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domenica 15 Settembre 2019

L’incontro degli opposti

Vaticano, colloquio privato Trump Papa Francesco in attesa di rivelazioni. Incontro con il presidente Mattarella e con il premier Gentiloni. Nel primo pomeriggio, partenza per Bruxelles.
Negli Stati Uniti i vescovi attaccano Trump per i tagli spesa al sociale mentre crescono enormemente le spese militari. Per i prossimi dieci anni tagli per oltre 72 miliardi per i disabili e i programmi di prestiti per l’università dei meno abbienti.

La cronaca che incrocia la storia

ORE 8.17: Trump arriva in Vaticano per l’udienza di papa Francesco nel Palazzo Apostolico vaticano.

ORE 8.32: Nella Sala del Tronetto dell’appartamento papale, Donald Trump ha incontrato il Papa, stretta di mano e alcune parole di saluto. Melania Trump è vestita in nero, veletta dello stesso colore.
Melania, slovena naturalizzata statunitense, è di religione cattolica. Papa Francesco ha salutato la First Lady con una stretta di mano e, dopo qualche parola, ha benedetto un oggetto che Melania gli ha mostrato

ORE 8.38: – Colloquio privato tra il Papa e il presidente Usa Donald Trump nella Sala della Biblioteca dell’appartamento pontificio.

“È un grandissimo onore essere qui”


Queste le parole pronunciate dal presidente americano Donald Trump al momento della stretta di mano con papa Francesco, secondo le agenzie di stampa statunitensi. Il presidente americano e il pontefice faccia a faccia per la prima volta dopo le divergenze su Islam e immigrati. Dopo l’incontro con papa Francesco in Vaticano, la delegazione statunitense ha visitato la Cappella Sistina e la Basilica di San Pietro, prima di recarsi al Quirinale per il colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Terzo incontro, con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore americano dove hanno alloggiato i Trump.Sempre questa mattina la first lady Melania ha visitato l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, e Ivanka, figlia del presidente, la Comunità di Sant’Egidio.
Nel primo pomeriggio, altro corteo infinito di auto per Fiumicino, verso Bruxelles. Ritorno in Italia per Trump e delegazione, venerdì, ma in Sicilia. G7 di Taormina.

Diversità a confronto
Anche il Papa usa twitter. Ieri, alla vigilia, in un twitt il senso dell’appuntamento. «E’ nel dialogo che si può progettare un futuro condiviso. E’ attraverso il dialogo che costruiamo la pace, prendendoci cura di tutti».
La scorsa settimana, tornando da Fatima, aveva lanciato altri messaggi: «Io non do mai un giudizio su una persona senza ascoltarla. Parlando, usciranno le cose. Dirò quello che penso e lui quello che pensa. Sui migranti sapete bene ciò che penso. Ma non ho mai voluto dare un giudizio senza prima sentire la persona».

Nel pomeriggio resoconto ufficiale
«I speak spanish» , ha avvertito Bergoglio all’inizio del colloquio, mentre accanto a lui sedeva l’interprete, monsignor Mark Miles. Il faccia a faccia a porte chiuse è terminato un minuto dopo le nove ed è durato mezz’ora esatta.
Tra i temi trattati -come riferito da una nota della Sala Stampa vaticana- «le buone relazioni bilaterali esistenti tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America, nonché il comune impegno a favore della vita e della libertà religiosa e di coscienza». Da entrambe le parti, è stato espresso l’auspicio di «una serena collaborazione tra lo Stato e la Chiesa cattolica negli Stati Uniti, impegnata a servizio delle popolazioni nei campi della salute, dell’educazione e dell’assistenza agli immigrati».
I colloqui, informa ancora la nota, «hanno poi permesso uno scambio di vedute su alcuni temi attinenti all’attualità internazionale e alla promozione della pace nel mondo tramite il negoziato politico e il dialogo interreligioso, con particolare riferimento alla situazione in Medio Oriente e alla tutela delle comunità cristiane».

Negli Usa vescovi anti Trump
Mentre Trump e Papa Francesco cercano il confronto, negli Stati Uniti i vescovi sono sul piede di guerra per la decisione dei repubblicani di ridurre considerevolmente i budget di spesa legati al sociale, allargando invece le spese militari. Ci saranno -per i prossimi dieci anni- tagli per oltre 72 miliardi per i disabili, su cui contano milioni di famiglie. Eliminati anche i programmi di prestiti per sostenere l’educazione degli studenti più poveri all’università.
I repubblicani sostengono che il sistema assistenziale «è diventato insostenibile e che troppi americani ne approfittano, preferendo non cercare lavoro e chiedere i sussidi».

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