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martedì 15 Ottobre 2019

Kosovo, veleni per i soldati italiani

Gli inquieti Balcani attorno all’Albania. In Kosovo il veleno ai nostri soldati ed ex patrioti-terroristi capi di Stato. Paese di recentissima e travagliata formazione e attorno, gli albanesi di Serbia, di Montenegro, di Grecia e i molti di Macedonia. Sfida demografica e instabilità garantita per tutta l’area da qui al futuro del mondo.
In Macedonia l’ex uomo del nazionalismo slavo, Gruevski che rischia il carcere e il Paese uno scossone interno.

L’inquieto sud dei Balcani

Kosovo dei veleni
Veleni politici con qualche morto attorno, e veleni concreti  quelli respirati dai nostri militari (e non solo loro) che hanno operato in Kosovo successivamente ai bombardamenti Nato sulla Jugoslavia del 1999. E’ stato il medico militare Ennio Lettieri stamane davanti alla commissione parlamentare sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito, a denunciare che il contingente italiano in Kosovo ha bevuto a lungo acqua cancerogena, e comunque inquinata. Il medico ha denunciato che il contingente italiano in Kosovo ha bevuto a lungo acqua cancerogena, spiegando che “l’acqua analizzata nel 2015 e presente fino al 2016, conteneva bromato, cancerogeno di classe 2B, in quantità di 65/67 microgrammi-litro, a fronte di un limite di 10 tollerato. Il medico ha detto che “dalla base di Film city (sulla alture della capitale Pristina) centro città di Pristina), sono ben visibili le ciminiere della compagnia elettrica Kek, sottolineando che soprattutto la sera c’era aria giallognola che rendeva l’aria malsana e irritante per le vie respiratorie”.

Uranio impoverito
Non solo acqua da bere (l’Acqua Dea, versione frizzante risulta ancora oggi in distribuzione a Film City). Ancora Lettieri: «A 7 km da Pristina è situata la compagnia elettrica Kek, le cui ciminiere sono ben visibili dalla base di Film City ed emettono nuvole giallognole che rendono soprattutto nelle ore serale l’aria malsana ed irritante per le vie respiratorie. La polvere che fuoriesce dall’impianto – ha rilevato – è un composto di piombo, fenolo (altamente cancerogeno) ed altre sostanze chimiche, che si deposita a diversi km di distanza anche nella base di Pristina, sede del comando Kfor e nella base dei nostri Carabinieri che è più vicina a Kek. Quindi o per inalazione e per ingestione queste particelle possono introdursi nell’organismo e provocare anche a distanza di 10 anni patologie tumorali». Il tenente colonnello aveva chiesto di sottoporre a sorveglianza sanitaria mirata il personale italiano al rientro in Patria. Risposta? Avrebbero mandato una squadra per verificare quanto riportato. «Ma non ho mai avuto nessun riscontro in merito».

Il Kosovo extra lege
Uno Stato riconosciuto dalla metà degli paesi Onu, un presidente, accusato e inquisito come elemento centrale delle attività criminali condotte dal Kosovo Protection Force, che si occupava di ‘pizzo’ effettuato con metodi mafiosi. Adesso un vincitore di elezioni ex premier e prossimo premier Ramush Haradinaj, incarcerato, processato e assolto dal Tribunale penale internazionale dell’Aja dall’accusa di crimini contro l’umanità. Anche lui era dell’Uçk, l’Esercito di liberazione del Kosovo. Assolto per insufficienza di prove. Testimoni a carico tutti morti prima di deporre. La Serbia lo accusa di crimini di guerra e lo scorso aprile la Francia ha negato la sua estradizione verso Belgrado, dopo il suo arresto all’inizio di gennaio. Resta il fatto che l’11 giugno, domenica scorsa, Haradinaj con una sua coalizione, tutte liste legate all’ex Uck, denominata ‘coalizione di guerra’ scorso ha vinto le elezioni, anche se pure in Kosovo viene sollevato qualche dubbio di opportunità per un suo incarico da premier.

Macedonia di popoli
Un tribunale macedone ha ordinato il sequestro dei passaporti dell’ex primo ministro Nikola Gruevski e di quattro alti esponenti del partito conservatore, fra cui due ex ministri. La decisione è collegata a presunte responsabilità nello scandalo delle intercettazioni illegali che l’anno scorso ha precipitato il paese in una crisi politica, provocando elezioni anticipate a dicembre che hanno segnato la fine del decennio di governo del partito conservatore Vmro-Dpmne. La decisione è stata annunciata lunedì sera, dopo che Gruevski e gli ex ministri dell’Interno e dei Trasporti, Gordana Jankuloska e Mile Janakieski, sono stati incriminati per violazione delle leggi sul finanziamento delle campagne elettorali e per presunte intercettazioni illegali. Secondo i media internazionali, nella cornice dello scandalo intercettazioni risultano illegalmente registrate le conversazioni telefoniche di circa 20mila persone. Gruevski respinge le accuse e parla di prove false costruite a suo danno da imprecisate di spie estere. Per l’ex premier respinta per ora la richiesta del carcere.

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