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martedì 19 20 Novembre19

Donald piglia a pugni filmici la Cnn

IN CHE MANI È IL MONDO Trump attacca di nuovo i media, in un video il presidente che si finge wrestler picchia la Cnn. Donald Gaffe, come molti iniziano a chiamarlo, contro i giornalisti che in America sono particolarmente vendicativi

In che mani è il mondo

Uno immagina il presidente degli Stati Uniti alla vigilia del suo primo incontro con Vladimir Putin, o alla prese col sempre aperto dossier della Corea del Nord, o intento a lavorare al suo progetto di contro riforma sanitaria che proprio non funziona.
E invece no.
Trump twitta a tutto spiano, e twitta rabbia a colpi di hashtag, cazzotti non solo a parole ma questa volta persino filmici.

IL VIDEO

Il nemico giornalista

Non si ferma la furia di Trump contro la CNN e il presidente degli Stati Uniti torna su Twitter per attaccare il network tv con un video e l’hashtag «FraudNewsCnn #FNN (#NotizieTruffaCnn).
Nelle immagini si vede il tycoon che a margine di un ring mette Ko un uomo il cui volto viene coperto dal logo della CNN.
Per realizzarlo pare siano state utilizzate immagini di repertorio risalenti al 2007 quando Trump – che in passato era comparso in uno show di wrestling – fece finta di mettere ko Vine McMahon, il Ceo della WWE (World Wrestling Entertainment, Inc) la società che gestisce il wrestling professionista in Usa. È la prima volta che Trump pubblica un video sul suo account Twitter (si tratta di un gif, un’immagine animata) mentre conia anche l’acronimo FNN, con evidente riferimento a `Fraud News´, ovvero notizie truffa.

L’America che si vergogna

«È un giorno triste quando il presidente degli Stati Uniti incoraggia la violenza contro i reporter». È la reazione della Cnn al video in cui il presidente manda ko un uomo con il volto coperto dal logo del network.
«Invece di prepararsi per il prossimo viaggio in Europa e l’incontro con Putin – continua la Cnn nella sua reazione – assume atteggiamenti infantili non all’altezza del suo ruolo. Noi continueremo a fare il nostro lavoro. Lui dovrebbe cominciare a fare il suo».
«Per alcuni sarà divertente. Io lo trovo di pessimo gusto. Non mi è mai dispiaciuta una buona battaglia con la stampa. È parte della nostra democrazia avere opinioni diverse. Ma questo è troppo».
Questo su Twitter il commento di Ari Fleischer, che fu il portavoce di George W. Bush dal 2001 al 2003, dopo il video postato sul sito di microblogging dal Presidente Trump.

Quando gli scappa il tweet

Sempre nella settimana appena trascorsa e sul tema, precedenti altrettanto illustri.
In un post il presidente insulta la giornalista Mika Brzezinski, una delle conduttrici del programma tv Morning Joe, attaccando il suo aspetto fisico e mettendo in discussione la sua intelligenza. Ritornano le accuse di misoginia. Fastidio tra le elettrici repubblicane e indipendenti.
Qualche giorno prima Sarah Sanders, vice portavoce della Casa Bianca, ‘voce moderata’ rispetto al titolare messo un po’da parte per troppa aggressività, alla conferenza stampa accusa i mezzi d’informazione di essere “vergognosi”. Indignazione della Casa Bianca forse rivolta soprattutto al Washington Post, che ha pubblicato la maggior parte delle rivelazioni sull’inchiesta tra il governo russo e alcuni collaboratori di Trump. Coda di paglia, detto all’italiana.

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