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giovedì 24 Ottobre 2019

La Lituania anti russa in Ucraina, volontari, soldi e Nato

Sappiamo di un contingente di soldati italiani al confine con la Russia in una missione della Nato. Se l’era fatto scappare il segretario generale Nato Stoltenberd l’ottobre scorso. L’Italia ha dovuto confermare, ma da allora in poi il silenzio.
Soldati italiani negli Stati Baltici e volontari lituani (e non solo loro) un Ucraina contro i ribelli filo russi. Strana storia. Più Nato chiedono da Vilnius, mentre il suo governo spende in armamenti oltre il due per cento della ricchezza nazionale chiesto dalla Nato.

Volontari e soldi per l’Ucraina anti russa
Si sono dati il nome di ‘Movimento giallo-blu’, che sono i colori della bandiera ucraina, un gruppo di volontari lituani un po’ particolari che aiuta le forze governative ucraine contro i ribelli filorussi. Secondo loro stessi raccontano l’agenzia Ap, il supporto si limiterebbe nella fornitura di materiale militare non letale o quasi, occhiali di visione notturna, giubbotti antiproiettile e mirini telescopici per cecchini, questi un po’ meno ‘non letali’. Il governo di Vilnius è a conoscenza delle attività del movimento, che non sono considerate illegali.

Dall’inizio del conflitto, l’esecutivo di Vilnius ha fornito aiuti per oltre 8,5 milioni di euro, dichiara il ministro degli Esteri Linkevicius. Soldi ma non soltanto. Centinaia di soldati ucraini feriti vengono curati in ospedali lituani, mentre bambini provenienti dalle zone di guerra sono accolti nelle scuole del paese. La Lituania non ha confini con l’Ucraina ma, come le altre repubbliche baltiche, condivide una frontiera con la Russia: quella che la divide dall’enclave russa di Kaliningrad.

Lituania più armata nella Nato
Sempre di questi giorni la notizia che la Lituania aumenterà la propria spesa militare dopo aver già raggiunto i livelli raccomandati dalla Nato, al 2% della produzione economica degli Stati aderenti. Lo riporta l’agenzia Reuters, citando l’intervista in cui il ministro delle Finanze, Vilius Sapoka, ha affermato che “l’anno prossimo avremo già raggiunto il 2% del Pil in termini di spesa militare. Credo che continueremo gradualmente ad aumentare questa cifra”.

Negli scorsi giorni, il report annuale sulla sicurezza prodotto dall’intelligence lituana ha evidenziato che la Russia avrebbe sviluppato la capacità di lanciare un attacco nel Baltico con un preavviso di sole 24 ore, limitando le opzioni della Nato per rispondere, a meno che le forze dell’Alleanza atlantica non dispongano già di una presenza nella regione. Vilnius vuole la presenza militare Nato in casa ancora maggiore dell’attuale.

La minaccia dell’Orso russo
Sempre le fobie baltiche, e sempre la valutazione annuale delle minacce militari prodotta dal servizio di intelligence lituano. Gli 007 locali affermano che la Russia ha accresciuto le sue dotazioni militari nella regione di Kaliningrad nel corso dell’anno. Secondo la relazione, la Russia si è dotata fra l’altro di aerei da combattimento Su-30 e di sistemi missilistici in grado di colpire navi quasi ovunque sul Mar Baltico.

“Si tratta di un segnale per la Nato sulla necessità di incrementare la propria velocità decisionale. I suoi tempi di reazione non sono veloci come vorremmo che fossero”, ha detto ai giornalisti il ministro della Difesa lituano, Raimundas Karoblis. Quest’anno la Nato ha deciso di stanziare una forza di circa mille soldati (italiani compresi) per ognuno dei tre Stati Baltici e in Polonia: contingenti che si aggiungeranno a quelli più piccoli che gli Usa già hanno nella regione.

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