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mercoledì 23 Ottobre 2019

Qatar, Internet fugge in Iran

Crisi del golfo, Qatar, dopo il no all’ultimatum saudita e alla vigilia del vertice al Cairo, governo e operatori economici mettono in salvo i loro tesori informatici e scappano su server iraniani.
Non è un caso se Al Jazeera è sotto l’attacco degli hacker.
Le nuove guerre nel tempo del web.

Esclusiva RemoContro
Nel mondo informatico del Qatar, da giorni c’è isterismo totale. Le gente comune si accaparra viveri da vigilia di fine del mondo, mentre le aziende sono in allarme totale per mettere in salvo i loro tesori nascosti sul web, fra computer e server locali. Lo stesso governo e tutte le grosse aziende, stanno salvando tutte le loro banche dati che avevano di server del Qatar. Fuga dei dati chiave dell’economia dell’emirato verso l’Iran, che come la Cina ha una specie di ‘para-internet’ che blocca certi indirizzi IP, Internet Protocol. Blocca, o almeno protegge, da hackeraggi esterni e dalla paralisi.

Mondo informatizzato
La paura nasce dal fatto che un sacco di aziende oramai funziona sulla rete e non tutti i dati essenziali sono protetti ‘in casa’. Molto più spesso stanno su qualche server di proprietà dell’ azienda stessa ma spesso volentieri, per risparmiare, si usano ‘Cloud’, un service di risorse informatiche, come l’archiviazione, l’elaborazione o la trasmissione di dati. Immaginiamo una compagnia aerea che vende on line ed offre di informazioni su propri servizi: tracciare il volo, dove è mio bagaglio e così via. Quindi ‘Cloud computing’, oltre ai loro server.

Blocco Internet
I timori dei qatarioti più avvertiti, la loro valutazione strategica quasi militare è che la prima cosa che li colpirà, sarà il blocco internet. Fisicamente, bloccando gli indirizzi di Internet Protocol, impedendo insomma di accedere ai dati e che stanno su un server di Dubai o negli Usa. Pensiamo alle banche le cui operazioni vanno tutte via rete, ma alle stesse piccole imprese che si stanno modernizzando. Per non parlare di altri scenari anche peggiori che non sono da escludere. Ed ecco che l’ipotesi Iran, internet limitato e controllato che diventa alternativa alla minaccia saudita.

Politica tradizionale
Si riuniscono oggi al Cairo i ministri degli Esteri di Arabia Saudita Bahrein, Emirati Arabi ed Egitto per discutere della crisi della Penisola Araba e decidere se ritirare le sanzioni a seguito delle risposte inviate da Doha al loro ultimatum. Le sanzioni intanto pesano già, e molto, basti pensare a due esempi: con il blocco dei voli e la chiusura dei confini in Qatar si trova isolato (c’era stato un assalto ai supermercati perché si temeva che non arrivasse più cibo, problema poi aggirato) e Moody’s ha rivisto in negativo il giudizio proprio perché vede la crisi non proprio sul viale del tramonto.

La tattica di Doha
Il Qatar ha respinto – anche se il contenuto della risposta non è stato reso ufficialmente noto – gli ultimatum del Quartetto del Golfo che lo accusava di sostenere il terrorismo. Come era già successo nel 2014 -quando ci fu una crisi dello stesso tenore- non ha ritirato gli ambasciatori, segno che non fa presagire una risposta dura. Di fatto Doha si trova di fronte ad un bivio: scendere a compromessi con le richieste saudite oppure prendere la strada dell’isolamento.

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