sabato 20 luglio 2019

Russiagate, i documenti di Flynn e i falsi twitter di Trump

L’ex consigliere per la sicurezza fa marcia indietro e accetta di consegnare alla commissione intelligence del Senato documenti che riguardano lo scandalo sui rapporti con Mosca.
Travolto dallo scandalo anche ex addetto stampa della Casa Bianca.
Il mistero dell’account twitter di Trump, cresciuto di cinque milioni di follower in meno di tre giorni.

Russiagate sempre più e sempre peggio. Rivela il Wall Streeet Journal, che l’ex consigliere per la Sicurezza Mike Flynn ha dovuto accettare di consegnare alla commissione intelligence del Senato documenti che riguardano lo scandalo sui rapporti con Mosca. Carte che riguardano le aziende di Flynn che in un primo momento il consigliere del presidente si era rifiutato di consegnare invocando il quinto emendamento, contro l’auto-incriminazione.

L’inchiesta del Congresso americano coinvolge ora un altro nome della Casa Bianca, l’ex addetto stampa, Boris Epshteyn. L’ex collaboratore di Trump, 34enne di origini russe, ha fatto parte del gruppo di comunicazione della Casa Bianca fino allo scorso marzo, quando si è dimesso. Lo stesso Epshteyn ha confermato alla Abc di aver ricevuto richiesta di testimonianza da parte della commissione Intelligence della Camera, che guida uno dei filoni dell’inchiesta.

Per Donald Trump, passaggio decisamente critico sul fronte comunicazione. Mike Dubke, il capo di quell’ufficio tanto prezioso per Trump, ha infatti formalizzato le proprie dimissioni già avanzate il 18 maggio e poi accantonate per coprire il primo viaggio all’estero del presidente. ‘Motivi personali’, versione ufficiale. Difficoltà, impossibilità di arginare e gestire le esternazioni di Donald Trump.

Sospetti intanto di Cyberguerra di twitt col trucco pronta per Trump. Il mistero dell’account twitter di Trump, cresciuto di cinque milioni di follower in meno di tre giorni. Gli analisti: “Qualcuno lo sta aiutando, è chiaro che è imminente un’operazione”. Malcolm Nance: “C’è il supporto della cyberguerra della Russia? La maggioranza sono bot”. Cosa sono questi ‘bot’ informatici lo vedremo tra un attimo.

L’account twitter di Donald Trump ha guadagnato, in meno di tre giorni, cinque milioni di follower, e defollowato a valanga gli autori di tweet anche solo lievemente critici, scrive Jacopo Iacoboni su La Stampa. Cosa sta succedendo nella rete ingegnerizzata pro Trump, chi ci sta lavorando sopra, e per fare cosa? Si prepara una gigantesca operazione di distrazione di massa, connessa magari ai guai del Russiagate del presidente che potrebbero travolgere la Casa Bianca?

I ‘bot’ informatici. Uno studio della University of Southern California e della Indiana University a ha accertato che il 15% degli utenti di Twitter (circa 48 milioni) sono dei ‘bot’, persone non reali dunque. Nel 2014 Twitter aveva stimato che questi software creati per svolgere attività automatizzate sul web fossero fra il 5% e l’8,5% degli utenti attivi. Ciò rende possibile distorcere la visione del mondo che abbiamo online, manipolando così l’opinione pubblica.

Possono creare l’impressione che un’idea o una persona siano popolari quando non lo sono, o che ci sia una forte opposizione quando non c’è.

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