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mercoledì 22 Gennaio 2020

Usa di Trump senza politica estera e senza prestigio

G20 di Amburgo, occasione dei grandi incontri. La prima volta di Trump con Putin. Più curiosità che attenzione attorno alla strano personaggio finito alla Casa Bianca. Incertezza strategica e giostre regionali. Politica estera pasticcio e gli Stati Uniti perdono prestigio e alleati.

Che combina questa volta?
Più curiosità che attenzione attorno alla strano personaggio. Donald Trump al G20 ad Amburgo dove incontrerà tra gli altri il presidente russo e quello cinese, oltre alla cancelliera tedesca, che non perde occasione per rivolgergli critiche su protezionismo e sul voltafaccia sull’accordo di Parigi sul riscaldamento globale. Non è apprezzato e ancor meno amato. Come certi bulli di quartiere che si gratificano nel proporre la loro prepotenze attorno, ma che sommano soltanto condiscendenza forzate e rischi di una somma di schiaffoni.
Ed ecco che un viaggio di routine, G20 d’affari, il presidente della prima potenza economica e militare del mondo rischia la celebrazione ufficiale della sua personale debacle.

Trump alla polacca
Gli applausi personali è andato a incassarli prima nella Polonia forcaiola e bigotta di Jaroslaw Kaczynski e Beata Szydlo, nazionalisti che apprezzano il suo nazionalismo. Acclamato dalla Polonia filoamericana e accolto con la deferenza dovuta al suo rango, tutto questo non si ripeterà oggi ad Amburgo con gli altri 19 paesi più ricchi del pianeta i cui leader -rileva Bernard Guetta, France Inter, su Internazionale- «Sono sbigottiti davanti al re di Twitter che in meno di sei mesi ha scatenato il caos nei rapporti internazionali».
«Oggi gli Stati Uniti non hanno più una politica estera, né lodevole né disprezzabile. Nessuno sa più cosa vuole questo paese da cui dipende in gran parte la stabilità internazionale e che, palesemente indeciso sul da farsi, continua a cambiare rotta».

Girandola Trump
Trump candidato sognava di tornare al binomio della guerra fredda Mosca-Washington in cui Russia e Stati Uniti non sarebbero stati più avversari ma alleati. Un riavvicinamento con Vladimir Putin per contrastare l’Europa e isolare la Cina, per emarginare quindi le due potenze economiche concorrenti degli Stati Uniti. Concretezze del Trump presidente? Il rapporto degli Stati Uniti con la Cina abbastanza compromesso. Ma manca l’amicizia di Mosca, che anzi, sta consolidando la sua alleanza con Pechino.
La valanga di rivelazioni su connivenze tra chi ha curato la sua campagna elettorale e l’ambasciata russa ha costretto il presidente sotto assedio a far saltare tutto. Nessuna alleanza con Putin, e tentativo di riavvicinarsi alla Cina promettendo di non scatenare guerre commerciali se i cinesi avessero accettato di aiutarlo a calmare la Corea del Nord.

Altalena Corea
Altro inciampo a seguire, la Corea. La Cina chiamata a calmare Pyongyang. Pechino promette, forse ci prova, Kim Jong-un spernacchia, e Trump torna ad alzare e i toni contro la Cina e decide di vendere armi a Taiwan. Risultati di tanta giostra?
1) Rapporto con la Cina compromesso. 2) L’Europa sta creando una difesa comune perché non crede più nell’ombrello americano. 3) Trump nel frattempo, ha abbracciato le monarchie sunnite del Golfo, dicendo basta ai moralismi ‘Obabiani’ di democrazia export. 4) Acconsente al blocco del Qatar, colpevole di aver cercato un’intesa con l’Iran. 5) Dalla segreteria di Stato al Pentagono, diplomatici e generali provano a spiegate all’improvvido alla Casa Bianca che il Qatar ospita la più grande base militare americana in Medio Oriente.

Tirannia
Spettacolo da circo (ancora Guetta). Resta da vedere se ad Amburgo Trump vorrà almeno provare a rimettere assieme i pezzi. Difficile. Fuori tema ma solo in apparenza una nota di Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale. Nell’America che ha festeggiato il primo 4 luglio dell’epoca di Donald Trump, va a ruba un libretto di 128 pagine intitolato ‘On tyranny’, sulla tirannia scritto da Timothy Snyder (Venti lezioni, Rizzoli 2017), uno storico dell’università di Yale, esperto di Europa orientale e di olocausto. Le 20 lezioni che il novecento ci ha insegnato (ci ha provato), adattate ai giorni nostri. Sintesi all’italiana, per vizi nazionali e in omaggio (anche il nostro) al pezzo di Fantozzi che si nasconde dentro di noi.

Timothy Snyder sintesi Remocontro
1. Fa’ uno sforzo per staccarti da internet. Leggi anche dei libri.
2. Credi nella possibile verità (Se niente è vero, non ci sarebbe base per criticare il potere).
3. Indaga (Dedica più tempo agli articoli di approfondimento. Abbonati a giornali di carta).
4. Fa’ politica con il corpo (Esci di casa. Porta il tuo corpo in luoghi e tra gente sconosciuta).
5. Impara dalle persone che vivono in altri paesi.
6. Attenzione a parole pericolose come ‘estremismo, terrorismo, emergenza, eccezione’.
7. Mantieni la calma quando succede l’impensabile.
8. Non confondere il patriottico con il nazionalismo.
9. Non accettare la politica dell’inevitabilità.
10. Non c’è, perché sarebbero dei comandamenti e non dei suggerimenti.

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