martedì 25 giugno 2019

Inferno Yemen, oltre le bombe anche il colera

Colera: più di 1300 persone morte, di cui un quarto bambini, oltre 200mila i casi sospetti, che aumentano ad una media di 5mila al giorno. «La peggiore epidemia di colera nel mondo» denuncia l’Onu.
L’epidemia mortale del colera conseguenza diretta di due anni di conflitto. 14,5 milioni di persone tagliati fuori dall’accesso regolare all’acqua e l’aumento dei tassi di malnutrizione ha indebolito la salute dei bambini e li ha resi più vulnerabili alla malattia.

Colera non per caso

La guerra della vergogna araba, araba saudita e petrolifera e amica dell’accidente americano e ora, ‘trumpista’. Yemen, uno Stato che non esiste più ed una guerra che non ha mai conquistato le sensibilità mediatiche occidentali. Un inferno in terra che sta divorando un popolo.
Dove si muore sotto le bombe, molte quelle anche italiane, e ora anche di colera. Una epidemia che ha la forza di ordigno assoluto, come un gas mortale inarrestabile: oltre 200.000 casi sospetti che aumentando ad una media di 5.000 al giorno. E a morire sono per primi i bambini tutti malnutriti, che prima già stavano morendo di fame.
Colera non per caso. Epidemia mortale, denunciano Unicef e Organizzazione mondiale della Sanità, conseguenza diretta di due anni di duro conflitto. Il collasso dei sistemi idrici e igienico-sanitari ha tagliato fuori 14,5 milioni di persone dall’accesso all’acqua e ai servizi igienici, aumentando la capacità della malattia di diffondersi. L’aumento dei tassi di malnutrizione -sempre dato Oms- ha indebolito la salute dei bambini e li ha resi più vulnerabili alla malattia.

Vergogna araba

Un conflitto ormai diventato guerra tra potenze regionali e in casa Islam. A semplificare, sunniti contro sciiti, Arabia Saudita e satelliti contro Iran. La guerra che dal marzo 2015 sta travolgendo lo Yemen ha sinora causato più di 16mila morti, di cui almeno 10mila civili, e oltre 3 milioni di sfollati su una popolazione di poco superiore ai 25 milioni di abitanti, devastando un Paese già da tempo classificato tra i più poveri del mondo.
Ospedali, scuole, fabbriche e campi profughi bombardati. Oltre 1.000 bambini uccisi nei raid aerei sauditi, e oltre 740 morti nei combattimenti.
«Una catastrofe umanitaria senza precedenti», ha denunciato Stephen O’Brien, affari umanitari delle Nazioni Unite. Human Rights Watch ha documentato 119 violazioni delle leggi di guerra della coalizione a guida saudita.

Vergogna occidentale

Yemen, la vergogna di tutti. Gli sfollati sono ormai oltre tre milioni. Più della metà degli yemeniti dipende dagli aiuti umanitari e solo un bambino su 10 riesce ad arrivare vivo a cinque anni. Peggio che in Siria. L’anno scorso, l’Arabia Saudita riuscì a bloccare l’istituzione di una commissione sui crimini di guerra in Yemen. Gli sporchi affari che l’Occidente con Riad. Affari miliardari. Affari di armi. Prima Obama adesso Trump, con 132 miliardi di dollari in armi sofisticate in arrivo.
Ma la questione riguarda anche l’Italia, anche se in misura infinitesima. Su una parte delle bombe sganciate dai caccia sauditi sulle città yemenite c’è la sigla «MK83». Un gran ‘bell’ordigno’, dicono gli specialisti, un modello prodotto da ‘Rwm Italia’, stabilimento-arsenale di Domusnovas, nel cagliaritano. Proprio da qui, nel 2015, sono partite cinquemila bombe. Un quinto in più rispetto all’anno precedente.
Umberto De Giovannangeli sull’Huffington Post ci ricorda la risoluzione del Parlamento Europeo che stabilisce “un embargo sulla vendita delle armi alla Arabia Saudita.

Vergogna americana

Carceri segrete e torture negli Emirati e in Yemen con gli Usa coinvolti. Militari statunitensi complici di torture, abusi e violenze contro sospetti terroristi, compiute dalle forze armate degli Emirati Arabi Uniti e dello Yemen sul loro territorio, denuncia l’Associated Press. Le carceri sono controllate da ufficiali di Abu Dhabi e Sana’a e i dettagli che emergono dai racconti dei testimoni sono raccapriccianti. I prigionieri sono chiusi all’interno di container per spedizioni, cosparsi di feci e urina, bendati per settimane.
E ancora, i sospetti sono picchiati e legati a una griglia circondata dal fuoco. A questo si aggiungono gli abusi a sfondo sessuale e interrogatori compiuti su navi segrete da parte di “esperti psicologi” ed “esperti di poligrafia” statunitensi.
Gli informatori riferiscono -ed Analisi Difesa riporta- che gli abusi sono “una routine” e le torture inflitte “estreme”. Altre fonti parlano di circa 2mila persone scomparse, che sarebbero ancora oggi rinchiuse nelle carceri. Familiari, parenti, amici hanno promosso proteste e iniziative per la loro liberazione, finora invano.

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