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martedì 15 Ottobre 2019

Saud d’Arabia principi petrolieri, dall’impero britannico a quello Usa

Pochi giorni fa, un nuovo principe ereditario saudita. Re Salman ha nominato il figlio Mohammed, 31 anni, nuovo principe ereditario. ‘Golpe dinastico’ per cercare di riformare il regno più ricco e discusso del mondo.
Reali dell’altro ieri, scopriamo attraverso Giovanni Punzo. La riscossa delle tribù arabe contro l’impero ottomano nella prima guerra mondiale, Lawrence d’Arabia, e lo scontro tra le famiglie di al-Husayn ibn Ali (gli Hussein in Giordania) e Abd Al Aziz al-Saud (i Sauditi in Arabia).
Quando Aziz al-Saud arrivo alla vittoria nel 1925, grazie a un trattato segreto con la Gran Bretagna, la fornitura di armi e munizioni e una rendita personale di 5000 sterline al mese.

Ricordare le origini dell’attuale casa regnante saudita ci fa tornare indietro di un secolo, ovvero quando tra il 1916 e il 1918, nel pieno della Prima Guerra mondiale, nei territori dell’impero ottomano si combatté quella che oggi è ricordata come la rivolta araba capeggiata dallo sceriffo della Mecca al-Husayn ibn Ali. Nel 1916 lo sceriffo, figura carismatica del nazionalismo arabo, aveva sottoscritto un accordo segreto con la Gran Bretagna contro il comune nemico ottomano e nel 1917, dopo l’arrivo di un brillante ufficiale inglese che si chiamava T. E. Lawrence, scontri infuriarono in tutto il Medio Oriente. Gli avvenimenti di quell’anno furono cruciali perché, grazie ai suggerimenti di Lawrence, il 6 luglio fu conquistata Aqaba, porto ottomano sul mar Rosso (oggi in Giordania) fondamentale per i rifornimenti turchi, il 9 dicembre fu presa Gerusalemme e parte dell’attuale Irak tornò sotto il controllo inglese dopo le sconfitte subite nel 1915.

Il crollo dell’impero ottomano nel 1918 e la sua spartizione costituirono dunque la nascita delle monarchie arabe che vantavano tuttavia un ceppo comune, ovvero al-Husayn ibn Ali, che proprio nel 1917 si era proclamato re dell’Hijaz con il proposito di diventare il sovrano di tutti gli arabi riuniti in una confederazione sotto la sua guida e quella dei suoi figli. Quando però Abd Allah e Faysal, figli di al-Husayn ibn Ali (destinati a diventare in seguito re di Giordania e dell’Irak), entrarono a Damasco conquistata ai turchi, il potente Abd Al Aziz al-Saud, ovvero il capostipite dell’attuale dinastia saudita, contrario al disegno arabo unitario perseguito dalla famiglia rivale, pur rimanendo schierato con la Gran Bretagna, cominciò a distinguere la propria posizione, forte di un trattato segreto sottoscritto in precedenza che gli garantiva il controllo di parte della costa sul golfo Persico, ma anche la fornitura di armi e munizioni dall’Inghilterra, nonché una rendita personale di 5000 sterline al mese.

Combattenti arabi nella prima guerra mondiale

La vera e propria rottura con la famiglia di al-Husayn ibn Ali e la parte del mondo arabo che rappresentava, avvenne nel 1925, quando Abd Al Aziz al-Saud – che nel frattempo aveva conquistato la Mecca al rivale e si era proclamato re dell’Hijaz al suo posto – negoziò un altro accordo con gli inglesi ottenendo riconoscimento e appoggio. Dopo la battaglia di Sabilla (1929) in cui sconfisse le ultime tribù ribelli anche grazie all’aiuto britannico, proclamò l’unificazione del regno, ma soprattutto si appoggiò sempre più a una corrente di pensiero religioso islamico che traeva origine da Muhammad ibn Abd al-Wahhab, teologo della fine del XVIII secolo, che considerava apertamente eretiche e da combattere come gli infedeli le altre scuole di pensiero dell’islam come gli sciiti o i mistici sufi. Avendo acquisito per mezzo del potere politico anche il controllo dei luoghi storici del pellegrinaggio musulmano (La Mecca, Medina e Jedda) in breve l’influenza della dinastia e del wahabismo sul mondo islamico crebbero notevolmente.

Abd Al Aziz al-Saud con il presidente Usa Franklin Delano Roosevelt

Ulteriore accrescimento del potere della dinastia si verificò a partire dal 1938, ovvero dagli accordi per lo sfruttamento delle risorse petrolifere. Sebbene all’inizio della II Guerra mondiale l’atteggiamento saudita si potesse definire ambiguo, Abd Al Aziz al-Saud, al contrario di altri governanti arabi e del muftì di Gerusalemme, non prese apertamente posizione a favore delle potenze dell’Asse e, quando ormai la guerra si stava concludendo favorevolmente per gli Alleati, si incontrò personalmente con Roosevelt e Churchill nel febbraio del 1945, intuendo probabilmente il nuovo ordine internazionale che stava scaturendo dal conflitto. Per tornare infine alla rivolta araba, da cui sono partite vicende che ancora oggi esercitano una certa influenza, nonostante il centenario non ancora finito, il solo paese dove l’anniversario ha avuto una certa risonanza è stato solo il regno di Giordania, dove siede sul trono un discendente dell’altra grande dinastia araba di al-Husayn ibn Ali.

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