• 19 Febbraio 2020

Comunali a destra, perde il Pd, vince il non voto

Ad estrema sintesi, visto che gli interessati, città per città interessate al voto, quello che dovevano sapere già lo sanno.
Qualche sottolineatura significativa

Genova non è più rossa, e sarà governata per la prima volta nel dopoguerra dal centrodestra. Dalla Liberazione ad oggi, la massima destra a Genova era stata da Dc di Paolo Emilio Taviani.
Qualcuno in città, dove l’anima di sinistra è ancora forte, dovrà dare qualche spiegazione.
Non solo a Genova.

Renzi quasi fantasma in campagna elettorale non trova alcuna battuta efficace.
«I risultati delle amministrative 2017 sono a macchia di leopardo – scrive in un post su Facebook -. Come accade quasi sempre per le amministrative. Nel numero totale di sindaci vinti siamo avanti noi del Pd, ma poteva andare meglio: il risultato complessivo non è granché».

M5S tra il dire e il fare. Pizzarotti, l’ex 5 Stelle confermato a Parma.
«Vince non dare sempre ragione al blog», Casaleggio e Grillo avvertiti.
Il problema del fare e del saper fare, e quindi il problema Virginia Raggi.

Il ritorno di Berlusconi. Ha vinto il centrodestra, non c’è dubbio, ma non hanno vinto Salvini e l’estremismo Casa Pound. Centrodestra più centro che destra, salvo poi trovare un difficile equilibrio in casa per fare diventare la rissosa alleanze una proposta di governo politico per l’Italia.

 

VALUTAZIONI A CALDO

Ilvo Diamanti: “M5s non radicato sul territorio, Pd sempre meno partito”
Per il politologo, tre indicazioni: 1) la debolezza del Movimento Cinque Stelle non radicato sui territori e in difficoltà a promuovere propri candidati, con il bipolarismo prevale dovunque; 2) il centrodestra è “molto più forte” anche in contesti che erano andati sempre al centrosinistra; 3) il Pd “è sempre meno partito”, mentre “le sinistre” hanno un problema perché hanno perso anche dove si sono presentati uniti.

Strefano Folli: “Referendum, scissione, comunali: la stagione fallimentare del Pd”
La sconfitta alle comunali dimostra che il Pd non riesce a strappare voti né al centrodestra né ai Cinque Stelle. E’ già partita la caccia alle responsabilità, ma il Partito Democratico dovrebbe aprire una vera riflessione su un’intera stagione, iniziata con la sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre e proseguita con la scissione interna, fino a un vero crollo nella maggior parte dei comuni.

Massimo Giannini: “La valanga azzurra travolge il Pd di Renzi”
Il Cavaliere trionfa in roccaforti storiche come Genova, Sesto San Giovanni, L’Aquila, Verona, Pistoia, Cosenza, Catanzaro. Nei comuni con oltre 15mila abitanti il centrodestra passa da 5 s 15 Comuni, il centrosinistra da 14 a 4. “Il centrosinistra è il vero sconfitto: Renzi ha “tanti nemici a sinistra” e paga “provvedimenti non proprio popolari come il salvataggio delle banche venete”. Dal 2014 “non ha vinto più nulla”. Quanto ai Cinquestelle, “non c’erano, però hanno ingrossato il partito trionfatore, quello del non voto”.

Marcello Sorgi: “Operazione tenaglia sull’ex premier”
A voler adoperare un po’ di malizia, si può dire che ha funzionato perfettamente lo schema di gioco messo in campo dagli avversari di Renzi, che prevedeva di inneggiare al ritorno della coalizione post-ulivista in caso di vittoria, e scaricare tutta la responsabilità di un eventuale insuccesso sulle spalle del segretario. Per quale ragione il suddetto elettore avrebbe dovuto votare per il centrosinistra, invece di astenersi, o come prevede il meccanismo dei ballottaggi, votare per il centrodestra per punire i campioni del suo schieramento?

Massimo Franco: “Centrodestra problema leadership, Renzi leader sgualcito”
Il centrodestra ha vinto, il centrosinistra ha perso, e i Cinque Stelle si erano già spenti due settimane fa. Ma l’analisi deve spingersi oltre. Nelle pieghe della vittoria di Lega e Forza Italia si annida la competizione tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Il Pd deve prendere atto che la finzione di unità a livello locale non ha dato i risultati sperati. Di fatto, il movimento di Beppe Grillo non c’è stato ma si sa che alle Politiche ci sarà, eccome. Da ieri è chiaro che le Politiche non saranno un referendum tra Renzi e Grillo.

 

I TITOLI DEI QUOTIDIANI

Corriere della Sera
Salvini avvisa gli azzurri: «Squadra da riproporre Ma basta con quei voti che salvano il governo»
Il retroscena – Il leader di FI: e adesso scrivo il programma
L’amarezza di Renzi: lo sapevano tutti chi avrebbe vinto, le Politiche un’altra cosa

Foglio
Perché le amministrative dimostrano che si vince solo non inseguendo gli sfascisti

Libero Quotidiano
Centrodestra in volo. E ora bisogna avere il coraggio di vincere insieme – Non infrangete il sogno d’una notte d’estate

Messaggero
La retromarcia della sinistra riaccende il Cav
Silvio e le alleanze «Uniti si vince patto con Salvini»
Il ritorno di Berlusconi: «L’alleanza la traino io»
Il processo a Renzi «Paghiamo le divisioni»

Repubblica
Intervista a Gianni Cuperlo – “Una frattura con il nostro elettorato. Folle andare avanti così”
Grillo: “Ci credono morti, ma non siamo ko”
Casaleggio avverte: le divisioni si pagano

Sole 24 Ore
I nuovi sindaci al debutto con la verifica di cassa

Remocontro

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