• 28 Febbraio 2020

Macron presidente, addio Hollande

Formula semplice, ma rigorosa liturgia repubblicana francese, tutta in quelle parola: «Il Consiglio costituzionale vi ha proclamato eletto presidente della Repubblica, ottavo eletto a suffragio universale nella quinta repubblica». Il popolo ti ha scelto e il Consiglio costituzionale, la massima autorità garante de ‘la Republic’, ti proclama presidente.

Il neopresidente francese Emmanuel Macron era stato accolto all’Eliseo dal suo predecessore, François Hollande. Stretta di mano e poi un colloquio sui principali procedimenti in corso, su eventuali trattative per la liberazione di ostaggi, sulla negoziazione dei contratti strategici e la preparazione di grandi eventi internazionali.
Tra le prime informazioni consegnate dal presidente uscente al successore i codici nucleari. Operazione abbastanza complessa che avviene alla presenza del Capo di Stato Maggiore.
«Il codice segreto delle armi nucleari non è un Pin di quattro cifre scritto su un foglio di carta, ma una combinazione più complessa, che assicura che solo il presidente possa dare l’ordine», ha spiegato al quotidiano francese Le Figaro un ricercatore della Fondazione per la ricerca strategica.

Poi il presidente Macron
«Il mondo e l’Europa hanno bisogno più che mai della Francia, di una Francia forte», ha detto subito dopo il presidente nel suo primo discorso all’Eliseo.
«Il 7 maggio i francesi hanno scelto lo spirito di conquista», ha continuato. «C’è bisogno di una Francia che sappia inventare il futuro. La mia prima esigenza sarà di restituire ai francesi la fiducia in se stessi che per troppo tempo è stata indebolita. Sarà un lavoro lento, esigente ma indispensabile».
«La Francia è forte soltanto se prospera», ha sottolineato ancora il neo-presidente, «la Francia è un modello per il mondo soltanto se è esemplare».
«Insieme – ha detto – daremo l’esempio di un popolo che sa affermare i suoi valori e principi, quelli della democrazia e della Repubblica».
Macron ha poi reso omaggio, nominandoli, ai suoi sette predecessori, da Charles de Gaulle a Francois Hollande.

La Francia e l’Europa
«Il lavoro sarà liberato – ha detto ancora – le imprese saranno sostenute, la creazione e l’innovazione saranno al centro della mia azione».
«Avrò la volontà costante di riconciliare e riunire l’insieme dei francesi. Non cederò su nessuno degli impegni presi davanti ai francesi, dobbiamo costruire il mondo che i nostri giovani meritano».
«La Francia cercherà sempre di essere al fianco della libertà e dei diritti dell’uomo, sempre per sostenere la pace e uno sviluppo sostenibile».
«Avremo bisogno di un’ Europa più efficace, e più politica e io lavorerò a tal fine».

Hollande e la storia
Hollande ha poi lasciato l’Eliseo ha accompagnato al portone del palazzo presidenziale dal successore. Hollande ha baciato la consorte di Macron Brigitte, poi un lungo applauso lo ha accompagnato fino all’uscita. Sorridente, ha applaudito anche Macron, ringraziando fino all’ultimo il presidente che lo ha voluto prima come consigliere all’Eliseo, poi come ministro dell’Economia. Cinque anni fa Hollande non accompagnò invece all’uscita il suo predecessore Nicolas Sarkozy.
Su Hollande, sulla sua figura di presidente e di esponente politico, la storia avrà da faticare per arrivare ad una descrizione oggettiva e condivisa.

rem

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