• 19 Febbraio 2020

Un altro Gheddafi in Libia

Quel Gheddafi sopravvissuto
Sei anni di prigionia per Saif al-Islam Gheddafi, secondogenito del Colonnello Muammar Gheddafi e suo erede designato. Gli è andata decisamente meglio rispetto ad altri della famiglia. La liberazione venerdì da parte della Abu Baker Sadiq, la milizia di Zintan che lo aveva catturato un mese dopo il linciaggio di suo padre Muammar assieme al fratello Mutassim e un manipolo di fedelissimi alle porte di Sirte il 20 ottobre 2011. Un prigioniero politico prezioso allora. Una pedina politica utile da libera oggi, nel prevalere del caos violento nella Libia post-rivoluzione ‘assistita’ dalla Nato nel 2011.
Perché è accaduto, a chi conviene, che parte gioca questa liberazione nella partita per il potere aperta in Libia e tutt’altro che risolta?

Il magnanimo Haftar
La liberazione a sorpresa di Saif al-Islam Gheddafi da parte della milizia di Zintan sarebbe stata decisa col generale del Libyan National Army Khalifa Haftar, per stringere ancora di più la morsa attorno al governo di Accordo Nazionale di Faiez Al Serraj.
Se non fosse per i zintani che lo proteggono, vista la mancanza di controllo sul Paese da parte del governo di Tripoli e dei suoi alleati tra le milizie di Misurata, Saif sarebbe già stato fucilato o impiccato da tempo. Sentenza di morte del tribunale centrale libico nel 2015.
Ora Saif al-Islam vive nascosto e protetto in una cittadina nell’est del Paese. Per la Bbc sarebbe nella sede del governo dell’est. Altre fonti parlano di Beida, nel cuore delle «montagne verdi». Beida e Tobruk entrambe sotto il controllo dell’uomo forte della Cirenaica Haftar.

Chi ha liberato Gheddafi
L’11 giugno Abu Bakr al-Siddiq, il battaglione che lo aveva in custodia, ha comunicato di averlo rilasciato a seguito dell’amnistia concessa dalla Camera dei Rappresentanti, il parlamento di Tobruk rivale del governo di Al Serraj. Tra le stesse autorità di Zintan, che in questi sei anni sono state responsabili della sua prigionia, dissensi col battaglione che lo ha liberato. Altrove invece c’è stata gente scesa in strada per festeggiare la scarcerazione. Difficile oggi valutare la capacità di raccogliere consenso di Saif Gheddafi. Certo è che ordinandone la liberazione il generale Haftar ha segnato punti a suo favore.
Il generale ha nuovamente sottolineato l’inconsistenza dell’avversario. Gli apparati dell’esecutivo di Al Serraj non sono infatti stati in grado di impedire la liberazione di un prigioniero decisamente speciale in un territorio di sua teorica competenza.

Non solo Gheddafi junior
Sempre l’11 giugno, oltre Saif al-Islam Gheddafi sono stati liberati circa altri trenta esponenti di punta dell’ex regime. Tra questi c’era anche l’ex capo dei servizi segreti di Gheddafi Abdullah Al-Senussi, che però non compare nell’elenco delle persone liberate. Resta il fatto che queste persone siano tornate libere senza che dal governo di Tripoli sia partito alcun ordine.
Haftar a caccia di consensi in una guerra che resta aperta e dura cerca di riallacciare i legami con i Warfallah, Warshafanna, gli zintani, le tribù Tuareg, gli Obari, quelle di Bani Walid, Tarhouna, Sabratha e Sirte, un tempo il punto di forza del clan Gheddafi.
Haftar accetta di portare Saif nel suo campo, dicono su ‘suggerimento’ egiziano. Bene ora, rischio utile nel breve-medio periodo, ma potenziale concorrente nel futuro.

Tanti i pentiti di Libia
Sempre più numerosi i libici pentiti anche tra i rivoluzionari della prima ora. Saif Gheddafi, a 44 anni, potrebbe così rappresentare allo stesso tempo la novità che crea il futuro e la continuità con il passato. Saif è giovane, non ha ancora 45 anni, è ancora molto ricco, e molto popolare tra le fazioni in Libia – sempre più numerose – che guardano con nostalgia ai tempi del regime quando, pur vivendo sotto il gioco di una dittatura oppressiva, non dovevano convivere con la strisciante guerra civile che si trascina da cinque anni, il caos ed in molti casi la povertà.
Ecco perché Saif è visto allo stesso tempo come un criminale, un uomo che rischia di peggiorare le cose, o un personaggio utile per unificare la Libia. Senza dubbio è un uomo controverso. Difficile da prevedere. E chi ha scelto di liberarlo, ha scelto il rischio.

rem

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