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martedì 19 20 Novembre19

Corea Nord-Usa, oltre le spacconate ora rischi veri

La Corea del Nord avverte l’America, «Pronta a cancellarla dalla faccia della Terra», dopo averla accusata di pianificare un attacco con armi chimiche contro il Paese. Escalation di spacconate. «Possiamo distruggere la Carl Vinson con un solo attacco». Il vice Prince, la portaerei si avvicina. Cina e Russia sui confini, movimenti di truppe.

Tra lo sbruffone e il mezzo matto. La Corea del Nord avverte l’America che è pronta a “cancellarla dalla faccia della Terra”, accusandola di pianificare un attacco con armi chimiche contro il Paese. Il monito in un documento pubblicato ieri sul Rodong Sinmun, il quotidiano ufficiale del Partito dei Lavoratori, in cui Pyongyang afferma che Washington vuole “infliggere sulla nazione coreana un orribile disastro senza precedenti”.
Nel documento, intitolato ‘Piano di guerra biochimica contro la nazione coreana sotto attacco’, il regime sostiene che le forze americane in Corea del Sud di recente hanno portato nel porto di Busan “attrezzature per cercare di portare avanti lo ‘Jupiter Plan’, uno scenario che prevede -scrivono- una guerra biochimica contro il nord”.
Tuttavia, tuona il documento, «La Corea del Nord non sarà mai uno spettatore inerte alle mosse degli Usa volte a provocare una guerra biochimica ma concluderà lo stallo con gli Usa, l’impero dei mali, cancellandoli dalla faccia della Terra».

Una provocazione tira l’altra

Escalation di spacconate. Le minacce di Pyongyang alla vigilia dell’85esimo anniversario della fondazione dell’esercito nordcoreano. «Possiamo distruggere la Carl Vinson con un solo attacco». Non solo: secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, citata dalla Reuters, Pyongyang ha arrestato un cittadino degli Stati Uniti, portando a tre il numero totale degli americani detenuti nel Paese. L’uomo, un coreano-americano di circa 50 anni, è stato identificato soltanto con il cognome Kim e, sempre secondo Yonhap, era in Corea del Nord da un mese per discutere di attività di assistenza. Si tratterebbe di un ex professore della cinese Yanbian University of Science and Technology (Yust), che ha una sede anche a Pyongyang.
Intanto il vicepresidente Usa, Mike Pence, da Sydney, ha assicurato che la flotta americana guidata dalla portaerei Carl Vinson arriverà nel Mar del Giappone «a giorni» ed è destinata a rafforzare il dispositivo militare per la penisola coreana.

Allerta in Cina e in Russia

Fonti militari americane hanno riferito questa mattina alla Cnn che l’aeronautica militare della Cina avrebbe messo i caccia in stato di “massima allerta”. In particolare le forze armate di Pechino avrebbero intensificato le operazioni di manutenzioni, con un eccezionale numero di aerei pronti a decollare. Secondo fonti Usa i cinesi starebbero intensificando gli sforzi per “ridurre i tempi di reazione” nel caso la situazione a Pyongyang dovesse precipitare all’improvviso.
Non solo la Cina. Secondo diversi media locali anche la Russia starebbe spostando diversi equipaggiamenti militari pesanti lungo la breve striscia di confine- appena 17 chilometri – che la separa dalla Corea del Nord. Un video mostra un treno con sistemi missilistici Tor che attraversa la città, presumibilmente diretto verso Vladivostok, a 160 chilometri dal confine.
Inquietanti segnali la mobilitazione -da verificare meglio- di due grandi potenze che avevano assunto la posizione di possibili mediatori.

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