», spiega Pasquale Calligaris, uno dei rappresentanti della comunità italiana in quel Paese.

Venezuela, la paura
Lorenzo Solinas, primo segretario commerciale dell’ambasciata italiana a Caracas. I dati spiegano che i residenti italiani e italo-discendenti nel Paese sono 152.405. Il consolato di Maracaibo calcola che dal 2011 siano tornate in Italia 3.326 persone; attualmente gli iscritti sono 29.680. Caracas, che ha in questo momento 122.725 iscritti, dal 2014 ad oggi 4.539 connazionali hanno abbandonato la circoscrizione, anche se mancano dati sulla loro destinazione. Dopo una crescita costante sino alla fine del 2016 (124.508), alimentato dalle nascite di figli di cittadini italiani, matrimoni e della cittadinanza iure sanguinis, nei primi mesi del 2017 si è registrata una forte diminuzione della popolazione italiana residente. Fuga

Paure e profitti
Ottenere un passaporto italiano non vuol dire automaticamente l’intenzione di tornare in Italia. Gli italo-discendenti che provengono dal Venezuela e che sono riusciti ad allontanarsi da un paese nel caos -ad esempio- hanno cercato rifugio soprattutto a Panama e a Miami. Questo, rivela una fonte degli Esteri, ha già provocato una protesta degli Usa: «Queste persone sono sudamericane ma hanno tutte i documenti italiani, ne state concedendo troppi». Lo stesso fenomeno in Brasile. Consolato italiano di Recife: «Il numero di richieste continua ad aumentare, un ritmo al quale è difficile star dietro».

Agenzie truffa
Mica solo gli scafisti libici. Bisogno di massa e speculazione criminale sono binomi obbligati. Personaggi senza scrupoli che tentano di lucrare sulle difficoltà degli uffici diplomatici a dare risposte sollecite. In Brasile si è moltiplicato il numero di agenzie specializzate di dubbia credibilità che, a pagamento, offrivano servizi con la promessa di accelerare i tempi per il riconoscimento della cittadinanza italiana ‘ius sanguinis’. Per non parlare delle mire della criminalità organizzata: in Italia, nello scorso maggio, la polizia ha arrestato sette persone tra Floridia e Augusta nel siracusano. Lavoravano per faccendieri brasiliani e, dai Comuni siciliani, riuscivano a far ottenere in breve tempo la documentazione.

Italiani per sempre
Tensioni politiche sul concedere la cittadinanza sullo ‘Ius’ solis’, l’essere nati nel Paese, mentre il diritto legato alla discendenza, ‘ius sanguinis’, non pone limiti. Altri Paesi di antica migrazione in Sud America, la Spagna ad esempio, limita fino al nonno la possibilità di ottenere la cittadinanza di quel Paese. La nostra legge non pone alcun limite, basta avere un avo emigrato all’estero, un bisnonno, un trisavolo, ma anche di grado superiore, per poter avviare le pratiche. Evidentemente, bisogna provarlo, consegnare ai consolati un albero genealogico confortato dai documenti, e indicare esattamente da quale Comune d’Italia era partito. L’istruttoria non è breve e spesso s’inceppa non tanto all’estero, ma nei municipi italiani. Sulla scia di Garibaldi altri potenziali italiani con una puntata polemica ma difficilmente contestabile da parte della fondazione Migrantes: “È più italiano lo straniero nato qui”.

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