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domenica 15 Settembre 2019

Emmanuel Clinton contro Marine LeTrump? Attenti ai nomi

Emmanuel Macron mischiato con Hillary Clinton, l’establishment, contro “il popolo”, rappresentato invece da Marine Le Pen mischiata col rude Trump.
Introduce quanto scrive il versatile Pepe Escobar ‘a Brazilian journalist’. “He writes a column – The Roving Eye – for Asia Times Online, and works as an analyst for RT, Sputnik News, and Press TV as well as formerly for Al Jazeera”. Tendenzialmente ‘poco raccomandabile’, insomma.
Pepe Carvaglio e Pablo Escobar, verrebbe da ritorcere col gioco tra nomi e cognomi. Ma in realtà, ciò che segue è molto serio, da prendere in considerazione.

La conta dei morti, solo politici per fortuna, dopo l’ultimo terremoto geopolitico che ha colpito l’Occidente. Valutazione di Pepe Escobar ‘a Brazilian journalist’, non esattamente neutrale, ma da leggere. “Il Partito Socialista francese è morto. La destra tradizionale è in coma profondo. L’estrema sinistra è viva e in ottima salute”. Sarà..
Secondo l’equivoco Pepe, il “sistema” riciclato, rappresentato da Emmanuel Macron, contro “il popolo”, rappresentato invece da Marine Le Pen del Front National. Mediocre la campagna della Le Pen, è il giudizio del severo reporter.
Avrebbe solo compattato – ma non allargato – la propria base elettorale.

Lo aveva già scritto su ‘Asia Times’: “Macron, nei fatti egli è il candidato dell’Unione Europea, della NATO, dei mercati finanziari, della ‘gloriosa macchina Clinton-Obama’, dell’establishment francese, degli oligarchi della borsa e dei sei maggiori gruppi mediatici francesi”.
L’accusa alla sinistra è facile: scimmiottare Tony Blair. Verom è che Jean-Luc Mélenchon, leader dell’estrema sinistra, è riuscito a ottenere gli stessi voti del cattolico di destra François Fillon e sarebbe riuscito a superarlo, se il perdente candidato del Partito Socialista non gliene avesse rubati un po’.

Marine Le Pen gioca la sua alternativa alla UE.
Farà tappe in tutta la “Francia profonda” per trasformare il secondo turno in un dibattito sull’identità francese e in uno scontro tra nazionalisti, sovranisti e patrioti contro globalisti filoeuropeisti e professionisti della “modernità liquida”.
I “frontisti” sono pronti a fare a pezzi il programma neoliberista di Macron, il che attirerà molti voti nelle zone rurali della Francia e potrebbe anche intercettare qualche voto di Mélenchon che non ha dato indicazioni di voto.

Da Sputink, Irina Kalashnikova (strano nome vero?), sostiene che né Le Pen, né Macron hanno statura presidenziale. E anche idee abbastanza confuse.
Priorità assoluta della Le Pen, ridurre gli aiuti sociali agli stranieri e di aumentare il “potere di acquisto” per i pensionati e i lavoratori a basso reddito.
Le “riforme profonde” di Macron sono incentrate sulle pensioni e gli ammortizzatori sociali per la disoccupazione.

Intanto il Financial Times rivela il vantaggio per cui Marine Le Pen potrebbe stravolgere tutte le previsioni e vincere. Trumpismo scaramantico?
Secondo il giornale, mentre la leader del Fronte Nazionale può contare su una base elettorale stabile, i sostenitori dei suoi avversari ancora non hanno deciso a chi daranno il proprio voto al secondo turno. Tutto questo significa che Marine Le Pen, che si oppone alla UE e alla sua attuale politica migratoria, potrebbe vincere anche se voterà per lei meno della metà degli elettori.

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