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domenica 17 20 Novembre19

Merkel contro Trump, non mi fido ma ti sfido

La Merkel davanti a una birra annuncia la sfida e sul clima non mollla, pronto nuovo accordo per il G20 di Amburgo, a luglio. Fine delle alleanze tradizionali? Dopo il G7 per la Cancelliera è il tempo della sfiducia. L’Europa si scansa dalla nuova presidenza Usa e affretta il goodbye del Regno Unito. Se la Germania torna delusa dal G7 di Taormina o meglio dal 6 contro 1, il guastafeste Donald Trump  twitta felice. Per il presidente chiusi accordi con Giappone, Regno Unito e forte No a clima e immigrazione. Ecco come è cambiata la politica internazionale con l’arrivo del guastafeste a stelle e strisce.

“I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo ho capito negli ultimi giorni” sono le prime dichiarazioni di Angela Merkel rientrata dal fallimentare G7 di Taormina dei giorni scorsi. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio è la nuova linea politica della Cancelliera. “Noi europei dobbiamo davvero prendere il nostro destino nelle nostre mani”, ha aggiunto frau Merkel tra gli applausi dei circa 2000 presenti del partito Cristiano Sociale Bavarese (Csu) in una grande birreria-tendone di Monaco di Baviera.

Sia gli attori sia gli spettatori sapevano che il G7 di Taormina sarebbe stato un punto di non ritorno. Ma che si stabilisse il distacco della Germania e quindi dell’Europa dagli Usa e in misura minore anche della Gran Bretagna è stato un risultato inedito. I motivi non possono che essere legati al passaggio dalle politiche per soluzioni globali di Barack Obama all’American First di Donald Trump.
Prima sfida: il Clima. Angela Merkel e non solo hanno subito il distacco e lo scetticismo sul clima da pare degli Usa, Nel comunicato finale si conferma lo schema “6 contro 1” che ha caratterizzato i negoziati: a parte gli Stati Uniti, che “non sono nelle condizioni di unirsi agli altri partner” sugli accordi di Parigi gli altri sei Paesi “riaffermano il loro forte impegno per una rapida applicazione dell’accordo di Parigi”. Trump ha fatto sapere che deciderà “la prossima settimana”. In ogni caso Merkel resta determinata a riproporre il tema al ‘suo” G20 di Amburgo, a luglio.
Seconda sfida: il Commercio. Qui Trump attacca la Germania per il surplus commerciale, nell’accordo in “lotta al protezionismo” strappato dagli altri 6 paesi il tratto Usa è evidente quando si legge “l’impegno a opporsi a tutte le pratiche scorrette del commercio”
Terza sfida: l’Immigrazione. In questo caso come negli altri non perde solo la Merkel ma anche in modo particolare il nostro Gentiloni: i leader del G7 “riaffermano il diritto sovrano degli Stati, individualmente e collettivamente, a controllare i loro confini e a stabilire politiche nel loro interesse nazionale e per la sicurezza nazionale”.

3 a 0 per Trump che a differenza della sfiducia di Angela Merkel e del clima di rottura, twitta entusiasta: “Di ritorno dall’Europa. Il viaggio è stato un grande successo per l’America. Lavoro duro ma grandi risultati”. American First and Europe?

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