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venerdì 20 Settembre 2019

Rai, compensi senza limiti verso le stelle

Consiglio di amministrazione Rai, sì al piano compensi per le star. Salta il limite a 240mila euro per le prestazioni “artistiche”, previsto comunque un taglio del 10% dei compensi. «Oggi 41 persone festeggiano», ha scritto il segretario della commissione di Vigilanza Rai. L’elenco dei fortunati

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La delibera del CdA Rai è arzigogolata come se da quelle parti non passasse alcun giornalista capace di spiegarsi. Salvo non sia importante e voluto il non farsi capire. Parliamo di soldi, in alcuni casi tanti tanti soldi pagati a pochi fortunati che offrono ‘prestazioni di natura artistica’. E fin qui tutto è chiaro, se non vuoi che una ‘star’, un divo/diva pagata sino a ieri a milioni non passi alla concorrenza, devi dargli ben altro che i 240 mila euro imposti come tetto ai dipendenti Rai, e scusate se ad alcuni paion pochi.
«Possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista o aggiungere valore editoriale». Che cavolo vogliono dire? Quasi una tutela a chi diventa difficile definire ‘artista’. Ad esempio l’ex dipendente che si licenzia per diventare ‘artista’ esterno a prestazione milionaria e garantita. O il giornalista artista di supercontratti e presenze, che offre «intrattenimento generalista». Dalle ricette di cucina a Bruno Vespa.

Accade nel giorno della prima da direttore generale di Mario Orfeo. La Rai decide di tenersi le mani libere sui compensi per le “prestazioni di natura artistica”. L’equivoco nella definizione da legulei sottolineato sopra, nella speranza di evitare ricorsi che certo non mancheranno. Il piano prevede comunque una riduzione dei compensi di almeno il 10%, che andrà ad aumentare con il salire degli importi. Vedremo se mai accadrà, tendendo contro che sui contratti ‘artistici’ la Rai chiede la tutela del segreto industriale, formalmente per non dare armi alla concorrenza.

Viale Mazzini spiega che l’arzigogolato documento è stato costruito «a partire dall’applicazione puntuale della legge e recependo le indicazioni contenute nel parere dell’Avvocatura dello Stato e fornite dal Ministero per lo sviluppo economico». Linguaggi ed ipocrisie a parte, almeno una affermazione netta e chiara: «La tutela del futuro del servizio pubblico passa necessariamente anche attraverso la possibilità di continuare ad avvalersi di grandi professionalità che contribuiscano a creare prodotti autorevoli e riconoscibili».
Promessa da verificare, da adesso in poi, «Dovrà essere fornita adeguata motivazione, resa esplicita in fase contrattuale da parte degli organi responsabili».

Pace incerta con la politica
Reazioni politiche pro e contro da subito, ma di scarso interesse. Ognuno gioca la sua partita. Interessante per la politica che si nasconde dietro le parole, il commento del deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. Una sorta di ‘altolà, attenti a voi’.
«Oggi 41 persone festeggiano. Dopo anni di dibattiti e pareri, il Cda e la presidenza del servizio pubblico sembrano intenzionati ad applicare solo una riduzione del 10 per cento e non il limite così come previsto dalla legge votata dal parlamento».
Grane in vista con annessa cattiveria.

Le 41 stelle dei compensi Rai
Sempre Anzaldi che precisa, «La lista è stata pubblicata dal Fatto Quotidiano qualche settimana fa e non è mai stata smentita».
Compensi superiori a 1 MILIONE di euro: Antonella Clerici, Carlo Conti, Fabio Fazio, Flavio Insinna, Michele Guardì, Bruno Vespa.
Compensi tra 500mila e 1 MILIONE: Fabrizio Frizzi, Massimo Giletti, Loretta Goggi, Luciana Littizzetto, Giancarlo Magalli, Amadeus.
Compensi tra 240mila e 500mila: Marco Aleotti, Claudio Amendola, Alberto Angela, Piero Angela, Lucia Annunziata, Caterina Balivo, Pippo Baudo, Giovanni Calone, Ivan Franco Capelli, Milly Carlucci, James Conlon, Carmelo Forzano, Nino Frassica, Giorgio Gherarducci, Antonio Ioli, Marco Liorni, Maurizio Pagnussat, Cristina Parodi, Mika, Paola Perego, Maria Florencia Picco, Antonio Quinti, Massimo Bernardini, Sveva Sagramola, Marco Santin, Salvatore Sottile, Carlo Taranto, Tiberio Timperi, Stefano Vicario.

Minaccia finale
«I consiglieri di amministrazione Rai sono sicuri che disattendere una legge votata dal parlamento non comporti poi conseguenze personali di fronte alla Corte dei Conti, per danno erariale?». E tutti in Cda alla verifica della polizza di assicurazione per inciampi amministrativi che certamente hanno stipulato nell’accettare il prestigioso e rognoso incarico.

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