A pochi giorni dal G7, l’uragano Trump non accenna a placarsi. Il presidente avrebbe deciso di sfilare gli Usa dall’accordo di Parigi sul clima. Lo riferisce il sito web Axios citando “due fonti vicine all’amministrazione”. Intanto, su twitter il tycoon annuncia: “La decisione verrà annunciata tra qualche giorno”. L’esito si preannuncia scontato, si legge da un altro cinguettio “Annuncerò la mia decisione sugli accordi di Parigi nei prossimi giorni, faremo l’America di nuovo grande”.
I will be announcing my decision on the Paris Accord over the next few days. MAKE AMERICA GREAT AGAIN!
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 31 maggio 2017
Trump rispolvera il suo slogan di successo e la decisione sembra confermare l’altro tormentone del presidente “American First”. Infatti, i motivi dell’uscita dall’accordo sul clima non sembra basarsi su obiezioni scientifiche fondate ma si punta alla difesa dell’industria americana che eviterebbe una costosa riconversione alle energie verdi e al risparmio energetico.
A nulla è valso il dono fatto da Papa Francesco di un libro sull’ambiente al presidente americano. Gli uomini di Trump stanno valutando la formula con cui abbandonare l’intesa. La volontà è quella di dare un segnale chiaro e deciso al mondo sul fatto che Washington non considera una priorità il clima e soprattutto vuole far saltare l’intero accordo anche in contrapposizione alle politiche di Obama.
L’uscita dall’accordo non può avvenire prima del 2020, stando ai termini previsti, infatti, i paesi firmatari non possono abbandonare il tavolo prima di tre anni. Il processo richiede un ulteriore anno per la fuoriuscita effettiva. L’alternativa è un ripensamento oppure, in via estrema, l’addio non solo agli accordi di Parigi ma a tutti quelli siglati sul clima. Per questo processo invece può bastare un anno.
In cima agli obiettivi di Parigi c’è il freno al riscaldamento globale, in particolare la volontà di limitare l’incremento della temperatura media della Terra in questo secolo a meno di 2 gradi centigradi rispetto al livello pre-industriale. Molti climatologi ritengono che questo sia già troppo perché il pianeta lo possa sopportare, ma per le ragioni dette sopra non sarebbe realistico proporsi obiettivi più ambiziosi. Anche i 2°C comunque sono problematici: bisognerebbe azzerare le emissioni di gas a effetto serra nel 2050. Ma i gas serra sono emessi dalla combustione di benzina, carbone e metano; è dura farne a meno.