venerdì 23 Agosto 2019

Soros speculatore Orban premier, gara al peggio

Appelli in favore della Central European University, fondata a Budapest dal miliardario americano di origine ungherese George Soros. Il premier magiaro Viktor Orban, l’uomo dei muri anti migranti, vuole bloccare l’istituzione, troppo internazionalista. Il cattivo Orban contro il buono Soros? L’accademico Marsonet ci propone un utile ripasso. Chi sia il cattivo Orban è noto. Ma è in gara col maggior speculatore finanziario mondiale che ha messo Stati e democrazie in ginocchio.
E certe ‘rivoluzioni colorate’, autentici golpe.

Stanno circolando in questi giorni nell’ambito accademico europeo e italiano appelli in favore della Central European University, fondata a Budapest nel 1991 dal miliardario americano di origine ungherese George Soros. L’appello si deve al fatto che il premier magiaro Viktor Orban ha varato una legge che rischia seriamente di porre termine alle attività di questa istituzione privata, nella quale i corsi si svolgono interamente in lingua inglese, e che lo stesso Orban accusa di operare contro gli interessi nazionali.
Detto questo, a chi riceve l’appello tramite posta elettronica viene subito la tentazione di firmare poiché la situazione appare chiarissima, posto che non si sappia chi è veramente George Soros. E non è affatto scontato che i docenti universitari conoscano la sua biografia e le sue molteplici attività. Se si cerca il suo nome in internet si evince che il suddetto è un imprenditore e, soprattutto, un “filantropo”, vale a dire persona dedita alla beneficenza e al miglioramento delle condizioni di vita dell’intera umanità.

 

Ma è davvero così? A me non pare. In realtà l’86enne Soros è probabilmente il più grande speculatore finanziario internazionale della nostra epoca. Un vero e proprio tycoon al pari di Donald Trump. Solo più ricco dell’attuale presidente Usa e diventato tale – con un patrimonio stimato in 25 miliardi di dollari – non grazie al mattone, bensì all’abilità nello speculare nelle Borse di tutto il mondo.
Il miliardario americano-ungherese è addirittura riuscito a mettere più volte in difficoltà dei governi nazionali. Nel 1992 la sua speculazione ebbe un tale successo da costringere la Banca d’Inghilterra a svalutare la sterlina, e nello stesso anno l’operazione gli riuscì anche con la Banca d’Italia che fu costretta a svalutare la lira. Ma questi sono solo i casi più noti. Soros infatti possiede un fondo d’investimento privato che ha sede nel paradiso fiscale delle Antille Olandesi, con il quale è in grado di influenzare i mercati valutari. E’ un “filantropo”, insomma, piuttosto sospetto.

Parallelamente ha creato nelle nazioni dell’ex blocco sovietico una rete di istituzioni universitarie che hanno il compito di divulgare i valori della società aperta e della liberaldemocrazia in generale. La Central European University è la più nota, non a caso fondata da Soros in Ungheria, suo Paese d’origine. Ma ve ne sono altre, tutte attive nella promozione delle cosiddette “rivoluzioni arancioni”. E, non a caso, lo zampino di George Soros è stato individuato pure in Ucraina, dove ha appoggiato con ingenti mezzi finanziari le correnti anti-russe.
Politicamente è vicino all’ala sinistra del Partito Democratico Usa, è ha finanziato cospicuamente le campagne elettorali di Barack Obama e di Hillary Clinton (ma pure quelle di Bill Clinton in precedenza). Non ha invece buoni rapporti con i repubblicani e, in particolare, ha molto osteggiato Donald Trump, il quale ha addirittura definito Soros “un imbroglione”. Ma ormai si sa che con l’attuale presidente Usa bisogna essere cauti. Cambia idea nello spazio di poche ore, e nulla esclude che in futuro Soros diventi uno dei suoi eroi.

Tornando al tema della Central European University, è chiaro che la libertà d’insegnamento va difesa, soprattutto se a osteggiarla è un altro personaggio sospetto come Viktor Orban. Tuttavia chi scrive non ha firmato l’appello, parendogli che la situazione sia assai complicata. Le università di Soros, ufficialmente portatrici dei valori liberaldemocratici, sono in realtà centri di propaganda anti-russa “a prescindere”, e favorevoli all’espansione della Nato a Oriente. Meglio dunque astenersi, rammentando che George Soros non è certo un angioletto come vorrebbero far credere i maggiori organi di stampa italiani.

Potrebbe piacerti anche