lunedì 25 settembre 2017

Estremismo islamico in Germania, lezioni utili

Rapporto dei servizi segreti tedeschi: sono più di 900 le persone partite dalla Germania per andare a combattere in Siria e Iraq. Ecco chi li recluta e chi ne finanzia le attività. L’ultimo dossier dell’intelligence tedesca, e utili indicazioni per casa nostra.
Nella foto di copertina, fedeli in preghiera nella moschea Merkez di Duisburg nel giorno della sua inaugurazione, il 26 Ottobre 2008.

Germania non solo bersaglio
«La Germania è al centro del terrorismo islamista. Attentati terroristici sono possibili, in qualsiasi momento adesso e in futuro».
Lapidario il ‘Bundesamts für Verfassungsschutz’, l’Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione l’impegnativo nome ufficiale, il BFV in sigla.
Rapporto analisi 2016 dei servizi segreti tedeschi presentato a Berlino a ridosso del G20 di Amburgo del 7 e 8 luglio, con dati da far paura.
Problemi in parte esclusivamente tedeschi, ma ricchi di indicazioni utili per ogni Paese occidentale coinvolto nel fenomeno Foreign Fighters, sia bersaglio diretto di terrorismo militante.

I numeri dei terroristi di casa
930 le persone che hanno lasciato la Germania per andare a combattere in Siria e Iraq, e il 20% di loro sono donne. I morti in combattimento sono stati 145, mentre 270 coloro che sarebbero riusciti a rientrare in patria.
Di questi, uno dei più noti -annota Stefano Piazza su LookOut- è il rapper Deso Dogg, alias Dennis Cuspert, divenuto il combattente Abu Talha al-Almani, responsabile dei media dell’ISIS. Da tempo di lui si sono perse le tracce.
Al di là delle smentite, Dennis Cuspert potrebbe essere davvero morto in uno scontro fratricida con un commando di qaedisti di Jabhat Al Nusra, oggi la nuova coalizione jihadista Hayat Tahrir al-Sham.

Il rapper Deso Dogg, alias Dennis Cuspert, divenuto Abu Talha al-Almani

Cosa li spinge
Dennis Cuspert, l’ex rapper, per diversi anni è stato uno degli elementi di riferimento noti e pubblici del radicalismo islamico tra la Germania e l’Austria. Nel 2011, dopo la conversione all’Islam, fonda a Solingen un gruppo il cui obiettivo è imporre la sharia in Germania.
Al gruppo aderiscono presto circa 50 giovani che, in buona parte, seguono in Siria Dennis Cuspert prima della messa al bando del movimento, decisa a fine 2012. Tra questi c’è anche Abu Usama al-Gharib. Divenuto famoso per essere apparso in un video in cui bruciava il passaporto austriaco, anche di lui da tempo non si hanno più notizie.

I turchi tedeschi
In Germania gli elementi appartenenti o considerati vicini alle varie sigle della galassia islamista sarebbero 24.400. Da paura. Di questi, 10mila -sempre rapporto BFV- aderiscono a Millî Görüş ‘Punto di vista nazionale’, movimento estremista fondato negli anni Settanta dall’ex premier turco Necmettin Erbakan.
Da premier a presidente, si potrebbe dire visto che l’attuale super presidente turco Erdogan fu allievo/collaboratore di Erbakan, con cui condivise persino un breve periodo di carcere per il suo estremismo islamico. In Europa l’organizzazione conta più di 500mila membri attivi. Dei 10mila simpatizzati tedeschi, ‘mille -scive LookOut- sarebbero monitorati dall’intelligence perché pronti all’azione violenta’.

Lo scomparso leader islamista turco Erbakan con accanto un giovane Erdogan, attuale presidente

Germania bersaglio
Oltre ai cinque attentati che hanno colpito la Germania nel 2016, altri sette sono stati sventati dai servizi segreti di Berlino, ci dicono. Due di questi erano particolarmente gravi per bersaglio e dimensione, uno nella capitale, l’altro a Dortmund. Nel loro rapporto, gli analisti del BFV pongono l’accento sull’incessante proselitismo portato avanti in Germania dai movimenti salafiti attraverso i sermoni di “predicatori itineranti” come il convertito Pierre Vogel o tramite l’operosità di gruppi come “We Love Muhammad”.

‘Missionari’ e proseliti
Il reclutamento è mirato soprattutto nei confronti dei giovani definiti nel rapporto del BFV «particolarmente suscettibili alla propaganda jihadista, in particolare alla sua diffusione attraverso i social media».
I video e i testi che vengono fatti circolare in rete sono confezionati in modo da «far sviluppare una prontezza a obbedire, e di conseguenza a rispondere all’ordine di uccidere i non credenti».
Le frenetiche attività di proselitismo degli islamisti tedeschi sarebbero rivolte anche alle migliaia di profughi giunti in questi ultimi anni in Germania. Massima attenzione sul rientro dei foreign fighers e sulla possibilità che percorrano le rotte classiche della migrazione, soprattutto quella balcanica per ritornare in patria, spesso aiutati dai loro vecchi documenti.

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