Il Consiglio di amministrazione della Rai ha bocciato il piano per l’informazione presentato dall’amministratore delegato Antonio Campo Dall’Orto, che vuol dire, ‘vattene altrimenti ti cacciamo’. Dopo l’abbandono del tavolo da parte del consigliere Paolo Messa, i punti del piano presentato dal dg sono stati messi al voto.
Favorevole il solo consigliere Guelfo Guelfi, astenuti Fortis e Freccero, contrari i restanti cinque della squadra contestata ormai da più parti. Voto contro l’amministratore delegato, perché di questo si è trattato di fatto, di Franco Siddi, Rita Borioni, Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale ma soprattutto la presidente della Rai Monica Maggioni, che avrebbe motivato il suo “no” con un discorso molto duro.
Rai, si salvi chi può
Il Consiglio ha votato contro le proposte di Dall’Orto su una serie di punti di decisiva importanza per il futuro dell’azienda: il piano di riforma delle news, il varo della nuova testata per l’informazione web (Rai24), con Milena Gabanelli alla direzione, palinsesti dei programmi per il 2017 e ancora le nomine alla controllata RaiCom, la nuova politica delle retribuzioni, la costituzione della delegazione aziendale che tratterà con il governo sul contratto di servizio.
A questo punto, con un Campo Dall’Orto che per la terza volta in un mese non ottenere il sostegno del Cda, Viale Mazzini entra in una crisi aperta. Con un Dall’Orto, si apprende dalla voci di corridoio, deciso a non mollare, anche se la bocciatura del suo piano editoriale a maggioranza dei consiglieri rappresenta una sostanziale sfiducia.
Manca solo l’atto di resa
Alla vigilia della riunione del Cda, i consiglieri avevano sperato in un segnale di resa di Campo Dall’Orto rassegnato a dimettersi. La proposta di un programma di fine mandato, con le delibere da approvare prima del suo addio. Questa ipotesi prevedeva che Campo Dall’Orto avrebbe lasciato subito dopo il G7 di Taormina del 26 e 27 maggio, evento internazionale che vede anche la tv pubblica in prima linea.
Ma il programma di fine mandato non è arrivato, anzi. Campo Dall’Orto ha fatto tante mosse -alcune visibili, altre segrete, nerrano gli esegeti di cose Rai- per provare ad andare avanti. Intanto il sacrificio di uno dei dirigenti a lui più vicini – il francese Genseric Cantournet, ormai ex direttore della Sicurezza – la cui nomina era stata contestata dall’Autorità anti-corruzione.
Consensi a destra
Campo Dall’Orto, nel tentativi di salvare la sua molto discussa poltrona, aveva dato il via libera a un talk-show vicino alle ragioni del centrodestra, che sarebbe dovuto partire in autunno con Mauro Masi, l’ex direttore del Tg2, alla conduzione. Il progetto di questo talk-show, come un ramoscello d’ulivo teso verso i consiglieri di opposizione Diaconale e Mazzuca, che lo reclamano da tempo.
Infine Campo Dall’Orto, mercoledì 17 maggio aveva fatto tappa a Palazzo Chigi. Ufficialmente la visita per discutere del nuovo contratto di servizio, il documento che preciserà gli obblighi della Rai verso i telespettatori e lo Stato per i prossimi 5 anni. In realtà, l’amministratore sempre meno delegato di Viale Mazzini ne aveva approfittato per capire se anche il governo tifasse per la sua uscita, come stanno facendo da mesi molti esponenti del Pd, anche renziani.
Già toto successione con ipotetici candidati di prestigio, vedi l’ex vice Dg Giancarlo Leone, ormai fuori della Rai, che twitta ‘scordatevelo’.
Il problema, di fatto, non è soltanto quello dell’amministratore delegato, ma di tutto il consiglio di amministrazione, a partire dalla presidenza Maggioni.