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mercoledì 16 Ottobre 2019

Merkel grida ‘Il re è nudo’ e il mondo si scopre senza mutande

Era il segreto di Pulcinella, sostiene Piero Orteca, che ci svela le ragioni del fallimento preannunciato del G7 ma non solo, degli accordi internazionali nel mondo occidentale alle prese con la globalizzazione che supera ogni schieramento, e con Trump che supera ogni comune buon senso.

Toh! La signora Merkel ha rivelato il segreto di Pulcinella. E cioè che il G7, ormai, ha fatto il suo tempo. Certo, non ci voleva l’orbo per indovinare la ventura, ma la sensazione che la riunione dei Sette Grandi a Taormina sarebbe stata un clamoroso fallimento era già nell’aria da mesi. A parlare, a mezze frasi, ad alimentare gli spifferi maligni di corridoio, erano stati proprio gli “sherpa”, e cioè i funzionari incaricati di preparare il vertice e tutta la caterva di riunioni collaterali.

Quando, nel presentare l’incontro, abbiamo scritto sul nostro giornale che si trattava di tempo perso, non avevamo fatto altro che riportare le voci (autorevoli) che circolavano in tutte le ambasciate. E, visti i commenti al vetriolo post-summit, ora ne abbiamo una clamorosa conferma. Dunque, ricapitoliamo. Il presidente francese Macron, all’Eliseo, tanto per non smentirci, ha ricevuto Putin, e dopo tutta una serie di giri di valzer e tuffi carpiati dialettici, ha fatto capire che la Francia punta molto su un’intesa bilaterale con Mosca.

D’altro canto, basta guardare gli indicatori statistici, per intuire capire come l’asfittica economia transalpina abbia bisogno di ossigeno fresco, magari in arrivo dalle odiate steppe della Sarmazia. E dopo che le ha cantate chiare anche la Merkel, con tutti i pensierini della sera rivolti a Trump, la sensazione ormai diffusa è che gli Stati Uniti attuali sembrano sempre più parenti di quella cricca, raccolta attorno al Project for the New American Century, di Dick Cheney, che portò il mondo dritto sparato alla seconda sciagurata Guerra del Golfo.

Concetto ribadito, senza troppi giri di parole, anche da Sigmar Gabriel, Ministro degli Esteri tedesco, che ha addirittura “degradato” gli Usa sul campo. “Sono una nazione – ha detto – che ha perso il suo ruolo di leader globale.” A questa litania di accuse e contraccuse, si è unita anche la ministra dell’Interno inglese Amber Rudd, che ha replicato stizzita, alle bordate in arrivo da Berlino contro la politica estera del Regno Unito. Insomma, dopo i brindisi e le foto di gruppo, ora cominciano a volare stracci.

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