lunedì 25 settembre 2017

Minzolini via dal Senato e carcere per Schettino: a volte capita

Minzolini, sì del Senato alle dimissioni dopo il voto con polemiche che lo aveva tenuto in carica. L’ex senatore prima del voto: “Giustizialismo ha perso”, poi però giustizialismo o giustizia ritornano.. Altra vicenda di giustizia, la richiesta del procuratore generale della Cassazione di carcere immediato per Francesco Schettino, responsabile del naufragio Costa Concordia

A volte la troppo spesso frustrata percezione della giustizia negata, per fortuna si contraddice.
Il Senato ha approvato con 142 Sì le dimissioni da senatore di Augusto Minzolini, condannato per peculato quando era direttore del Tg1. Prima del voto Minzolini aveva compiuto l’atto formale di invitare l’Aula ad accogliere la sua richiesta. Maggioranza diversa dalla precedente assoluzione politica che aveva suscitato molto clamore e scandalo, e questa volta il No certo sperato è diventato Sì all’uscita dell’ormai ex senatore ed ex direttore del Tg1, pregiudicato.

Subito dopo il voto ha commentato: “Come mi sento? Bene, sollevato: sembra l’ultimo giorno di scuola. La presenza dentro le istituzioni ha senso se uno può difendere le proprie posizioni, altrimenti non ha senso starci”.
Il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, aveva chiesto si procedesse con voto palese, nonostante il regolamento non lo consenta. I dem avevano però bisogno di allontanare l’ombra lunga del sospetto che rischia di addensarsi sul gruppo dopo che, grazie anche ad alcuni senatori Pd, lo stesso Minzolini era stato salvato dalla decadenza, in seguito alla condanna definitiva per peculato per le spese pazze fatte con la carta di credito Rai.

“Questa è, eccome, la partita di ritorno del voto del 16 marzo”, ha commentato il senatore M5S Vito Crimi, accusando i dem: “È l’occasione per Renzi e il Pd di riscattarsi da quel voto per potersi riverginare, hanno capito il danno che ha fatto alla loro forza politica”. “Ingiustizia è fatta”, ha invece detto il capogruppo di Forza Italia Paolo Romani.

Giustizia percepita rispetto a quella realizzata

Accuse gravissime con lui, il riconosciuto colpevole in diverse sentenze, che se ne sta tranquillamente a casa propria: ‘naufragio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, abbandono di persone incapaci e abbandono della nave’, il finale vigliacco. Ora, se la Corte di Cassazione accoglierà la richiesta del procuratore generale, Francesco Schettino, l’ex comandante responsabile del naufragio della Costa Concordia, andrà in carcere immediatamente.
La pena a 16 anni emessa dalla corte d’appello di Firenze diventerebbe esecutiva perché il sostituto procuratore generale della Cassazione, Francesco Salzano, ha accolto il ricorso presentato dalla Procura generale di Firenze e ha chiesto l’annullamento con rinvio del processo per la rimodulazione della pena con rialzo. La sentenza è attesa per il 12 maggio.

Potrebbe piacerti anche