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venerdì 20 Settembre 2019

Negoziatrice segreta Usa per la Corea del nord

Svolta Corea, Kim pronto a trattare? Titola un grande quotidiano: noi aggiungiamo un po’ di ‘legittimo sospetto’. E lo strano mestiere di una misteriosa avvocatessa, cognome italiano Di Maggio, Souzanne di nome, americana, esperta in trattative segrete, professione ‘negoziatrice’, e sembra un libro di Frederick Forsyth.

Cronache da Pechino, che di solito si occupano solo di cose serie. Il South China Morning Post intervista a tutta pagina una signora sino a ieri sconosciuta al grande pubblico, «massima esperta americana di nucleare che ha contribuito a organizzare i colloqui informali tra Washington e Pyongyang».
Mai sentita nominare, ma è anche giusto, visto che il suo mestiere ufficioso sarebbe quello di ‘negoziatrice segreta’.

Angelo Aquaro, da Pechino per Repubblica prende per buono l’accredito del South China Morning Post: «DiMaggio non è una esperta qualsiasi: è la signora che insieme all’incaricato speciale degli Usa per la Corea del Nord, Joseph Yun, ha intavolato quella trattativa che ha portato alla liberazione di Otto Warmbier, il povero 27enne della Virginia condannato a 15 anni per aver rubato un poster del regime e tornato da Pyongyang a casa solo per morire del coma in cui era caduto negli ultimi 15 mesi. La signora è una veterana del dialogo con i paesi “caldi”: dall’Iran in giù».

La signora ha gestito anche il cosiddetto ‘Track 2′ che ha portato americani e nordcoreani a incontrarsi segretamente ad Oslo. Vertici al femminile e segreti tra donne: Souzanne un po’ italiana dialoga con l’altra potentissima signora di Pyongyang, Choe Son-hui, la responsabile del ‘dipartimento americano’. La stessa che, a Pechino per il vertice sulla nuova ‘via della seta’ aveva già detto che il Nord sarebbe stato pronto a trattare con gli Usa «sotto le giuste condizioni». La stessa formula che aveva usato il presidente americano, pronto a incontrare Kim, aveva detto Trump, «sotto le giuste condizioni». Quasi una frase rituale, un segnale da rilanciare. Ma qui siamo nel cinema, anche se…

Con la voglia di sorprendere, la ormai mitica ‘Negoziatrice segreta’ spiega il lancio del missile intercontinentale Hwasong-14, che Kim ha chiamato il suo “regalo” personale all’America che festeggiava il 4 di luglio, giorno dell’Indipendenza, come un ‘segnale di svolta’. Il massimo della provocazione per fare la pace? Per l’avvocata Usa, «I coreani sembrano aver capito che ad un certo punto dovranno impegnarsi per ridurre le tensioni perché ci stiamo avvicinando rapidamente a un punto di crisi». Ma la denuclearizzazione della penisola chiesta da Washington?
«Bisogna essere realistici e metterlo da parte, almeno nel breve periodo. Più sensato, invece, “concentrarsi sulla riduzione delle tensioni e cercare di dissuadere la Corea del Nord dall’utilizzare e sviluppare le proprie armi nucleari».

Molto più concreta e preoccupante la tradizionale risposta Americana che Trump minaccia ufficialmente di fronte al mondo. «La possibilità di azioni mirate, compresi attacchi militari preventivi per distruggere la capacità nucleare della Corea del Nord». E passiamo da un film fantasy di spionaggio a uno dell’orrore. Prospettiva disastrosa perché potrebbe portare Kim Jong-un a reagire infliggendo perdite di massa di civili e danni ingenti alle basi coreane, giapponesi e americane nella regione. C’è poco da scherzare di fronte alla disperazione risentita di un Kim Jong-un posto di fronte a un futuro modello Gheddafi o Saddam Hussein.

Ed ecco la vera proposta politica delle Negoziatrice segreta. Un ritorno al dialogo condizionato da una contemporanea iniziativa che deve arrivare dagli Stati Uniti. Niente denuclearizzazione, per il momento, ma partiamo della distensione. Dopo quel missile intecontinentale lanciato con successo,
Kim ora si sente ora più forte e da quella posizione potrebbe ricominciare una lenta e faticosissima trattativa. Per arrivare a cosa? Per il momento, ad esempio, sospenderebbe i test missilistici e nucleari. Non rinuncia al nucleare dunque ma sospensione dei test.

Sta di fatto che il mondo -soprattutto in quell’area- vive sull’orlo della paura. Alle cinque del mattino di giovedì, -cronaca di Angelo Aquaro da Pechino- gli apparati di sicurezza hanno tremato quando le agenzie di stampa sudcoreane hanno dato la notizia di un fortissimo terremoto in Corea del Nord: magnitudine 6. Il falso allarme è durato lo spazio di pochi minuti: fino a quando il Pentagono ha assicurato che non poteva trattarsi del temutissimo nuovo test nucleare perché il sisma è avvenuto a centinaia di chilometri di distanza e di profondità sotto il livello del mare. L’allarme cessato: per ora.

Certo viviamo in uno strano mondo se arriviamo a rallegrarci si sia trattato solo di un fortissimo semplice terremoto!

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