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domenica 8 Dicembre 2019

Clima, Trump sulla Tour Eiffel si pente (forse)

Macron e Trump, “cena tra amici” sulla Torre Eiffel.
Sull’accordo di Parigi sul clima “qualcosa può succedere”. Così il presidente Donald Trump apre uno spiraglio dopo aver annunciato, il mese scorso, il ritiro degli Stati Uniti dall’intesa siglata nella capitale francese a dicembre del 2015 da quasi 200 nazioni per combattere i cambiamenti climatici.
Poi Donald Trump visita la tomba di Napoleone.

Forse che si forse che no. Oggi, festa nazionale francese, memoria della caduta delle Bastiglia nel centenario dall’entrata degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale, anche Trump potrebbe far cadere qualche muro sulla questione clima che sta isolando gli Stati Uniti dal resto del mondo.
Visita di Stato Gran turismo, quella di Trump in casa del neo presidente francese Macron: dalla cena sulla Tour Eiffel, alla gita delle signore sul Bateau Mouche lungo la Senna, da Notre-Dame alla visita alla Tomba di Napoleone, sperando non sia scattata alcuna confusione di ruoli.
Il furbo Macron si offre di rompere l’isolamento di Trump, presentandosi come il suo interlocutore privilegiato in Europa. In cambio, una qualche concessione sul clima, ad esempio. Pensare che Trump che durante le presidenziali aveva tifato per Marine Le Pen.

«Sull’accordo di Parigi sul clima qualcosa può succedere».
Dichiarazione di Trump a cercare il colpo di scena, arte in cui l’altrimenti imprevedibile presidente Usa è maestro. Sintesi da Twitter. Lo scambio di favori con Emmanuel Macron, ma nulla di sicuro con l’uomo per ora alla Casa Bianca
Dunque, il presidente Usa apre uno spiraglio dopo aver annunciato, il mese scorso, il ritiro degli Stati Uniti dall’intesa siglata nella capitale francese a dicembre del 2015 da quasi 200 nazioni per combattere i cambiamenti climatici.
«Se succederà sarà meraviglioso ma se non succederà andrà bene lo stesso», Trump, alla Catalano.

Furbo Macron. «Sul clima abbiamo le nostre differenze ma dobbiamo per questo impedire progressi su tutte le altre questioni? Assolutamente no».
«I nostri disaccordi sull’accordo di Parigi sul clima sono legati anche ad impegni di campagna elettorale presi da Trump», e qui, il sottile distinguo tra promesse elettorali e governo.
«Abbiamo condiviso il nostro disaccordo, come si deve fare fra leader».
«Sul clima, bisogna continuare a discutere, io rispetto la determinazione americana nel voler conservare i posti di lavoro, ma credo che ciò sia compatibile con gli accordi di Parigi. Oggi, non ci sono cambiamenti, ma una volontà condivisa di continuare a discutere per trovare il miglior accordo possibile». L’apprendista Presidente tutto miele dopo i no all’Italia sui migranti.

Alcune novità non reclamizzate, oltre i ‘Forse’ sul clima, l’impegno comune nella lotta al terrorismo. Fuori dalle dichiarazioni ufficiali, ed esempio, una roadmap per il dopoguerra” in Siria con il coinvolgimento attivo della Francia, a fare da cuscinetto e garante fra i collidenti interessi strategici Statunitensi rispetto a quelli dei protagonisti russi della vittoria contro Isis.
Macron ha annunciato che la Francia prenderà «diverse importanti iniziative per una maggiore stabilità e controllo nella regione», -trattative in corso con Mosca- mentre il miliardario ha accennato alla possibilità di un secondo cessate il fuoco in Siria, dopo quello concordato con il presidente russo Vladimir Putin al G20 di Amburgo.

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