Nord Corea ancora missili, perché

La logica, se c’è, è tutta nella testa fantasiosamente chiomata di Kim Jong-un. Decimo esperimento missilistico dall’inizio dell’anno voluto da Pyongyang, proprio quando la Corea del Sud decide di bloccare l’istallazione del sistema antimissile americano Thaad. Ricordi di antica e nostrana ‘strategia della tensione’. Provocazioni per alzare il livello della sfida? Cosa sta accadendo in realtà nella penisola coreana, oltre i fuochi d’artificio, e tra i due spezzoni di Corea residuo di Guerra fredda?

Una nuovissima bordata di razzi nord coreani ad abbattere ogni apparente logica. Anzi, come ricordato prima, accade proprio mentre, sotto la spinta del nuovo presidente pacifista, i cugini della Corea del Sud sono pronti a sedersi al primo piccolissimo tavolo negoziale per le prove di dialogo: e che per dimostrare le loro buona volontà hanno detto stop allo scudo Thaad che gli Usa avevano costruito in tutta fretta.

Missili come massaggi diretti a destinatari ignoti? Applicando questa logica, forse qualcosa di più di capisce. Missili terra-acqua. E proprio qualche giorno fa gli americani hanno mosso da San Diego la Nimitz, una delle portaerei a trazione nucleare più grandi del mondo. Simbolo della forza navale statunitense, per gli specialisti di cose militari. E muovere la Nimitz pare sia la maggiore esibizione forza degli yankees che hanno diretto il gigante verso la costa coreana dove già stazionano la Carl Vinson e la Ronald Reagan.

La “armada” evocata dal presidente americano nei giorni di aprile. Muscoli esibiti da una parte, missili per aria dall’altra. Provocazioni con logica che che viene da definire infantile, salvo la pericolosità assoluta dei ‘giocattoli’ nelle mani di due testa calde e inaffidabili, in questo caso. Gli americani esibiscono 3 portaerei, 3 incrociatori, 12 cacciatorpediniere e Kim risponde con qualche missile che potrebbe persino caricare con un bomba atomica. Speriamo che a forza di provocazioni, qualcuno non si faccia davvero male.

Dicono i sudcoreani che i missili dei cugini hanno volato per 200 chilometri verso il mar del Mar del Giappone, cioè verso le basi americane, raggiungendo un’altitudine di un paio di chilometri. La Cnn dice che i razzi sparati sono stati quattro. Il decimo lancio dell’anno dopo che il Maresciallo Kim aveva dichiarato la sua Corea era pronta a lanciare un missile intercontinentale capace di raggiungere con la bomba atomica gli Stati Uniti. Ed ecco che gli americani, il mese scorso hanno annunciato di aver provato con successo un missile intercettore capace proprio di fermare il temutissimo razzo intercontinentale. Anche se quelli realmente temuti non sono nord coreani.

Nonostante tutto, dal sud della penisola, ‘Sunshine Policy’, politica del dialogo con il Nord. A metà mese una delegazione di Seul dovrebbe raggiungere Pyongyang per celebrare l’anniversario del primo storico summit inter-coreano del 15 giugno del 2000. Con alcune arguzia da parte di Seul. La decisione di fermare il dispiegamento dello scudo antimissile americano Thaad che non serve a proteggere a Seul ma a difendere le basi dove gli Usa dalla fine del conflitto del ’53, hanno ancora 28.500 soldati interessati più alla vicina Cina che al roboante vicino del nord.

Tags: Corea missili
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