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mercoledì 16 Ottobre 2019

Sfida Usa-Cina, nave da guerra verso l’Isola di Tritone

Torna la tensione tra Cina e Stati Uniti sul Mare Cinese Meridionale. Cacciatorpediniere Stethem nelle acque delle isole Paracel, contese tra Cina e Vietnam, nei pressi dell’isola di Triton. Per Pechino una “seria provocazione politica e militare” da parte degli Stati Uniti.
Che sta accadendo, cosa cerca Trump?

Il cacciatorpediniere USS Stethem che punta sull’isola di Tritone, ed è sfida missilistica navigante con missili Tomahawk a sistema di puntamento radar Aegis e altre meraviglie di tecnologia mortale. Pechino replica con l’invio di navi da guerra e di caccia nell’area per lanciare un avvertimento al cacciatorpediniere Usa, che era entrato nelle dodici miglia nautiche delle acque territoriali delle isole.

Per Washington, un’operazione di libertà di navigazione, la seconda da quando Donal Trump è presidente degli Stati Uniti, mentre per Pechino la mossa ha violato la legge cinese e internazionale. La Cina chiede agli Usa di interrompere quelle che definisce ‘operazioni provocatorie’ e avverte che prenderà in considerazione ‘tutte le misure necessarie’ per difendere la sovranità nazionale e la sicurezza dell’area.

Questione di sovranità. Ma non solo per Tritone, l’isola che Pechino ha stappato nel 1974 al Vietnam, che contende appunto la sovranità sull’arcipelago delle Paracel insieme a Cina e Taiwan. Non solo una questione di controllo strategico del territorio. Oltre a essere ricchissima di riserve energetiche e minerarie, questo specchio d’acqua ospita cinquemila miliardi di dollari di traffici commerciali.

Seconda avventura marina da quando alla Casa Bianca c’è Trump. E arriva a poche ore da una telefonata di Trump con Xi e Shinzo Abe, il leader giapponese, per fare il punto sulla emergenza mondiale del momento, la Corea del Nord, all’indomani della visita a Washington del nuovo presidente sudcoreano Moon Jae-in. Ed ecco che il pattugliamento attorno a Tritone, diventa una sgarbata azione di pressing della Casa Bianca su Xi.

Reazione dura e questa volta davvero risentita da parte cinese di fronte alla politica-random, casuale e oscillante, di Trump. Per Pechino vale la ‘Nine-Dash Line’ tracciata decenni fa, che demarcherebbe per Pechino la sovranità su quelle isole contese invece dalle Filippine al Vietnam passando per Brunei e Malesia. Quesito: davvero l’intreccio di potere e miliardi che lega l’America alla Cina può naufragare se una nave Usa che sfiora un isolotto?

Politica randon di una presidenza randon.

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