martedì 16 luglio 2019

Il nano Qatar sta resistendo al gigante saudita

Il 5 giugno le monarchie del golfo Persico, Arabia Saudita in testa, hanno rotto i rapporti con il Qatar, loro vicino, altro stato sunnita e altra monarchia assoluta. Accusa di terrorismo per denunciare in realtà l’amicizia con l’Iran.
Minacce, ricatti ed embargo. Perché è accaduto? Come fa il Qatar a resistere? I segreti della presidenza Trump.

Chi è il più terrorista nei reami?
Ufficialmente le monarchie del golfo accusano il Qatar di sostenere il terrorismo, e già l’accusa, visto da che parte arriva, potrebbe far ridere. Tutti i Paesi coinvolti hanno il loro terrorismo da nascondere, e l’integralismo wahhabita, più di tutti. Bugia terrorismo quindi. Problemi reali, i rapporti di Doha, la capitale qatariota, e del suo Emiro-tiranno con l’Iran sciita, e il sostegno alle opposizioni interne agli altri regni assoluti, in gara di dispotismo.

Ma il dubbio di oggi è un altro.
Come riesca il minuscolo e ricchissimo emirato della penisola arabica, «un altro stato sunnita e un’altra monarchia assoluta», sottolinea Bernard Guetta, analista francese su France Inter, a resistere allo strapotere politico economico delle potenze sunnite che lo minacciano. In altre parole, qual’è il segreto, la potenza nascosta che rende intoccabile il Quatar che uno immagina guardando le mappe, potrebbe essere mangiato dal gigante saudita in un boccone?

E in politica, solo sunniti sciiti?
Ufficialmente le monarchie del golfo accusano il Qatar di sostenere il terrorismo, ma in realtà vogliono solo interrompere una politica sgradita. Mentre l’Arabia Saudita gioca la carta dello status quo nel mondo arabo, la dinastia qatariota è sostenitrice della teoria del Gattopardo, ritiene che bisogna cambiare tutto affinché niente cambi. Parliamo degli interessi decisamente privati per la propria sopravvivenza e di quella dei suoi interessi patrimoniali

Il Gattopardo versione araba.
Cavalcare certe modernità per non essere scavalcati. Ragionamento che ha spinto il Qatar a creare, circa vent’anni fa, la catena televisiva panaraba Al Jazeera, che ha fatto entrare il dibattito delle idee in tutte le case arabe. Secondo Bernard Guetta, lo stesso ragionamento ha portato il Qatar, a sostenere i Fratelli musulmani in Egitto e Tunisia, integralisti certo, ma non terroristi, arrivati al potere con le prime elezioni libere dopo le rivolte arabe del 2011.

Vero nemico saudita, l’islam sciita
Il Qatar ha scelto di salvarsi scaricando però guai sui propri vicini. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la volontà del Qatar di trovare un modus vivendi -equilibrio d’interesse-con l’Iran sciita. Le monarchie del golfo, alla fine di tante polemiche precedenti, tensione e trattative mascherate, non hanno accettato questo timido riavvicinamento tra Qatar e Iran, e per questo il Qatar subisce un blocco da tre settimane e minaccia di azione armata.

Qatar indispensabile per gli Stati Uniti
Questione arabe musulmane, ma non solo. Il Qatar ospita una base militare turca e la principale base statunitense della regione, la stessa che gli americani utilizzano per colpire il gruppo Stato islamico. Qatar indispensabile per gli Stati Uniti. Mentre Donald Trump lo attacca con gli stessi argomenti usati dai sauditi, paranoie dell’attuale Casa Bianca, il dipartimento di stato e il Pentagono lo difendono strenuamente. Oltre all’Iran e alla Turchia, già corsi in aiuto.

Voglia di annessione da parte saudita.
Il 23 giugno, mediazione di Washington, le monarchie del golfo hanno presentato tredici condizioni tra cui la chiusura di Al Jazeera per la cancellazione del blocco. Il Qatar ha rifiutato il ricatto. La crisi continua con escalation di provocazioni. Esempio, la minaccia sui campionati mondiali di calcio. Offensiva degli Emirati arabi che chiedono alla Fifa la revoca. I Mondiali del 2022, i primi organizzati da un Paese arabo. Stati Uniti? Non seguono il ‘Soccer’.

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