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domenica 17 20 Novembre19

L’occidente ancora nella trappola di Osama bin Laden

Ma il terrorismo islamico di oggi, come nasce? Dibattito lacerante in Inghilterra dopo la strage di Manchester nella campagna elettorale in corso. Due le risposte più diffuse: i terroristi odiano i nostri valori, oppure, la vera colpa è dei governi occidentali che hanno inviato le loro truppe in paesi musulmani. E si ritorna sempre a Osama bin Laden che purtroppo aveva capito tutto.

L’attentato di Manchester ha rilanciato lo scontro di opinioni sul perché il mondo debba subire la ferocia jihadista proprio oggi. Inghilterra non solo per priorità di attentato, l’ultimo in ordine di tempo, ma anche per tese elezioni in casa.
L’osservatore attento è Gwynne Dyer, un giornalista canadese che vive a Londra, che scrive anche su Internazionale.
Cronaca dal Regno Unito, quando il leader laburista Jeremy Corbyn (che ha votato contro l’invasione dell’Afghanistan nel 2001, contro quella in Iraq nel 2003 e contro la campagna di bombardamenti, durata sette mesi, che ha portato alla caduta del dittatore libico Muammar Gheddafi nel 2011) ha tenuto un comizio a Londra.

L’omaggio alle vittime della strage di Manchester

Corbyn cita analisi da parte degli stessi servizi segreti inglesi sui legami tra le guerre britanniche esportate e il terrorismo di ritorno. Quasi elementare nella logica la considerazione. Poi le furberie elettorali di Theresa May che volutamente travisa e accusa l’avversario di tradimento.
Si aggiunge anche quel campione di ‘finesse’ e simpatia di Boris Johnson che scarica ogni colpa sull’Islam “che ci odia e odia il nostro stile di vita”.
Un vecchio trucco dei politici, osserva Gwynne, quello di confondere volutamente spiegazione e giustificazione. Per lui, l’analista, ambedue la parti hanno torto.
Copn un taglio sulle ricostruzioni storiche dell’epoca coloniale, tutto nasce dal dopo 11 settembre, tutto volutamente provocato da Osama bin Laden.

Dato storico alla soglie del nuovo millennio. In tanti paesi musulmani erano in corso rivolte per rovesciare re e dittatori. Quasi duecentomila arabi sono stati uccisi in quelle lotte tra il 1979 e il 2000 ma nessuno di quei regimi sanguinari è stato rovesciato. Per conquistare il potere, gli islamisti avevano bisogno di una nuova strategia. Ed ecco bin Laden.
Lui non aveva combattuto in casa, ma in Afghanistan, contro l’invasione sovietica del 1979. Una guerra che gli islamisti hanno vinto, e islamisti afgani, i taliban, sono saliti al potere.
La strada per la presa del potere degli islamisti nel mondo arabo: «Spingere l’occidente a invadere dei paesi musulmani, guidare la lotta contro le forze d’occupazione occidentali, e quando queste gettavano la spugna e rientravano a casa (come, alla fine, succede sempre), prendere il potere».

Pensiamoci un attimo. Non è forse quello che è accaduto in Iraq, in Siria, in Libia? Dettagli diversi ma sostanza parallela. Obiettivo dell’11 settembre, spingere gli Stati Uniti nel ruolo dell’infedele invasore.
Conclusione? La lasciamo al canadese di Londra Gwynne Dyer, che parla di cose di casa sua, è può sostenere con maggiore autorevolezza certe accuse pesanti.
«I governi occidentali non hanno mai riconosciuto questa ovvia verità perché sono troppo arroganti per credere di essere stati semplicemente le vittime credulone di una strategia altrui. Il loro errore di politica estera è stato abboccare come pesci all’amo della provocazione di Bin Laden. Sedici anni dopo, continuano a fare lo stesso errore».

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