Privacy Policy L'ultimo vero sultano ottomano, l'autoritarismo e la Turchia -
sabato 18 Gennaio 2020

L’ultimo vero sultano ottomano, l’autoritarismo e la Turchia

Sultano Abdul Hamid II, a cavallo di tra ‘800 e ‘900, doveva salvare l’impero ottomano giunto gli sgoccioli. Fu autoritario e dispotico e fu soprannominato il Sanguinario. Tensioni popolari e rivolte.
Nel 1908 un movimento tra intellettuali, funzionari dello stato e giovani ufficiali dell’esercito, costrinse il sultano despota a liberare i prigionieri politici, abolire la censura e riammettere la libertà di stampa.
Sottintesi di attualità, dal malizioso Giovanni Punzo

Come accadde a molti altri sovrani, Abdul Hamid II (1842-1918), penultimo sultano dell’impero ottomano, fu salutato al momento dell’ascesa al potere nel 1876 come autentico salvatore sul quale erano riposte le più grandi speranze di rinnovamento. La sincerità dell’aspettativa popolare era infatti direttamente proporzionale alla disastrosa situazione in cui versava l’impero dal punto di vista politico, economico e finanziario: le province più remote erano in pratica fuori dal controllo del governo centrale, i commerci e le industrie ristagnavano e il debito contratto all’estero pesava come una montagna sulle finanze ottomane già devastate dalla corruzione. Le potenze europee sino a quel momento avevano volto lo sguardo altrove, non già come segno di fiducia, ma semplicemente per evitare un ulteriore scontro tra loro per spartirsi le spoglie dell’impero moribondo.

Sultan Abdul Hamid II of the Ottoman Empire

Soprattutto nella parte europea, quella che era chiamata la Rumelia e cioè i Balcani, i nazionalismi di ispirazione occidentale stavano prendendo il sopravvento. La casse dello stato erano vuote, ma furono annunciate comunque grandi riforme costituzionali, anche perché erano scoppiate rivolte in Bosnia-Erzegovina e in Bulgaria ed era in corso una guerra con la Serbia e il Montenegro. I russi mantennero la pressione sui confini settentrionali e gli inglesi portarono la flotta verso il mar di Marmara. Sconfitto e con la minaccia di ulteriori rivolte interne, fu costretto a firmare un accordo di pace con le potenze europee due anni dopo e da quel momento le speranze di rinnovamento cessarono. Il regime divenne sempre più centralista, autoritario e dispotico e in breve, soprattutto per la durezza con cui furono domate le rivolte, fu soprannominato il Sanguinario.

L’ultima famiglia imperiale

Da allora l’impero tentò di fermare ogni influenza straniera come ingerenza inaccettabile, ma la debolezza interna provocata dalla mancanza di sviluppo produsse l’effetto contrario. Dopo la perdita territoriale dei Balcani, l’isola di Cipro fu in pratica venduta ai britannici che si insediarono anche in Egitto creando un curioso condominio in cui potere nominalmente spettava ancora al sultano, ma era esercitato di fatto dagli inglesi. Anche la flotta turca, che comunque in Mediterraneo restava un’entità di rilevo, divenne oggetto delle ossessioni del sultano che ne proibì i normali movimenti rimuovendo ammiragli e comandanti. Lo stesso esercito un tempo pilastro del potere imperiale andò in rovina o rimase a reprimere rivolte interne che scoppiavano immancabilmente per motivi fiscali. A parte l’esosità del governo centrale, anche i governatori locali non disdegnavano di impossessarsi a fini personali dei tributi riscossi che alla fine non erano mai sufficienti.

La malizia politica nella Turchia oggi

Non sorprende affatto che nel 1908 un movimento filo occidentale diffuso tra gli intellettuali, i funzionari dello stato e i giovani ufficiali dell’esercito, mettesse in atto un vero colpo di stato costringendo il sultano a ripristinare le leggi del 1876, a liberare i prigionieri politici, abolire la censura e riammettere la libertà di stampa. Un anno dopo si verificò una seconda sollevazione militare di segno opposto, ma dopo la deposizione di Abdul Hamid e la sua sostituzione con il fratello che prese il nome di Mehmet V, i Giovani Turchi ripresero il potere e imposero l’esilio a Salonicco (ancora territorio ottomano) del vecchio sultano. Prima della la sconfitta turca nelle guerre balcaniche, tornò a Istanbul, ma rimase sotto stretta sorveglianza praticamente fino alla morte nel 1918. L’impero ottomano era nel frattempo ormai finito.

Potrebbe piacerti anche