mercoledì 17 luglio 2019

Caccia siriano abbattuto dagli Usa, attenti a voi avverte Mosca

Alta tensione tra le due super potenze dopo l’abbattimento di un caccia siriano che stava colpendo formazioni ribelli. «Tutti gli aerei della coalizione internazionale che voleranno in Siria, ad ovest dell’Eufrate, da oggi sono considerati potenziali bersagli dell’aviazione russa».

Jet e droni Usa che volano sulla Siria tornano a essere potenziali bersagli di Mosca. Il ministero della Difesa russo ha reagito all’abbattimento di un jet siriano da parte delle forze americane con la sospensione del memorandum di cooperazione tra le due super potenze. «Le azioni belliche di Washington violano il diritto internazionale», si legge nella nota della Russia. Quindi l’avvertimento: «Qualunque oggetto aereo, inclusi i jet e i droni identificato a ovest dell’Eufrate sarà seguito dai mezzi antiaerei russi».

«L’abbattimento di un jet dell’aviazione siriana nello spazio aereo siriano – si legge ancora nel comunicato del ministero della Difesa russo – è una violazione cinica della sovranità della repubblica araba siriana. Numerose azioni belliche dell’aviazione americana presentate come lotta al terrorismo contro le forze armate legittime di un paese membro dell’Onu sono un’aggressione bellica nei confronti della repubblica araba siriana».

«Qualunque oggetto aereo, inclusi i jet e i droni della coalizione internazionale, identificato a ovest dell’Eufrate sarà seguito dai mezzi antiaerei russi, sia terrestri sia aerei, come bersaglio aereo nelle aree in cui l’aviazione russa è in missione di combattimento nei cieli siriani», annuncia il ministero della Difesa russo in risposta all’abbattimento del jet siriano.

Cosa potrà accadere adesso? Gli Usa impegnati a sostenere la conquista di Raqqa da parte delle forze ribelli anti Assad, la Russia a sostenere i governativi di Damasco. Cosa faranno i russi, gli unici legittimati formalmente a volare su quei cieli? Scorteranno eventuali “intrusi” fuori dello spazio siriano? Apriranno il fuoco? Colpiranno i curdi armati dagli Usa?

Situazione ad alto rischio che suscita perplessità nella scelta statunitense di provocarla in questo momento, a rompere l’accordo con Obama sulla sfere di influenza tra le sponde dell’Eufrate. Sempre ieri gli iraniani hanno lanciato dei missili contro il Califfato a Deir ez Zour. Missione presentata come rappresaglia all’attentato di Teheran, ma assieme, un messaggio a Washington e Riad.

Guerra di messaggi mandati a nuova perché suocera intenda. Posta pericolosa, salvo che a qualcuno dei troppi protagonisti in campo non serva una escalation estera per distrarre da delicate e controverse questioni interne. Oppure, visto che parliamo chiaramente di Trump, l’alto comando Usa abbia deciso di scaricarlo creando un bordello internazionale in cui farlo inciampare.

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