• 28 Febbraio 2020

Pirateria informatica e ‘WannaCry’, ancora allarme

‘WannaCry’, virus dannato, continua a fare paura. La minaccia si protrae a stamane, quando migliaia di altri computer verranno riavviati dentro aziende e uffici pubblici. A 48 ore dall’attacco informatico che ha già infettato 200mila computer tra aziende e grandi corporation in 150 Paesi, non è ancora finita. Anche se in Italia, al momento non sono state segnalate gravi criticità, salvo un paio di università raggiunte dal ransomware, tra cui la Bicocca di Milano.
Ma l’allarme resta alto. Lo annuncia la Polizia postale che ha rilasciato sul proprio sito un vademecum, vere e proprie istruzioni destinate sia ai cittadini che alle aziende, perché vengano prese le misure necessarie per evitare che i dati dei pc in rete vengano bloccati, in cambio di una richiesta di riscatto.

Un’offensiva senza precedenti, secondo l’Europol che stando alle parole del direttore Rob Wainwright, intervistato dalla britannica Itv, ha affermato che il mondo si trova ad affrontare una “crescente minaccia”.
La Gran Bretagna e la Russia sono stati tra i Paesi più colpiti dall’attacco frenato ”per caso” da un informatico 22enne semplicemente registrando un dominio. Una mossa che ha arginato l’ondata verso Stati Uniti e America Latina.
Oggi però, in Italia come nel resto del mondo, ci si aspetta un secondo round che potrebbe allargare a macchia d’olio gli effetti del ransomware lanciato venerdì scorso. In vista di un possibile ”lunedì nero” per i sistemi informatici, la polizia specifica le mosse da evitare dal punto di vista tecnico.

‘Sebbene l’attacco sia presente in Italia dal primo pomeriggio di venerdì -si legge nella pagina della Polizia- non si hanno al momento evidenze di gravi danni ai sistemi informatici o alle reti telematiche delle infrastrutture informatiche del Paese”‘.
Ma è bene che gli utenti della Rete facciano attenzione alle seguenti procedure. Dati troppo tecnici per noi, quindi, rinviamo direttamente la sito della Polizia.

come agisce il virus e come neutralizzarlo i consigli della Polizia postale http://poliziadistato.it/articolo/38591867b4ec5fd518737032/ 

Pirateria informatica, Wannacry non è un attacco hacker

Umberto Rapetto, uno dei maggiori specialisti del settore, un tempo noto come lo “sceriffo del web”, già capo del nucleo speciale frodi informatiche della Guardia di Finanza.
Rapetto è stato il pioniere delle indagini informatiche, fin da quando Internet, per la burocrazia e anche per gli apparati di sicurezza del nostro Paese, era ancora pressoché sconosciuto.
Uscito in polemica dalla Guardia di Finanza, Rapetto, generale in congedo, è oggi giornalista, scrittore e docente universitario.

E sul web spiega, «Non c’è stato nessun attacco. Smettiamola di parlare a vanvera. Ve ne prego. Quel che sta accadendo non è una manifestazione acuta, ma cronica della in-sicurezza informatica in giro per il pianeta. L’unico elemento di notizia, è la contemporaneità di più vittime eccellenti. Niente di più».
Ci troviamo, invece, di fronte a un devastante incrocio tra lo ‘spamming’, invio di posta elettronica indesiderata e non sollecitata -prova a spiegare anche agli inesperti Rapetto- e il ‘phishing’, pesca ancora miracolosa di che ancora clicca su link che innescano un furto di dati o di identità, o una truffa.

E Rapetto sostiene il peggio. Non si tratta di una insidia nuova ma ‘solo’ di fronte ad una simultanea constatazione della presenza della ‘medesima gravissima patologia’ ben nota distribuita in differenti Paesi. Tutto molto più semplice e assieme molto più pericoloso, sembra di capire, visto che tutti (molti specialisti veri) sapeva e nulla evidentemente è stata fatto per evitare l’accaduto.

Scopriamo che WannaCry, dannato virus, non si limita a “inguaiare” il computer dello sventurato, ma è velocissimo a cifrare tutto quel che trova sui dispositivi con cui quel computer è in grado di collegarsi. Contagio fulmineo, con l’Italia che riduce la potenza distruttiva del virus soltanto grazie alla vergognosa lentezza della sua rete.

Altro difetto italiano e altra indiretta tutela da simili attacchi planetari, il ridotto ‘dialogo tra sistemi’.
E a questo punto, la citazione di Umberto Rapetto è tra virgolette:
«Varrebbe la pena di fare qualche convegno in meno (la tematica cyber ha superato anche la vendita di pentole, pur senza offrire gite in pullman) e lavorare un pochino di più. La digital security è imperativa: le chiacchiere congressuali o la designazione di amici degli amici alla cloche di determinati comparti aziendali o istituzionali non potranno scongiurare un futuro olocausto».

Remocontro

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