giovedì 18 luglio 2019

Elezioni britanniche anticipate per una Brexit più cattiva

Gran Bretagna, annuncio a sorpresa di Theresa May: “Elezioni anticipate l’8 giugno”. La premier britannica, basandosi sui sondaggi, vuole più forza in casa per litigare meglio a Bruxelles. Anche il precedente premier David Cameron, aveva cavalcato i sondaggi sulla Brexit contando di mantenere la Gran Bretagna in Europa e lui al potere.

Elezioni anticipate a sorpresa in Gran Bretagna l’8 giugno: le ha annunciate oggi la premier Theresa May in un inatteso discorso alla nazione davanti al numero 10 di Downing Street, dopo averle ripetutamente escluse nei mesi scorsi. May potrebbe contare, secondo i sondaggi, sul netto vantaggio del suo Partito Conservatore rispetto all’opposizione laburista. Voto in grado, sulla carta, di rafforzarla nel cammino verso la Brexit, il divorzio del Regno Unito dall’Ue.
«La Brexit è nell’interesse nazionale ma gli altri partiti si oppongono». Così la premier Theresa May spiegando l’annuncio delle elezioni anticipate.
Anche il precedente premier conservatore, Cameron, aveva cavalcato Brexit e il voto al referendum contando di rimanere in Europa e al potere.

Theresa May chiede ai britannici di votare Partito Conservatore per andare fino fondo nel divorzio da Bruxelles. «Il Paese vuole unirsi, ma Westminster si divide». Sotto accusa il clima di «divisione» seminato dalle opposizioni laburiste, libdem e indipendentista scozzese, a Westminster, la linea di rottura della premier conservatrice a caccia di voti.
Theresa May, succeduta meno di un anno fa alla guida del governo a David Cameron senza passare per le urne, dopo la sconfitta dell’allora primo ministro al referendum sulla Brexit del 23 giugno, aveva sempre detto di voler arrivare in fondo all’attuale legislatura: iniziata con il voto del maggio 2015 e destinata in teoria a concludersi nel 2020.
Ripensamenti di utilità. Salvo incidenti.

Nobili parole e bassi interessi di bottega. Un sondaggio reso noto alla vigilia della Pasqua assegna ai Tories ben 21 punti percentuali di vantaggio sul Labour, 44 a 23 per cento, il distacco più grande dell’ultimo decennio. Secondo le proiezioni degli esperti, i conservatori potrebbero ora vincere una maggioranza di un centinaio di seggi, in virtù della quale ogni battaglia parlamentare sulla Brexit sarebbe vinta senza difficoltà. “La premier si è resa conto che non avrà mai una possibilità migliore di questa per sbaragliare i suoi avversari alle urne”, è il primo commento della Bbc.
Naturalmente le elezioni sono sempre un rischio e i sondaggi si sono spesso rivelati erronei nelle ultime sfide elettorali, in Gran Bretagna e altrove. Anche l’occasione, per chi ha dei ripensamenti sulla Brexit, di votare contro chi lo ha sostenuto.

Si prospetta così un anno di votazioni in Europa: prima in Francia, poi in Gran Bretagna, quindi in Germania. Chissà se la Brexit, quando le elezioni saranno terminate, avrà un futuro diverso.

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