mercoledì 19 giugno 2019

Gabriele Del Grande libero, contenti, ma niente eroi

Gabriele Del Grande è libero. Il blogger di Lucca il 9 aprile scorso era stato fermato al confine con la Siria, dove stava facendo interviste senza le autorizzazioni richieste dalle leggi turche. Trattenuto in un centro di detenzione amministrativa in Turchia. Una detenzione certo eccessiva, la pressioni italiane e l’allarme dell’opinione pubblica, ma adesso ritegno, per favore.

Tutti felici, ed è ovvio. Due settimane di arresti per un po’ di regole violate, sono decisamente troppi. A stonare, nell’occasione della gioia, la vanità oltre il comune buon gusto. «Gabriele Del Grande è libero. Gli ho parlato adesso sta tornando in Italia. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo». Lo ha scritto questa mattina il ministro degli Esteri Angelino Alfano in un tweet.
Quasi avesse raccontato la liberazione sofferta di un ostaggio a rischio di vita in mani jihadiste.

Alta diplomazia a bassa dignità. «La notte è passata al lavoro, è stato un lavoro in realtà silenzioso in questi giorni, comunque è andata bene, sono molto soddisfatto di questo», riferisce l’Ansa e lo ha detto a Rai News 24 lo stesso Alfano commentando la liberazione di Del Grande. «Sono davvero soddisfatto del lavoro che è stato fatto da tutti e del fatto che Gabriele torni ad essere un uomo libero».

Per fortuna non ci sono di mezzo i servizi segreti -speriamo, almeno questa volta- con uno dei loro Falcon a prendere l’avventuroso blogger ricercatore e documentarista, e dalla Farnesina il solito Taffuri delle emergenze (ora ambasciatore in Canada) a portarlo per mano, e in pista qualche ministro ad accogliere per mostrarsi. Solo dei felici familiari, speriamo.

E niente riscatto, questa volta, che certe scemenze giovanili a volte ci costano milioni. Ben tornato Gabriele, ma la prossima volta in Turchia , la ‘Basin cars’, accredito stampa, se ne hai titolo chiedilo, e in certe zone che per loro sono di conflitto, quando dicono di no e ci vai, devi mettere in conto che si arrabbiano.

 

Speravamo che questa volta No, e invece..

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