• 19 Febbraio 2020

Francia fuori gollisti e socialisti ballottaggio Macron Le Pen

Coabitacion per forza
Presidenziali, i francesi hanno scelto. Per l’Eliseo andranno al ballottaggio un giovane esponente centrista senza un partito consolidato alle spalle e una battagliera donna di estrema destra. Dato conclusivo ufficializzato dal ministero dell’Interno: il 7 maggio a contendersi la vittoria saranno l’ex ministro Emmanuel Macron che ha ottenuto il 23,75% e la leader del Front National Marine Le Pen con il 21,53% delle preferenze. Per un risultato che è storico, mai il Front aveva ottenuto tanti voti.

Il conservatore François Fillon è arrivato al terzo posto (19,91%) e Jean Luc Mélenchon, esponente dell’estrema sinistra al quarto, con un più che dignitoso 19,64%. Il socialista Benoit Hamon con un modesto 6%: una debacle completa per il partito che ha eletto François Hollande nel 2012. Alla fine, Le Pen non sfonda, Macron rimane il candidato «misterioso».

Maurizio Molinari
Opinioni e valutazioni politiche possibili infinite, sia rivolte al voto di ieri, sia già guardano al confronto risolutivo tra due domeniche, o più avanti ancora, alle elezioni parlamentari di giugno dove, rileva Molinari su La Stampa, «la Francia si trova in un territorio inesplorato perché sì, i partiti tradizionali sono stati battuti, ma con loro, in parlamento, il neo presidente dovrà fare i conti». Grandi firme e pareri concordi.

Aldo Cazzullo
«Se qualche mese fa ci avessero detto che al primo turno delle presidenziali francesi sarebbe stato in testa un candidato che parla con la bandiera europea alle spalle, che cita l’Europa cinque volte in cinque minuti, che promette di far avanzare la costruzione europea, non ci avremmo creduto». Macron a un passo dall’Eliseo e Marine Le Pen che elimina il candidato della destra repubblicana, è in testa nella maggioranza dei dipartimenti, conferma la sua forza nella Francia profonda ma non sfonda, parecchio sotto i sondaggi di qualche mese fa.

Stefano Folli
Emmanuel Macron si avvia a essere il prossimo presidente francese dopo una campagna che insegna a non inseguire l’avversario (in questo caso Marine Le Pen) sul suo terreno antieuropeista; che registra la fine dei partiti tradizionali (socialisti e centrodestra); che lancia un avviso a sovranisti e i populisti per i quali il successo è al primo turno ma al ballottaggio è sconfitta.

Bernardo Valli
Emmanuel Macron presidente con il 60-65% dei voti al secondo turno, grazie a un fronte repubblicano di tutti i partiti contro la candidata del Front National. Ma il suo movimento ‘En marche!’ nato solo da un anno avrà pochi deputati eletti alle legislative di giugno. Se, come è probabile, non avrà una maggioranza, dovrà trattare con socialisti e repubblicani. Lui però non vuole coalizioni, si è presentato come l’uomo nuovo. Li accetterà a titolo individuale?

Ilvo Diamanti
In Italia c’è già che preconizza la fine che attenderebbe Berlusconi e Renzi, ma Ilvo Diamanti prova ad analizzare la Francia. Due notizie, per Diamanti. Prima, arrivano al secondo turno due “non partiti”. Seconda, non arrivano al ballottaggio i gollisti e i socialisti. Le classi disagiate e i giovani hanno preferito la destra o la sinistra estreme. Hamon paga le colpe di Hollande e Fillon i suoi scandali. Ma sia il candidato di destra sia quello socialista scontano l’essere avvertiti come ‘establishment’.

Già i nuovi sondaggi
Già circolano i sondaggi del ballottaggio, che danno il centrista prossimo presidente di Francia: secondo l’istituto Ipsos-Sopra Steria, Macron può vincere agevolmente Le Pen con il 62% dei consensi contro il 38%. Come diceva Valli. E un altro rilevamento, quello di IfopOpinion attesta il candidato di En Marche al 59% e la leader del Front National al 41%. Comunque una percentuale molto più bassa dell’82% con cui Jacques Chirac sconfisse nel 2002 Jean-Marie Le Pen, il papà di Marine.

Emmanuel Macron
«Oggi il popolo francese si è espresso. Nel momento in cui il nostro paese attraversa un periodo inedito della nostra storia, colpita dal terrorismo e dalle sofferenze economiche ha risposto nel più bello dei modi, andando a votare massicciamente e ha deciso di mettermi in testa al primo turno». Emmanuel Macron ha ringraziato Francois Fillon e Benoit Hamon per aver dato ai loro sostenitori l’indicazione di votare per lui al ballottaggio del 7 maggio.

Marine Le Pen
«Mi avete portato al secondo turno delle presidenziali. Ne sono onorata con umiltà e riconoscenza. Vorrei esprimere a voi elettori patrioti la mia più profonda gratitudine. E’ un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro». E attacca Macron, erede di Hollande e del suo quinquennato catastrofico. « Sì, sono io la candidata del popolo», ha quindi aggiunto scatenando gli applausi dei suoi militanti.

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