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venerdì 6 Dicembre 2019

G7 Taormina, leader in cerca di grandezza

In agenda terrorismo, migranti, Africa, clima e commercio, confronto in salita. Tra imponenti misure di sicurezza a Taormina la prima giornata del G7. La cerimonia inaugurale al Teatro Greco, dove i leader si incontrano per la prima foto di famiglia. Poi il confronto politico su un’agenda molto ricca sulla quale restano divisioni di vedute tra alleati europei e gli Usa, in particolare sul clima e il commercio, mentre sulla lotta al terrorismo c’è una maggiore unità di intenti.

Subito la ‘foto di famiglia’, che famiglia poco è. “Sappiamo che non sarà un confronto semplice. Lo spirito di Taormina ci può aiutare nella giusta direzione”, ammette subito il padrone di casa Paolo Gentiloni. Apprensione condivisa dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: “Non c’è dubbio che questo sarà il vertice più impegnativo tra i G7 degli ultimi anni. Non è un segreto che i leader che si riuniscono qui hanno qualche volta posizioni molto diverse su temi come il clima ed il commercio”.
Poi Tusk si lascia andare a considerazioni su Ucraina e Russia, ma lì parla da polacco. Ed è questo di fatto il rischio di questo G7: il prevalere degli interessi ‘di bottega’ dei singoli Stati.

Il confronto politico su un’agenda molto ricca: clima, immigrazione, terrorismo, commercio internazionale. Sui vari temi restano divisioni di vedute tra alleati europei e gli Stati Uniti. Gary Cohn, direttore del National economic council che fornisce consulenza economica al presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti che si trovavano a bordo dell’aereo presidenziale durante il volo da Bruxelles alla base di Sigonella, ha spiegato che sarà una discussione ‘very robust’, cioè molto robusta, insomma faticosa, impegnativa. In particolare su due nodi cruciali: il clima e il commercio.
Donald Trump dovrà annunciare la sua decisione sull’accordo di Parigi del 2015, da cui vorrebbe ritirarsi, proprio al rientro a Washington.

Sul clima “sappiamo che sarà una discussione robusta, perché già l’abbiamo avuta con il presidente francese, l’abbiamo avuta con i belgi, l’abbiamo avuta in tutti i bilaterali”, aveva spiegato Cohn, che sarà a fianco di Trump in alcune parti del G7. Una previsione che ha subito preso forma nelle parole del presidente della Commissione europea Jean-Clauded Juncker: “Penso che gli accordi di Parigi debbano essere attuati pienamente”, ha detto.
Quanto al commercio, Cohn ha assicurato che “continueremo a combattere per quello che crediamo sia giusto, cioè un commercio libero ed equo”, che per Trump equivale a dire “ti trattiamo come tu ci tratti”.

Da capire anche se emergerà nelle discussioni di Taormina il nuovo capitolo del Russiagate, il coinvolgimento del genero di Trump, il marito di Ivanka, Jared Kushner, emerso nella notte da nuove rivelazioni di Washington Post e NBC News.
Sulla lotta al terrorismo, altro tema molto caldo dopo l’attentato di Manchester, c’è una maggiore unità di intenti. È probabile che la premier britannica Theresa May torni con Trump sull’argomento della fuga di notizie sulle indagini, che aveva portato Londra a sospendere la condivisione di informazioni con Washington, situazione che è sembrata invece rientrare in serata. May comunque il fuga per emergenza terrorismo ed elezioni con il labour in ripresa sui conservatori, salterà la seconda giornata di lavori.

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