sabato 20 luglio 2019

Rai, direttore generale Orfeo Tg1, ‘lotto’ Pd accusa M5S

Rai, Orfeo nuovo direttore generale, rincorsa di ipotesi per la successione al Tg1.
Il Cda dell’azienda lo ha nominato con sette voti favorevoli, compreso quello della presidente Maggioni. Freccero contrario, si era autocandidato per il posto.
L’intesa su Orfeo sarebbe stata raggiunta ieri sera tardi tra il Pd e il centrodestra.

Mario Orfeo, sino ad oggi direttore del Tg1, è il nuovo direttore generale della Rai. E’ stato votato dal Consiglio di amministrazione con sette voti favorevoli, compreso quello della presidente Monica Maggioni, e uno contrario, quello del consigliere Carlo Freccero.
L’anticipazione era venuta in mattinata con un tweet del senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia: «Orfeo è il nuovo dg Rai». E così è andata.
Il ministero dell’Economia ha indicato al Consiglio di amministrazione l’attuale direttore del Tg1 come nuovo direttore generale dopo le dimissioni di Antonio Campo Dall’Orto.

L’intesa su Orfeo sarebbe stata raggiunta ieri sera tardi tra il Pd e il centrodestra. Nomina politica senza possibili finzioni e con immediati segnali polemici.
Orfeo resterà in carica un anno, «traghetterà» l’azienda fino all’agosto 2018 quando scadrà l’attuale consiglio di amministrazione. Percorso breve che spiega tanti altri e più illustri rifiuti alla nomina molto ‘pro tempore’, e tempore breve e tempestoso.
Resta ancora da capire se la commissione di Vigilanza reintegrerà il posto lasciato dal consigliere di amministrazione Paolo Messa che si è dimesso nei giorni scorsi. Un particolare non secondario, nel gioco delle future maggioranze consigliari Rai.

Il consigliere Carlo Freccero, indicato in consiglio Rai dal M5S, non solo vota contro la nomina Orfeo, ma si autocandida e chiede un’audizione pubblica in Vigilanza per verificare chi sia più competente. Gesti simbolici. La decisione del Cda su Orfeo è solo una prima fase di una procedura di nomina complessa, regolata dall’articolo 29 dello statuto della tv pubblica.
L’articolo prevede che il direttore generale venga nominato dal Consiglio di amministrazione d’intesa con l’assemblea dei soci.
Adesso il presidente della Rai Monica Maggioni dovrà convocare questa assemblea dei soci Tesoro e Siae, e poi tornare in Cda per la nomina vera e propria.

In attesa di questi passaggi formali, già si discute delle nomine che la scelta di Orfeo innescherà. La sua successione alla direzione del Tg della rete ammiraglia Rai, in un momento molto delicato sul fronte degli equilibri politici, con elezioni alle porte.
Per il Tg1 l’ipotesi al momento più accreditata è quella di Antonio Di Bella, già Tg3 e ora News24.
Di direzione in direzione, Di Bella sino a ieri veniva dato in uscita dalla stessa Rai.

A favorire la soluzione Orfeo, paradossalmente, la fine del patto a 4 fra Pd, Forza Italia, M5S e Lega, con un Pd non più chiamato a non rompere i delicati equilibri che si erano venuti a creare sulla legge elettorale.
Una intesa che comunque non trova tutti d’accordo nel Pd visto che già ieri sera il deputato dem Michele Anzaldi, segretario della Commissione di Vigilanza, aveva commentato la possibile nomina di Orfeo come un rischio.
Rimuovere un direttore che funzionava, e già sul tema si litiga, «con la possibilità di sbagliare due volte».
Non funzionava affatto, ribatte Roberto Fico, M5S, presidente della Commissione Vigilanza Rai: «Questo è un segnale di guerra da parte di Renzi e i suoi scagnozzi: vogliono militarizzare il servizio pubblico radiotelevisivo per paura di perdere le elezioni».

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