Privacy Policy
mercoledì 16 Ottobre 2019

Clima di stallo al G7 pochi accordi e tante divisioni

Gli altri paesi provano a migliorare gli accordi sul clima ma Trump scappa, il tempo scorre e gli accordi vacillano. Tanti volti nuovi ma già consumati dal rito di un summit destinato a fallire. Un G7 nato stanco con documenti pesanti che nessuno vuole firmare. Seduta sospesa sul clima, Trump ha sconquassato la politica mondiale e a Taormina si vede. Incontri Usa con Giappone su Corea del Nord e Gran Bretagna per il commercio.

Tanti volti nuovi al G7 a Taormina, pochi i punti su cui essere d’accordo. “E’ il vertice più impegnativo degli ultimi anni” dice Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo. Il presidente Gentiloni sostiene che la prima giornata di lavori ha prodotto una “discussione diretta e sincera”, tradotto: non siamo d’accordo. Al di là del mite e passeggero padrone di casa, Paolo Gentiloni, Emanuel Macron, Theresa May ma soprattutto Donald Trump sono i volti nuovi del G7 e sono nette le differenze tra ognuno. Il presidente Usa vorrebbe un maggiore investimento dai singoli membri della Nato e marcia in direzione contraria agli accordi di Parigi sul clima.  Macron vuole ripartire dall’accordo di Parigi sul clima promosso da Obama e la May in piena campagna elettorale e sotto minaccia terroristica cerca accordi commerciali per rafforzare la Brexit e rafforzare la sicurezza.

Al momento i leader del mondo non hanno trovato un punto comune sul clima e tra frecce tricolori e foto di rito è stata siglata una vaga dichiarazione congiunta per la sicurezza, contro il terrorismo. Sul clima invece lo scontro è rimandato, probabile un accordo al ribasso nella fase postObama, per il momento si evita lo scontro.

Donald Trump gioca da solo e non fa squadra. Il tycoon sfugge l clima e documenti pesanti  e punta ad accordi bilaterali come nel caso del Giappone. Il primo ministro nipponico, Shinzo Abe, e il numero uno degli Usa, hanno trovato un accordo sull’ampliamento delle sanzioni alla Corea del Nord. Anche con i cugini inglesi Trump ha portato avanti gli interessi commerciali: “Il presidente Donald Trump e il primo ministro Theresa May hanno ribadito il loro impegno per aumentare gli scambi commerciali tra Stati Uniti e Gran Bretagna” ha detto il portavoce della premier britannica Theresa May. L’impegno tra i leader è stato confermato nel corso del vertice del G7 a Taormina.

La seconda giornata si riapre sul clima e si passa a immigrazione commercio internazionale. Su tutti restano divisioni evidenti:

Clima. La discussione su questo punto è sospesa. Sul destino dell’accordo di Parigi tra i leader del G7 non c’è ancora una posizione comune per il comunicato finale. E il tema resta irrisolto. “L’amministrazione Usa ha in corso una riflessione interna di cui gli altri paesi hanno preso atto confermando il loro impegno totale” ha detto Gentiloni, “l’accordo di Parigi è un pezzo del nostro futuro, siamo fiduciosi che dopo una riflessione interna, anche gli Stati Uniti, che hanno un ruolo fondamentale, vorranno partecipare”. Trump dovrà annunciare la sua decisione sull’accordo del 2015, da cui vorrebbe ritirarsi, proprio al rientro a Washington. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker non ha dubbi: “Penso che gli accordi di Parigi debbano essere attuati pienamente”. E la Francia è categorica: “La linea è non indebolire l’accordo di Parigi”.

Commercio. Anche sul commercio oggi non si è arrivati ad alcuna dichiarazione congiunta.

Immigrazione. La frase con la quale Gentiloni ha aperto i lavori è stata per la Sicilia: “Siamo molto felici di avere questa opportunità: la Sicilia ha una posizione geografica particolare, rappresenta un ponte tra le due sponde del Mediterraneo. Pur sostenendo i diritti umani dei migranti e rifugiati, riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati di controllare i loro confini e fissare chiari limiti ai livelli netti di immigrazione, come elementi chiave della loro sicurezza nazionale e del loro benessere economico”. Bella la Sicilia, sì all’immigrazione e sì ai confini e limite all’accoglienza si legge tra le righe della bozza del documento finale del G7, tuttora sottoposta a un negoziato aperto. Nella bozza si ribadisce poi “la necessità di sostenere i rifugiati il più vicino possibile ai loro paesi di origine, in modo che siano in grado di tornare” e “di creare partnership per aiutare i paesi a creare le condizioni all’interno dei loro stessi confini per risolvere le cause delle migrazioni”.

Potrebbe piacerti anche